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Ancora una vittima. La mutilazione genitale femminile è infatti vietata da tempo in Egitto, solo
che resta (recenti studi sostengono che il 90 percento delle donne egiziane abbia
subito una mutilazione genitale) ancora un'usanza diffusa che, in troppi casi,
continuava a essere tollerata dalle autorità. La mutilazione del clitoride è bandita
in Egitto dal 1996, ma una norma permetteva la circoncisione femminile in 'alcuni
casi particolari', una deroga che lasciava tanto spazio all'interpretazione dei
singoli. Nei giorni scorsi però Budour Ahmed Shaker, una ragazzina di 12 anni,
di un villaggio della provincia di Minya, nell'Egitto meridionale, ha perso al
vita a causa della pratica alla quale era stata sottoposta. La madre della ragazza
e il medico sono stati arrestati, anche se i sostenitori della pratica, che in
Egitto risale all'epoca dei faraoni, indicano in un'errore nella somministrazione
dell'anestesia la causa della morte e non nella circoncisione. Il dubbio sulle
cause della morte però, non ha fermato l'ondata d'indignazione che ha scosso il
paese, portando addirittura la first lady Susanne Mubarak, sempre parca nel mostrarsi
in pubblico, a prendere pubblicamente posizione contro l'usanza.
La religione non c'entra. Un'usanza che, al contrario di quanto sostengono alcune persone, non c'entra
nulla con l'Islam e con alcuna religione.
Un'antica tradizione. Un'abitudine che non riguarda solo l'Egitto, ma è diffusa anche in Tanzania,
Kenya, Senegal e Guinea, e in totale in almeno 28 paesi africani e in alcuni stati
asiatici. Secondo le Nazioni Unite, nel mondo, sarebbero almeno 120 milioni le
ragazze che sono state sottoposte a qualche tipo di mutilazione genitale. Negli
ultimi anni, si sono registrati dei provvedimenti importanti nella direzione del
completo divieto della pratica, ma tanta è ancora la strada da fare. Anche perché,
pur in presenza della buona volontà delle istituzioni locali, resta da sconfiggere
il retaggio culturale millenario, che lega la pratica della circoncisione femminile
alla reputazione e all'accettazione sociale delle donne nelle rispettive comunità.Christian Elia
Parole chiave: christian elia, egitto, mutilazione genitale femminile, circoncisione femminile