02/07/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Diego Garcia, nuovo ricorso del Foreign Office contro il ritorno degli isolani
L'isola Diego Garcia
Mai fidarsi del Foreign Office. Pensavano che la decennale disputa contro il governo britannico si fosse definitivamente esaurita lo scorso mese, quando la sentenza dell'Alta Corte aveva sancito il ritorno alle isole Chagos di qualche migliaio di nativi, cacciati nel 1971. In quell'anno gli Usa avevano iniziato la costruzione di una base militare nell'isola più grande dell'arcipelago, la Diego Garcia. A dispetto di ogni previsione, il Foreign Office britannico ha invece fatto l'ennesimo ricorso alla Camera dei Lords. Se il ministero degli Esteri accetterà, il ritorno a casa di circa 2 mila residenti, verrà ritardato perlomeno di un anno. "Ci attendiamo che la Camera dei Lords ascolterà le motivazioni del Foreign Office nel 2008, sempre che la richiesta venga accolta", ha spiegato Tony Humphries, del Direttorato per i territori d'oltremare.
 
Una strada alle ChagosAppello a Gordon Brown. Per molti abitanti delle Chagos, l'ennesimo rinvio potrebbe significare la possibilità di non vedere mai più la terra natìa. Dei 2 mila isolani espulsi, solo poche centinaia rimangono in vita. La maggior parte della popolazione esiliata ha vissuto in povertà nelle vicine isole Mauritius, anch'esse colonie britanniche al momento della deportazione. Il 60 per cento di loro sono disoccupati, e il tasso di mortalità è aumentato sensibilimente. Tra gli isolani si dice che alcuni di loro siano morti per la tristezza e la nostalgia di casa. Gli anziani hanno espresso il desiderio di poter tornare a morire alle Chagos. Nonostante l'importanza strategica delle Chagos, motivo primario dell'espulsione negli anni della Guerra Fredda, sono in molti a ritenere che la cacciata sia avvenuta in violazione del diritto internazionale. Sulla base di questa motivazione, per tre volte il Foreign Office è stato sconfitto nella battaglia legale che l'ha opposto agli isolani, dopo che per dieci anni i tribunali britannici avevano raggiunto la stessa conclusione, ovvero: la deportazione era illegale. La settimana scorsa, la nuova, inattesa decisione di chiedere un nuovo appello. Gli attivisti che difendono i diritti degli isolani, hanno inoltrato una richiesta al nuovo Primo ministro Gordon Brown, "affinché prenda un'azione decisiva per prevenire ulteriori ingiustizie".

Brown ha già segnalato la sua intenzione di sottoporre a revisione lo strumento della 'prerogativa reale', ovvero l'istituto che consente al governo britannico di escludere ad perpetuum gli isolani dalle Chagos. Oggi sperano che il Primo ministro mantenga la sua promessa.

Luca Galassi

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