27/06/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Manuel Acosta, noto dissidente, si è suicidato nella sua cella mentre attendeva di essere giudicato dalla magistrautra cubana
  
Pochi giorni dopo la notizia che Cuba era uscita dalla lista nera dell'Onu dei paesi che non rispettano i diritti umani, una nuova grana sta raggiungendo l'isola di Castro (Raul...).

Raul Castro, problemi in vista per lui e il governo cubano?I fatti. Il noto dissidente cubano Manuel Acosta è morto domenica scorsa in circostanze piuttosto sospette mentre si trovava sotto custodia della polizia cubana dal 22 giugno scorso, a Aguada de Pasajeros, nella provincia di Cienfuegos, nella parte centrale del Paese, Acosta era in attesa di essere giudicato per una serie di reati.
Stando alle dichiarazioni rilasciate dalla polizia cubana, pare che il dissidente sia stato trovato impiccato nella sua cella: avrebbe usato come corda un paio di pantaloni.
Le autorità dell'isola hanno immediatamente catalogato la morte del dissidente come suicidio. Di diverso avviso Elizardo Sanchez, maggiore esponente della Comision Cubana de Derchos Humanos y Reconciliacion Nacional, un'organizzazione non ufficiale da molti anni in 'guerra' con la politica cubana. “Acosta era sicuramente vivo sabato notte ma domenica mattina alle 5 è stato ritrovato cadavere. Acosta è morto sotto custodia della polizia - ha detto Sanchez - e si potrebbe anche non scartare l'ipotesi che Acosta sia stato vittima della brutalità della polizia”.
 
Elizardo Sanchez, uno dei maggiori oppositori politici di Fidel CastroLe reazioni. Il dissidente, 47 anni, era da molto tempo uno dei membri di spicco del movimiento Democracia, gruppo molto critico nei confronti della politica portata avanti nel corso degli anni da Fidel Castro. Acosta fu anche detenuto per due anni con l'accusa di oltraggio. Inoltre, si impegnò molto alla fine degli anni Novanta per la raccolta di firme per il 'progetto Varela', lanciato dal Movimiento Cristiano Liberacion.
Secondo quanto racconta Elizardo Sanchez, “Acosta era un uomo in buona salute sia fisica che mentale” e non aveva mai dato segni di squilibrio. “Non ha mai dato segnali che potessero far pensare a un suicidio”, racconta Sanchez. Non solo Sanchez ha dei dubbi su questa morte. Anche Carlos Coracero, dissidente cubano che ora vive in Italia ha forti perplessità su questa vicenda. "In questo momento non ho abbastanza elementi per giudicare in modo equilibrato. Però posso dire che non è la prima volta che accade un fatto del genere. Queste cose sono sempore successe a Cuba, soprattutto negli anni Sessanta e Settanta. Oggi però è diverso perche trenta o quaranta anni fa queste notizie non uscivano da Cuba, oggi fanno il giro del mondo.
Però, in tutta onestà, devo dire che il suicidio di Acosta non mi convince. Perchè mai si sarebbe dovuto uccidere adesso dopo che per due anni è stato sottoposto ad una dura detenzione? Io non me lo spiego".
La sua morte riapre, per quanto possibile, il dibattito sul rispetto dei diritti umani nell'isola caraibica e sul trattamento riservato ai dissidenti.

Alessandro Grandi

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