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Eretz. La
scorsa settimana, nonostante gli scontri nella Sriscia fossero
cessati, almeno seicento persone erano bloccate al valico di Eretz, a
nord della Striscia di Gaza, in attesa che Israele concedesse loro il
passaggio. Molte di queste sono rimaste per giorni all'interno del
tunnel di passaggio del valico, senza cibo e assistenza umanitaria.
Tra loro c'erano diverse donne, bambini e alcuni uomini feriti nei
combattimenti della scorsa settimana. Buona parte di coloro che in
questi giorni cercano di raggiungere la Cisgiordania sono civili, ma
ci sono anche persone vicine a Fatah che non si fidano dell'amnistia
decretata da Hamas. Finora il governo israeliano ha concesso il
passaggio solo allo staff delle Ong internazionali che hanno lasciato
la Striscia, ai palestinesi con permessi speciali -come i quadri di
Fatah che hanno raggiunto la Cisgiordania sobito dopo la vittoria di
Hamas- e ai casi di emergenza umanitaria. D'altro canto, però,
fonti vicine al presidente riferiscono che lo stesso Mahmoud Abbas
non vedrebbe di buon occhio un'ondata di profughi da Gaza in
Cisgiordania.
Karni.
Dal nove giugno é stato
chiuso anche il valico di Karni, il principale scalo merci tra
Israele e la Striscia, per timore di attacchi. Domenica 24 giugno
Israele ha
annunciato che avrebbe consentito il passaggio dei rifornimenti
essenziali solo attraverso due valichi minori, Kerem Shalom e Sufa,
sotto totale controllo israeliano. Ma pochi giorni dopo, il 27
giugno, Tel Aviv ha lanciato un offensiva a Gaza in cui sono morte 11
persone e ha chiuso anche il valico di Kerem Shalom, in seguito alla
scoperta di una bomba piazzata a ridosso del valico. Il sito
internet Debkafile, vicino ai servizi israeliani, scrive che i
palestinesi avrebbero attaccato i valichi per simulare una crisi
umanitaria, a uso e consumo dei media internazionali. Ma il il
direttore di Oxfam, Jeremy Hobbs, ribadisce che la chiusura di
Karni, potrebbe provocare anche un disastro sanitario, impedendo
l'importazione di equipaggiamenti per il trattamento delle acque e
altri prodotti chimici indispensabili. Se una reale apertura di due
valichi minori potrebbe scongiurare una carestia, è
praticamente certo la chiusura di Karni avrà pesanti effetti
sull'economia.
Karni è infatti il valico da cui passano le esportazioni della
Striscia. Giovedì 28 giugno le
autorità israeliane hanno lasciato passare un carico di 5
tonnellate di grano “in via sperimentale” dal valico di Karni.
Verrà macinato dai mulini di Gaza e acquistato dall'Unrwa,
l'organizzazione delle Nazioni Unite che si occupa dei rifugiati
palestinesi, che
poi lo distribuirà alla popolazione della Striscia. Il carico
è stato fatto entrare tramite un nastro trasportatore per non
riaprire il valico, ma l'Unrwa spera che questa eccezione sia solo un
primo paso verso la riapertura perimanente.
Rafah. Durante gli scontri dello
scorso mese sono stati 4mila i palestinesi usciti dalla Striscia di Gaza
verso l'Egitto, passando per Rafah. Chi per
mettersi in salvo dagli scontri, chi per ricevere cure mediche, chi
per lavoro. Poi il valico è stato chiuso. All'inizio di questa
settimana, riferisce l'ufficio per le Questioni Umanitarie delle
Nazioni Unite, i palestinesi bloccati sul lato egiziano del confine,
nel nord del Sinai, erano circa 2500, secondo le fonti egiziane 4500.
Naoki Tomasini