25/06/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Conclusa la prima visita negli Usa di un premier vietnamita dalla fine della guerra. Senza parlare degli effetti di quel conflitto
Si è conclusa oggi la visita di sei giorni del presidente vietnamita Nguyen Minh Triet negli Usa, la prima a così alti livelli dalla fine del conflitto concluso nel 1975. Seguito da 10mila imprenditori, il primo cittadino ha chiuso importanti accordi commerciali con il Governo Usa per l'apertura delle barriere doganali e per incentivare gli investimenti yankee nel Paese degli ex nemici, per un valore di oltre 160 milioni di dollari. La visita poteva essere turbata dall'apertura lunedì 18 giugno della prima udienza di fronte la Corte d'Assise in Washington di una causa intentata da tre milioni di vietnamiti. I loro legali statunitensi hanno presentato ricorso avverso 37 'company' Usa che hanno prodotto l'Agente Arancio, un erbicida usato durante la campagna militare negli anni '70 e che avrebbe prodotto infermità e malformazioni in tre milioni di vietnamiti. Un primo ricorso era stato respinto nel marzo 2005 in primo grado. Questo argomento è stato plausibilmente affrontato nel colloquio di venerdì scorso alla Casa Bianca tra i due Presidenti. Ma se officialmente Minh Triet e G. W. Bush si sono dichiarati "molto soddisfatti per i passi avanti compiuti nelle relazioni commerciali tra i nostri due Paesi", hanno liquidato la questione Agente Arancio con una frase stringata: "non saranno dei contenziosi giudiziari a fermare la collaborazione produttiva tra Usa e Vietnam".
 
 
 
scritto per noi da
Pirous Fateh-Moghadam*
 
Nel marzo del 2005 è stata rifiutata la richiesta di un'azione legale avanzata dalle vittime vietnamite dell'Agent Orange contro i 34 produttori della sostanza (tra cui Monsanto e Dow Chemical) utilizzata come defoliante durante la guerra del Vietnam. Le aziende erano state accusate di aver rifornito l'esercito Usa nonostante fossero a conoscenza degli effetti teratogeni e cancerogeni che avrebbe provocato l'uso della sostanza. La decisione del giudice era giunta dopo pressioni da parte del Dipartimento di Giustizia secondo il quale l'apertura di tribunali americani a cause avanzate da ex-nemici potrebbe rappresentare una seria minaccia ai poteri presidenziali relativi al ricorso alla guerra. L'associazione delle vittime vietnamite ha presentato ora la richiesta di riaprire il caso.
 
Cacciabombardieri spruzzano Agent OrangeVeterani Usa risarciti. I veterani americani colpiti dagli effetti dell’agent orange avevano accettato nel 1984, dopo un processo durato sei anni, un risarcimento di 180 milioni di dollari da parte delle aziende e già nel 2005 l'associazione americana Vietnam Veterans Against the War aveva espresso la sua completa solidarietà alla causa delle vittime vietnamite dell’Agent Orange affermando: "Conosciamo bene queste sostanze che continuano ad avvelenare il Vietnam ed il suo popolo perché le abbiamo riportate a casa all’interno dei nostri corpi". Nel frattempo i veterani USA hanno inoltre fondata la Vietnam Agent Orange Relief and Responsibility Campaign che organizza visite in Vietnam e azioni di sostegno in Usa (un picchetto è stato presente anche in occasione della riapertura del caso).
 
per concessione associazione Amici vittime diossinaPer i vietnamiti ancora niente. Tra il 1961 ed il 1971 diverse miscele di sostanze erbicide, denominate secondo il colore della fascia identificativa fissata sui bidoni, furono utilizzate sul territorio del Sud-Vietnam (su circa un terzo della sua superfice) con l'obiettivo di defogliare le foreste in cui si muovevano i combattenti del Fronte di Liberazione Nazionale e di distruggere le coltivazioni dei contadini che fornivano alimenti ai combattenti.
La miscela più celebre fu il cosiddetto "Agent Orange" contenente acido 2,4,5 triclorofenossiacetico (2,4,5-T), un composto teratogeno ed inoltre contaminato, come la maggior parte delle miscele impiegate, con 2,3,7,8 tetraclorodibenzo-p-diossina (TCDD). Sulla quantità complessiva di erbicida uno studio recente riporta una quantità quasi doppia rispetto alle stime ufficiali precedenti. Questo studio, rielaborando i dati di alcuni database militari, ha anche prodotto mappe molto precise sui siti inquinati e sulla popolazione esposta (3.181 esposti direttamente e da 2,1 a 4,8 milioni di persone esposte indirettamente).
 
Una Seveso permanente. Studi precedenti su siti inquinati hanno documentato la persistenza di elevatissimi livelli di diossina sia nel terreno (fino a 1 milione di ppt) sia negli alimenti (anatra, pollo e pesce), che si riflettono in elevati livelli ematici di TCDD nella popolazione esposta (fino a 413 ppt, mentre la concentrazione media vietnamita è di 2ppt). Il governo vietnamita stima che circa tre milioni di vietnamiti siano stati esposti durante la guerra e che circa 800mila persone ne soffrono ancora oggi le conseguenze.
 
Una scena di Apocalypse NowSe questa è pace. Quando finisce una guerra, quando le armi tacciono oppure quando si cessa di morire? Scegliendo la seconda definizione né la guerra del Vietnam, né l'Agent Orange fanno parte del passato. Esiste tuttavia la possibilità di superare positivamente il passato: lo dimostrano i vietnamiti ed americani uniti nella lotta per compensare almeno parzialmente le ingiustizie subite e per costruire un futuro libero da guerra e militarismo