Le Farc comunicano la morte in uno scontro a fuoco di 11 deputati ostaggi dal 2002
Dopo decenni di sanguinose battaglie fra esercito regolare colombiano e i vari
gruppi guerriglieri di ispirazione marxista, sembra proprio che la situazione
nel paese sud americano non voglia saperne di aggiustarsi.
I fatti. Oggi la notizia che lascia allibiti è la morte di 11 deputati ostaggio delle
Farc dal 2002. Gli undici deputati uccisi sono: Juan Carlos Navarez, presidente
della Asemblea del Valle, Carlos Charry, conservatore al secondo mandato nell'Asemblea,
Ramiro Echeverry, deputato liberale, Jairo Hoyos, conservatore del gruppo di Carlos
Holguin, Carlos Barragan Lopez deputato liberale, Nacianceno Orozco, Edison Perez,
Ector Arizmendi e Rufino Varela.
L'annuncio della loro morte è stato dato direttamente dal gruppo guerrigliero
filo-marxista. I fatti venuti a galla oggi, però, sono relativi ad avvenimenti
accaduti lo scorso 18 giugno. Secondo quanto si legge nel comunicato emanato dalle
Farc, gli 11 deputati sarebbero stati uccisi durante un violentissimo scontro
a fuoco con un gruppo armato non identificato. Così la loro morte si riempie di
mistero. Intorno alle 03,30 di questa notte il generale dell'esercito colombiano,
Fredy Padilla de Leon, ha fatto sapere che non ci sarebbero state operazioni di
rilievo portate avanti dal comando generale delle forze armate per liberare gli
undici deputati. “I nostri servizi di intelligence non hanno avuto informazione
sull'ubicazione dei sequestrati dalle Farc. Per quanto ci riguarda, inoltre, non
abbiamo ordinato nessun tipo di operazioni urgenti per la loro liberazione”.
Le condoglianze dei ribelli. Dal canto loro le Farc mandano un pensiero ai familiari delle vittime. Nella
nota emanata dal gruppo guerrigliero, infatti, si legge: “Ai familiari dei deputati
uccisi manifestiamo il nostro dispiacere per l'accaduto. Faremo quello che è possibile
affinchè i parenti possano riavere il prima possibile i corpi dei loro cari”.
Una notizia positiva, però, c'è e riguarda il dodicesimo deputato in mano alle
Farc. Si tratta dell'avvocato quarantenne Sigfrido Lopez, che sarebbe l'unico
superstite della vicenda. Secondo quanto affermato dai guerriglieri, Lopez si
sarebbe salvato solo perchè al moneto dello scontro a fuoco non si trovava con
i suoi compagni di prigionia.
Nel frattempo i familiari delle vittime attendono che la notizia sia verificata
e confermata, anche se le autorità colombiane hanno fatto sapere che si potrebbe
trattare di una notizia veritiera. I parenti delle vittime, fra lacrime e disperazione,
si sono radunati a casa dell'ex presidente dell'Asemblea, Juna Carlos Narvaez,
nell'attesa, o meglio nella speranza, che qualcuno possa dire che la notizia non
è vera.
Giorni di guerra. Gli scontri a fuoco non sono certo una novità per la Colombia. Secondo quanto
riportato da fonti militari, infatti, almeno 11 guerriglieri delle Farc sarebbero
stati uccisi nel corso di un'operazione condotta dalla “Forza Omega”, un gruppo
speciale dell'esercito colombiano che da anni combatte per anientare il comando
centrale della guerriglia marxista, nella regione Serrania della Macarena. Altri
tre guerriglieri sarebbero stati arrestati. Nella zona sono frequentissimi gli
scontri armati: si calcola che nell'area vi siano circa 3.000 ettari coltivati
a coca. Nonostante le operazioni di eradicamento delle piante, nell'area si continua
con la produzione di cocaina destinata ai mercati nord americani.