testo raccolto da
G.l. Ursini
Si sono chiuse da poco le urne a Timor Leste per le prime elezioni del libero
Parlamento del più giovane Paese del Pianeta, che dichiarò nel 1999 la secessione
da Giacarta, per guadagnare nel 2002 piena indipendenza. Il partito di governo
Fretilin, che aveva guadagnato la libertà nella lotta agli indonesiani, è insidiato dal
partito creato dall’ex presidente ed eroe indipendentista Xanana Gusmao.
Equilibrio australe. “Le sezioni sono chiuse; il voto si è svolto pacificamente e si può procedere
al conteggio delle schede”, ha detto la portavoce della missione Onu Allison Cooper.
Erano 522mila i votanti per eleggere 65 parlamentari. Sui 14 partiti che concorrono
alle consultazioni, solo il F
retilin e il ‘
Congresso nazionale per la ricostruzione di Timor Est’ di Gusmao hanno chance di ottenere la maggioranza relativa. L'ex premier e leader
Fretilin Mari Alkatiri accusa Gusmao di voler fare il dittatore: “Xanana è sempre
assetato di potere; non ha progetti, ma può far leva sul suo carisma”. Intanto
l’ex presidente addita il fallimento del Fretilin: “In cinque anni di Governo
– ha detto Gusmao – Alkatiri è stato solo il grande capo di un grande fallimento”.
Esperti sul campo. PeaceReporter ha sentito un italiano impegnato in Timor con l’Onu: Andrea Angeli,
funzionario con decennale esperienza di comunicazione e di situazioni difficili. Ci
dà le sue impressioni sull’atmosfera nel Paese durante il voto. Negli ultimi dieci
anni il suo cv prevede Sarajevo, Pristina in Kosovo e Nassirya in Iraq. Ora gestisce
l’infrmazione pubblica della Missione Onu nel distretto meridionale di Timor Est.
Come vive questo impegno?
“Per certi versi un ritorno al passato, visto che 15 anni ho fatto le stesse
cose in avamposti come Cambogia e Namibia. La duttilità è una dote che un funzionario
Onu deve sviluppare per poter passare senza traumi dai riflettori tv al buio fondo
di posti poco battuti dalla stampa internazionale.
Che scopo ha la Missione Onu? Aiutate i civili?
Copriamo tutto il territorio con un migliaio di poliziotti internazionali e decine
di funzionari civili internazionali e osservatori militari. Al contempo c'è la
forza di stabilizzazione multinazionale Isf (non caschi blu) composta da australiani
e neozelandesi. La nostra è una missione integrata, ossia ne fa parte la principale
agenzia Onu di sviluppo, Undp; il suo rappresentante a Timor è numero due della
missione. Un approccio quindi che va dall'assistenza e appoggio al processo elettorale
alla sicurezza ma senza trascurare lo sviluppo.
Un posto tecnologicamente molto disagiato ed arretrato; come si dipana la giornata
tipo di un inviato Onu con le scarse risorse a disposizione? E per un cittadino
timorese?
Questo è uno dei pochi posti al mondo dove si deve esclusivamente andare in giro
tra la popolazione dalla mattina alla sera, col computer si fa ben poco. In tutta
la costa sud internet è inesistente, dalla capitale non arrivano i giornali ed
il segnale radiotelevisivo è assai debole. C’è gran bisogno di dare notizie alla
gente, di sviluppare non solo un sistema di media ma anche agevolare l’aggregazione
dei cittadini, sostenendo le frange più dinamiche della società civile. I timoresi
sono pienamente consapevoli che l’indipendenza ha un prezzo, sono pronti agli
inevitabili sacrifici ed hanno anche un grande rispetto e riconoscenza per la
comunità internazionale e collaborano pienamente per la realizzazione degli obiettivi
che ci siano prefissi. Non dimentichiamo che per i primi tre anni il plenipotenziario
Onu qui è stato Sergio Vieira de Mello, una personalità di altissima levatura,
un mito per i timoresi, per molti versi viviamo ancora della sua luce riflessa.
Come si sono svolte le operazioni di voto? Un lavoro complicato?
Il maltempo che nel mese di giugno ha colpito varie zone del sud-est asiatico
ha causato gravi danni alle infrastrutture della costa sud, la più battuta dalle
piogge torrenziali. Numerose inondazoni hanno spazzato via diversi ponti. La stessa
città principale del sud, Suai, da dove vi parlo è virtualmente isolata. Tutte
le strade in uscita sono impraticabili: occorre attraversare in canoa un fiume
sperando poi di trovare un automezzo dall'altra parte. In questo contesto le elezioni
sono state possibili anche nelle località remote grazie all impiego di elicotteri
Onu ed Isf ed a buone condizioni atmosferiche che ne hanno permesso il volo. Le
commissioni elettorali sono abbastanza rodate, essendo la terza consultazione
in tre mesi. Questa volta si è proceduto alla conta dei voti a livello di distretti;
qualcuno ha avuto da ridire su questa mossa, ma tutto è andato per il meglio
Per ora le due formazioni sfidanti stanno instaurando un dialogo civile?
Indubbiamente l’animosità è ancora forte e per certi versi anche comprensibile,
per una democrazia giovane come Timor Est. Detto questo, tutti i partiti hanno
siglato alla presenza dell’Inviato Onu Atul Khare il "Political Party Accord",
un impegno a bandire la violenza ed intimidazioni a tutti i livelli. I risultati
si sono visti: tutte le consultazioni e le varie campagne elettorali degli ultimi
mesi hanno registrato un numero di incidenti minimo. Credo vi sia la consapevolezza
che il Paese debba in primo luogo progredire, svilupparsi e ciò può avvenire
solo con uno sforzo comune. Certo, molto dipenderà dalla capacità di mediazione
dei partiti nella formazione del nuovo esecutivo, se il responso delle urne non
darà la chiara vittoria a un partito in particolare
I capitani di ventura che hanno sobillato rivolte popolari in aprile possono essere
causa di tensione?
La pagina nera degli incidenti della primavera 2006 non è stata ancora voltata
del tutto. Rimane la questione del leader dei rivoltosi, il maggiore Reinado,
che secondo molti si trova tuttora in una località impervia del Paese dove eèfinora
riuscito a fuggire la cattura. Non è chiaro come il futuro esecutivo vorrà gestire questo
dossier.