25/06/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



L'attentato costato la vita a 6 soldati Unifil fa crescere l'insicurezza in tutto il paese
Lo si temeva da tempo un attentato contro le truppe Onu in Libano. Quando si è saputo dell'esplosione, domenica, nella valle che separa i villaggi di Marjayoun e Khiam, nel sud, in molti hanno sperato si trattasse di un incidente. Le analisi delle forze di sicurezza hanno invece dimostrato che a scatenare l'esplosione che ha investito la pattuglia del contingente spagnolo è stata un'autombomba -il corpo di un uomo è stato ritrovato in un'auto carbonizzata poco distante-, la cui deflagrazione è stata accentuata dalle munizioni presenti all'interno del veicolo. Sei soldati, tre spagnoli e tre colombiani hanno perso la vita in quello che il ministro della difesa spagnolo, Josè Antonio Alonso, ha definito “Un attacco deliberato”.

Militari spagnoli dopo l'attaccoL'attentato. E' avvenuto a ridosso del confine con Israele, nei villaggi che nella scorsa estate erano stati il teatro dell'offensiva israeliana contro Hezbollah, e i sospetti sono andati subito in direzione del partito di Dio che, secondo le accuse di Usa e Israele, si sta riarmando da mesi con il sostegno di Siria e Iran. A 24 ore di distanza l'attentato non è ancora stato rivendicato e nella serata di ieri, Al Manar Television, l'emittente di Hezbollah, ha fatto sapere che il partito condanna l'accaduto: “Un attacco ordito per far crescere l'insicurezza del paese. Un'azione sospetta, che danneggia la gente del sud del Libano”. La presa di distanze da parte della milizia che controlla la parte meridionale del paese ha spostato l'attenzione nuovamente sui gruppi armati palestinesi legati ad Al Qaeda, che dallo scorso marzo hanno fatto la loro comparsa nei campi di Nahar el Bared e di Ain el Helwi, a Tripoli e Sidone. Il fatto però che l'attentato si avvenuto in quella zona, relativamente distante dalle aree interessate dagli scontri delle scorse settimane tra esercito libanese e miliziani di Fatah al Islam, fa supporre quantomeno che Hezbollah non abbia il completo controllo del territorio. Nelle scorse settimane alcuni organi di stampa avevano riportato la notizia secondo cui alcuni dei miliziani di Fatah al Islam, catturati dalle forze di sicurezza libanesi, avevano confessato l'esistenza di piani per attaccare il contingente Unifil, con autobombe o kamikaze.

Scena di un bombardamento su Nahar el BaredUnifil. Le forze Onu pattugliano sud del paese dalla fine della guerra della scorsa estate con Israele. “Questo non è solo un attacco al Libano e all'Unifil, ma è un'azione contro la stabilità di tutta la regione” ha commentato il comandante dell'Unifil, Generale Claudio Graziani, sottolineando la gravità dell'evento e le sue conseguenze destabilizzanti. Fino ad ora la principale minaccia per il contingente Unifil -ma anche per i civili- erano gli ordigni inesplosi, che a migliaia ancora infestano quella parte del Libano. Il contingente italiano, che da qualche mese guida la missione, conta quasi 2500 uomini, mentre quello spagnolo, il secondo per consistenza, 1500. La missione Onu, il cui ruolo di interposizione non consente di partecipare attivamente al disarmo dei gruppi armati, è minacciata da più fronti dalla crescente instabilità del paese, che pare ormai una polveriera, infiammata dagli interessi delle potenze regionali. In questi mesi i soldati dell'Onu hanno fatto da spettatori all'infiltrazione di Al Qaeda nei campi palestiesi, agli approvvigionamenti di armi di Hezbollah, ai sorvoli aerei israeliani, alle bombe nei quartieri cristiani di Beirut e anche all'omicidio di un altro politico anti-siriano, Walid Eido, ucciso da sconosciuti all'inizio di giugno. Questa mattina il quotidiano israeliano Haaretz ha rivelato che il ministro degli Esteri italiano, Massimo D'Alema, in una recente visita in Siria, avrebbe promesso al presidente Bashar Assad e al suo omologo Walid Mouallemm di lavorare per spingere Damasco fuori dall'isolamento internazionale in cambio dell'incolumuità delle truppe italiane in Libano.

 
Categoria: Guerra
Luogo: Libano
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