26/06/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Rakhat Aliyev, quasi candidato presidenziale, dopo il licenziamento e l'arresto, divorzia della moglie, figlia del Presidente
scritto per noi da
G. L. Ursini
 
Sembrerebbe la ‘Guerra dei Roses’, film del 1989 che vedeva Michael Douglas e Kathleen Turner l’un contro l’altro armati, in un divorzio che diventa battaglia omicida. Ma le ragioni dell’annunciata fine del matrimonio in Kazakhistan tra Dariga Nazarbayeva e Rakhat Alyiev nascono invece da uno scontro di Palazzo e, dietro la bandiera degli standard democratici, si cela la lotta per il controllo di un impero economico.
 
NUrsultan nazarbayev e la figlia DarigaLa guerra dei Nazarbayev. Come la ‘Guerra dei Roses’, il divorzio di Dariga da Rakhat arriva dopo una serie di sgarbi che lo sposo ha  messo in fila non nei confronti della consorte bensì del potentissimo suocero. Niente più e niente meno che Nursultan Nazarbayiev, da 17 anni leader incontrastato kazhako, il più longevo dei dittatori sopravvissuti allo smembramento dell’Urss nei Paesi ex-sovietici. Un presidente che solo il 5 dicembre scorso aveva ottenuto il rinnovo del mandato col 91 percento dei voti in  una consultazione definita “non democratica” dai 460 osservatori dell’Ocse. Visto che la Costituzione kazakha impedisce un terzo mandato, il 67enne Presidente Nursultan ha pensato bene di far approvare una legge che elimina ogni limite ai mandati presidenziali il 17 maggio, per poi sciogliere le Camere che ancora mantenevano una minima percentuale di parlamentari contrari a questi metodi poco democratici. Le lezioni sono state anticipate dal 2009 al 18 agosto prossimo.
 
DAriga Nazarbayev in AlyievCaduto in disgrazia. “Il nostro Paese non ha ancora una vera opposizione democratica purtroppo, salvo pochi deputati che hanno perso ogni carica. Dovremmo creare una società civile democratica, in linea con gli standard europei”. Queste le avventate dichiarazioni, rilasciate alla Bbc dal marito della primogenita di Nursultan, Rakhat Aliyev, ambasciatore in Austria del Paese asiatico, uno dei kazakhi più ricchi, padrone del colosso bancario Nurbank, che ha finora segnato la sua fine. Il Primo Genero del Paese commette l’imprudenza di dichiarare che potrebbe candidarsi a sfidare il suocero nell’eventualità di vere elezioni democratiche, visto che in quelle di dicembre si sarebbero verificate “compravendite di voti”.
Nel giro di una settimana Nazarbayev ordina: la chiusura della maggiore tv kazakha, di proprietà del genero, di un potente quotidiano (indovinate di chi?) e l’apertura di un’inchiesta sul rapimento lo scorso gennaio di due alti funzionari della Nurbank, controllata da Rakhat. Il 24 maggio viene formalizzata la richiesta di arresto per Aliyev, il giorno dopo il Primo Suocero lo destituisce dalla carica di ambasciatore e gli agenti austriaci si presentano alla sede dell’ambasciata. Al momento il Primo Genero è agli arresti, in attesa che Vienna decida sulla richiesta di estradizione arrivata dal Kazakhstan.
 
SAsha BAron Cohen interpreta il kazako BoratNemmeno Borat l’avrebbe pensata... La parentela illustre, prima che iniziasse la faida familiare, aveva lucrato parecchio al genero Nazarbayev, che a 44 anni vanta già un curriculum come vice presidente del Kgb locale, in seguito vice Ministro agli Esteri, per poi finire all’ambasciata viennese. Nel frattempo Aliyev ha acquisito il controllo delle quote di maggioranza nella banca che al momento ha segnato la sua caduta in disgrazia. L’ultima tegola sulla testa dell’imprudente Boiardo di Stato è il divorzio annunciato ad Astana dalla moglie, mentre lui si trova domiciliato presso una galera viennese. Rakhat dichiara totale estraneità dal sequestro dei suoi ex dipendenti, e denuncia il processo Nurbank come “assoluta montatura politica”. Intanto si augura soltanto di non essere estradato verso casa: l’abbraccio di certi parenti è sempre meglio risparmiarselo.