03/07/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



La first lady argentina, Cristina Fernández, si candida alle presidenziali. Il parere di Manuel Ferreira
Nestor Kirchner e la moglie Cristina FernandezLa first lady argentina, Cristina Fernández, si candida alle presidenziali del prossimo 28 ottobre, cercando di succedere al marito, Nestor Kirchner, che così ha scelto di farsi da parte nella corsa alla Casa Rosada. Il tormentone 'Cristina-Nestor' che da tempo assillava gli argentini è dunque passato e di nuovo, sul destino dell'Argentina, torna ad affacciarsi la 'moglie del presidente'. Da Evita Peron a Isabel Martinez, per arrivare alla ex moglie di Carlos Menem, Zulema Yoma, il paese ha più volte subito l'influenza delle primeras damas, che da dietro le quinte hanno tramato, fatto e disfatto. Ma questa volta, il paragone pare reggere solo a prima vista: “Cristina è una donna di una certa statura politica. Niente di paragonabile con le figure del passato argentino. Se proprio si deve paragonare a qualcuno, oserei scomodare più Hillary Clinton che Isabelita Peron”. A commentarci la notizia, con il suo fare scanzonato ma pungente è Manuel Ferreira, l’attore di Buenos Aires che da anni mette in scena nelle sale di tutta Italia i nodi della società argentina, dalla crisi economica del 2001, alla questione indigena, e che precisa di guardare il suo paese come fa ogni semplice cittadino, come una sorta di “casalinga ubriaca”, ma attenta e ipersensibile.

Casa Rosada, Buenor AiresParadosso. “L'Argentina è sempre così incredibilmente paradossale – spiega Manuel – Non solo abbiamo visto salire al potere Kirchner, con un sorprendente exploit che ha spiazzato i migliori analisti, ma adesso ci troviamo davanti pure sua moglie. Nestor era un outsider. Prima di lui, la partita politica è sempre stata giocata a Buenos Aires: i candidati erano scelti fra gli ex governatori della provincia, fra i suoi intendenti, o erano personaggi che già si erano fatti notare nel governo nazionale. Kirchner, invece, stupì tutti, sconvolgendo i giochi”. Da allora le provincie hanno conquistato importanza. Basta vedere colui che correrà come partner di Cristina, Julio Cobos, il “misterioso governatore della provincia occidentale di Mendoza”, spiega Ferreira, con tono scherzoso. L'abbinata Cobos - moglie di Kirchner è un'altra delle curiosità in questa partita elettorale. Cobos è il frutto del kirchnerismo, viene da una remota provincia e arriva dritto a giocarsi la vice-presidenza. Ma l'attore porteño alza il tiro: “E perché allora scegliere Cristina invece di Nestor, il quale avrebbe potuto ripresentarsi per la seconda e l'ultima volta, reduce dei successi nazionali e internazionali? Sono tutte domande a cui adesso potremmo rispondere solo con congetture. Occorre avere pazienza e osservare”.

Nestor Kirchner e la moglie Cristina FernandezSulla stessa linea. Quel che è certo è che Cristina Fernández rappresenta la continuità con il marito. “Un presidente molto discusso, certo, ma che ha senza dubbio raggiunto obiettivi sostanziali – prosegue l'artista, in procinto di ripartire per la sua terra natale dove affronterà la tematica delle fabbriche occupate per riproporla in versione teatrale. “Se si pensa a come ha affrontato la questione dei diritti umani, a come si sia accollato personalmente la pesante decisione di pagare il debito estero, a come ha negoziato la posizione internazionale di un paese così scomodo e difficile - incalza – perché concentrarsi solo su ciò che non fa fatto?”. Secondo Ferreira, dunque, avere sua moglie che si pone come continuazione di questo lavoro è di per sé positivo, pur nell'incertezza del gioco politico che si nasconde dietro questa decisione. Le speculazioni si sprecano. C'è chi dice che il presidente sia malato, e chi invece è convinto che la ragione ultima sia la schiacciante vittoria di Macri, acerrimo oppositore di Kirchner, alle recenti elezioni di Buenos Aires. “Macri è l'espressione del menenismo e può darsi che la sua vittoria denunci la stanchezza dei porteños per un uomo che non hanno mai visto troppo di buon occhio. Il presidente è uno severo, addirittura permaloso in politica, e talmente duro con la stampa da apparire molto spesso una sorta di censore. Questo non è mai piaciuto alla classe media della capitale, l'ho percepito in più occasioni. Già alle scorse presidenziali in molti dichiararono di aver scelto il meno peggio votando Kirchner. Ma il fatto che Macri sia appena stato eletto come governatore di Buenos Aires, lo toglie dalla competizione nazionale, lasciando a Cristina ottime probabilità di vittoria”.

Una garanzia. Secondo l'attore porteño, però, dietro la decisione di far correre la first lady ci potrebbe essere anche il tentativo di far tornare Kirchner nella sua vecchia posizione di primo cittadino della Patagonia, dove adesso si sta giocando un'importante partita sulle risorse energetiche.
“Qualsiasi siano i giochi – conclude Manuel Ferrerira - spero solo che i Kirchner la spuntino Per noi argentini è molto difficile fidarsi di un uomo politico, ma a me basta vedere la fiducia in lui riposta da personaggi da sempre critici del sistema, come Hebe de Bonafini, per credergli. Che le Madri de Plaza de Mayo appoggino Kirchner è la più seria delle garanzie, e conta più di mille promesse elettorali”.

 

Stella Spinelli

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