02/07/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Prime libere elezioni parlamentari a Timor Est dall'indipendenza del 2002
testo raccolto da
G.l. Ursini
 
Si sono chiuse da poco le urne a Timor Leste per le prime elezioni del libero Parlamento del più giovane Paese del Pianeta, che dichiarò nel 1999 la secessione da Giacarta, per guadagnare nel 2002 piena indipendenza. Il partito di governo Fretilin, che aveva guadagnato la libertà nella lotta agli indonesiani, è insidiato dal partito creato dall’ex presidente ed eroe indipendentista Xanana Gusmao.
 
Seggio elettoraleEquilibrio australe.  “Le sezioni sono chiuse; il voto si è svolto pacificamente e si può procedere al conteggio delle schede”, ha detto la portavoce della missione Onu Allison Cooper. Erano 522mila i votanti per eleggere 65 parlamentari. Sui 14 partiti che concorrono alle consultazioni, solo il Fretilin e il ‘Congresso nazionale per la ricostruzione di Timor Est’ di Gusmao hanno chance di ottenere la maggioranza relativa. L'ex premier e leader Fretilin Mari Alkatiri accusa Gusmao di voler fare il dittatore: “Xanana è sempre assetato di potere; non ha progetti, ma può far leva sul suo carisma”. Intanto l’ex presidente addita il fallimento del Fretilin: “In cinque anni di Governo – ha detto  Gusmao – Alkatiri è stato solo il grande capo di un grande fallimento”.
 
Manfesti con il volto di  Xanana GusmaoEsperti sul campo. PeaceReporter ha sentito un italiano impegnato in Timor con l’Onu: Andrea Angeli, funzionario con decennale esperienza di comunicazione e di situazioni difficili. Ci dà le sue impressioni sull’atmosfera nel Paese durante il voto. Negli ultimi dieci anni il suo cv prevede Sarajevo, Pristina in Kosovo e Nassirya in Iraq. Ora gestisce l’infrmazione pubblica della Missione Onu nel distretto meridionale di Timor Est.
 
Come vive questo impegno?
“Per certi versi un ritorno al passato, visto che 15 anni ho fatto le stesse cose in avamposti come Cambogia e Namibia. La duttilità è una dote che un funzionario Onu deve sviluppare per poter passare senza traumi dai riflettori tv al buio fondo di posti poco battuti dalla stampa internazionale.
 
Che scopo ha la Missione Onu? Aiutate i civili?
Copriamo tutto il territorio con un migliaio di poliziotti internazionali e decine di funzionari civili internazionali e osservatori militari. Al contempo c'è la forza di stabilizzazione multinazionale Isf (non caschi blu) composta da australiani e neozelandesi. La nostra è una missione integrata, ossia ne fa parte la principale agenzia Onu di sviluppo, Undp; il suo rappresentante a Timor è numero due della missione. Un approccio quindi che va dall'assistenza e appoggio al processo elettorale alla sicurezza ma senza trascurare lo sviluppo.
 
Un posto tecnologicamente molto disagiato ed arretrato; come si dipana la giornata tipo di un inviato Onu con le scarse risorse a disposizione? E per un cittadino timorese?
Questo è uno dei pochi posti al mondo dove si deve esclusivamente andare in giro tra la popolazione dalla mattina alla sera, col computer si fa ben poco. In tutta la costa sud internet è inesistente, dalla capitale non arrivano i giornali ed il segnale radiotelevisivo è assai debole. C’è gran bisogno di dare notizie alla gente, di sviluppare non solo un sistema di media ma anche agevolare l’aggregazione dei cittadini, sostenendo le frange più dinamiche della società civile. I timoresi sono pienamente consapevoli che l’indipendenza ha un prezzo, sono pronti agli inevitabili sacrifici ed  hanno anche un grande rispetto e riconoscenza per la comunità internazionale e collaborano pienamente per la realizzazione degli obiettivi che ci siano prefissi. Non dimentichiamo che per i primi tre anni il plenipotenziario Onu qui è stato Sergio Vieira de Mello, una personalità di altissima levatura, un mito per i timoresi, per molti versi viviamo ancora della sua luce riflessa. 
 
 
Come si sono svolte le operazioni di voto? Un lavoro complicato?
Il maltempo che nel mese di giugno ha colpito varie zone del sud-est asiatico ha causato gravi danni alle infrastrutture della costa sud, la più battuta dalle piogge torrenziali. Numerose inondazoni hanno spazzato via diversi ponti. La stessa città principale del sud, Suai, da dove vi parlo è virtualmente isolata. Tutte le strade in uscita sono impraticabili: occorre attraversare in canoa un fiume sperando poi di trovare un automezzo dall'altra parte. In questo contesto le elezioni sono state possibili anche nelle località remote grazie all impiego di elicotteri Onu ed Isf ed a buone condizioni atmosferiche che ne hanno permesso il volo. Le commissioni elettorali sono abbastanza rodate, essendo la terza consultazione in tre mesi. Questa volta si è proceduto alla conta dei voti a livello di distretti; qualcuno ha avuto da ridire su questa mossa, ma tutto è andato per il meglio 
 
Per ora le due formazioni sfidanti stanno instaurando un dialogo civile?
Indubbiamente l’animosità è ancora forte e per certi versi anche comprensibile, per una democrazia giovane come Timor Est. Detto questo, tutti i partiti hanno siglato alla presenza dell’Inviato Onu Atul Khare il "Political Party Accord", un impegno a bandire la violenza ed intimidazioni a tutti i livelli. I risultati si sono visti: tutte le consultazioni e le varie campagne elettorali degli ultimi mesi hanno registrato un numero di incidenti minimo. Credo vi sia la consapevolezza che il Paese debba in primo luogo progredire, svilupparsi e ciò  può avvenire solo con uno sforzo comune. Certo, molto dipenderà dalla capacità di mediazione dei partiti nella formazione del nuovo esecutivo, se il responso delle urne non darà la chiara vittoria a un partito in particolare
 
I capitani di ventura che hanno sobillato rivolte popolari in aprile possono essere causa di tensione? 
La pagina nera degli incidenti della primavera 2006 non è stata ancora voltata del tutto. Rimane la questione del leader dei rivoltosi, il maggiore Reinado, che secondo molti si trova tuttora in una località impervia del Paese dove eèfinora riuscito a fuggire la cattura. Non è chiaro come il futuro esecutivo vorrà gestire questo dossier.
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