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La first lady argentina,
Cristina Fernández, si candida alle presidenziali del prossimo
28 ottobre, cercando di succedere al marito, Nestor Kirchner, che
così ha scelto di farsi da parte nella corsa alla Casa Rosada.
Il tormentone 'Cristina-Nestor' che da tempo assillava gli argentini
è dunque passato e di nuovo, sul destino dell'Argentina, torna
ad affacciarsi la 'moglie del presidente'. Da Evita Peron a Isabel
Martinez, per arrivare alla ex moglie di Carlos Menem, Zulema Yoma,
il paese ha più volte subito l'influenza delle primeras
damas, che da dietro le quinte hanno tramato, fatto e disfatto.
Ma questa volta, il paragone pare reggere solo a prima vista:
“Cristina è una donna di una certa statura politica. Niente
di paragonabile con le figure del passato argentino. Se proprio si
deve paragonare a qualcuno, oserei scomodare più Hillary
Clinton che Isabelita Peron”. A commentarci la notizia, con il suo
fare scanzonato ma pungente è Manuel Ferreira, l’attore
di Buenos Aires che da anni mette in scena nelle sale di tutta Italia
i nodi della società argentina, dalla crisi economica del
2001, alla questione indigena, e che precisa di guardare il suo paese
come fa ogni semplice cittadino, come una sorta di
“casalinga ubriaca”, ma attenta e ipersensibile.
Paradosso. “L'Argentina è sempre così
incredibilmente paradossale – spiega Manuel – Non solo abbiamo
visto salire al potere Kirchner, con un sorprendente exploit che ha
spiazzato i migliori analisti, ma adesso ci troviamo davanti pure sua
moglie. Nestor era un outsider. Prima di lui, la partita politica è
sempre stata giocata a Buenos Aires: i candidati erano scelti fra gli
ex governatori della provincia, fra i suoi intendenti, o erano
personaggi che già si erano fatti notare nel governo
nazionale. Kirchner, invece, stupì tutti, sconvolgendo i
giochi”. Da allora le provincie hanno conquistato importanza. Basta
vedere colui che correrà come partner di Cristina, Julio
Cobos, il “misterioso governatore della provincia occidentale di
Mendoza”, spiega Ferreira, con tono scherzoso. L'abbinata Cobos -
moglie di Kirchner è un'altra delle curiosità in questa
partita elettorale. Cobos è il frutto del kirchnerismo, viene
da una remota provincia e arriva dritto a giocarsi la
vice-presidenza. Ma l'attore porteño alza il tiro: “E perché
allora scegliere Cristina invece di Nestor, il quale avrebbe potuto
ripresentarsi per la seconda e l'ultima volta, reduce dei successi
nazionali e internazionali? Sono tutte domande a cui adesso potremmo
rispondere solo con congetture. Occorre avere pazienza e osservare”.
Sulla stessa linea. Quel che è certo è che
Cristina Fernández rappresenta la continuità con il
marito. “Un presidente molto discusso, certo, ma che ha senza
dubbio raggiunto obiettivi sostanziali – prosegue l'artista, in
procinto di ripartire per la sua terra natale dove affronterà
la tematica delle fabbriche occupate per riproporla in versione
teatrale. “Se si pensa a come ha affrontato la questione dei
diritti umani, a come si sia accollato personalmente la pesante
decisione di pagare il debito estero, a come ha negoziato la
posizione internazionale di un paese così scomodo e difficile
- incalza – perché concentrarsi solo su ciò che non
fa fatto?”. Secondo Ferreira, dunque, avere sua moglie che si pone
come continuazione di questo lavoro è di per sé
positivo, pur nell'incertezza del gioco politico che si nasconde
dietro questa decisione. Le speculazioni si sprecano. C'è chi
dice che il presidente sia malato, e chi invece è convinto che
la ragione ultima sia la schiacciante vittoria di Macri, acerrimo
oppositore di Kirchner, alle recenti elezioni di Buenos Aires. “Macri
è l'espressione del menenismo e può darsi che la sua
vittoria denunci la stanchezza dei porteños per un uomo che
non hanno mai visto troppo di buon occhio. Il presidente è uno
severo, addirittura permaloso in politica, e talmente duro con la
stampa da apparire molto spesso una sorta di censore. Questo non è
mai piaciuto alla classe media della capitale, l'ho percepito in più
occasioni. Già alle scorse presidenziali in molti dichiararono
di aver scelto il meno peggio votando Kirchner. Ma il fatto che Macri
sia appena stato eletto come governatore di Buenos Aires, lo toglie
dalla competizione nazionale, lasciando a Cristina ottime probabilità
di vittoria”. Stella Spinelli
Parole chiave: cristina fernandez, manuel ferreira, nestor kirchner, Macri