25/06/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



In Sri Lanka le Tigri Tamil annunciano il rilascio di 135 bambini soldato e promettono di non sequestrarne altri
scritto per noi da
G. l. Ursini
Sono ancora circa duemila i bambini soldato che combattono con i separatisti Tamil nel nord-Sri Lanka. La scorsa settimana i guerrieri indipendentisti ‘Tigri Tamil’ hanno fatto sapere di aver rilasciato negli ultimi sei mesi 135 minorenni arruolati nelle proprie fila. Secondo Consiglio di Sicurezza Onu e Unicef ne rimangono però ancora 1.591 inquadrati tra le Tigri e altri 198 con il gruppo dissidente ‘Karuna’.
 
Campo addestramento TamilL’Onu alza la voce. “L’ultimo rapporto del Segretario Generale Onu sul Sri Lanka, del dicembre passato, ha parlato di costante aumento della pratiche di sequestro e arruolamento forzato da parte delle Ltte (Liberation Tamil Tigers Eelam, in inglese), nonostante le promesse precedenti”; così il responsabile del ‘Gruppo di lavoro sui bambini soldato’ del Consiglio di Sicurezza, J. M. de la Sabliére, aveva denunciato in maggio all’agenzia Ap l’atteggiamento del gruppo separatista in conflitto col governo di Colombo da 30 anni. Il 10 maggio (prima delle ultime liberazioni) un rapporto Unicef contava ancora 1.634 minorenni coscritti forzosi per le Tigri, e altri 198 arruolati con la forza dal gruppo avversario ‘Karuna’, nato nel 2004 da una scissione dei primi. Questo fino all’annuncio degli ultimi rilasci, seguiti dalla promessa di far posare le armi a ogni minorenne entro fine 2007.
 
Definizione di ‘minorenne’. Rimane poi da capire cosa sia un soldato-bambino, visto che per le Tigri l’età arruolabile scatta dai 17 anni. Ma con l’ultima consegna hanno rimandato a casa anche ragazzi tra i 17 e i 18, accettando in teoria quest’ultima età come limite per diventare maggiorenni. “Salutiamo i grandi progressi realizzati nel dialogo con le Ltte – ha detto Gordon Weiss, portavoce Unicef – per esempio quando accettano gli standard internazionali sulla maggiore età. Rimane però molto da fare, fino all’ultimo bambino soldato arruolato. E’ molto importante che le Tigri abbiano finalmente ammesso di avere bambini soldati, e che abbiano preso l’impegno a lasciarli andare. Ma finché anche l’ultimo combattente minorenne non sarà tornato a casa, non potremo dire che le Tigri stiano accettando le convenzioni internazionali”.
 
Giovani Tigri TamilQualcuno fa lo gnorri. Il disaccordo più assoluto però, regna  sull’entità dei bambini-soldato. Anzitutto va registrata la totale indisponibilità del gruppo scissionista Karuna ad accettare un controllo delle Nazioni Unite sui propri combattenti-soldato, per “motivi di sicurezza e per la sicurezza dei funzionari Onu ”, afferma il portavoce Azad Mulina.
Le Tigri invece, danno cifre completamente diverse da quelle fornite dall’Onu: “Abbiamo ricevuto solo 20 proteste da parte di genitori che reclamavano indietro i loro figli; stiamo cercando di capire come nasce questa discrepanza”. La dichiarazione è del portavoce militare delle Tigri Rasiah Illanthariyan, secondo il quale nel calcolo Onu non vanno contati i soldati senza compiti di prima linea, e nemmeno quelli sequestrati da minorenni e rimasti nei ranghi militari. Per l’Onu sarebbero 1.085 le giovani Tigri arruolate a forza e rimaste in divisa una volta compiuta la maggiore età. E andrebbero tutti lasciati liberi. Secondo l’Unicef, anche i numeri sui rilasci non sarebbero così attendibili; “A volte facciamo un controllo sui nomi consegnatici dai ribelli e risulta che a settimane di distanza le Tigri tornano a riprendersi i ragazzi rimandati a casa” commenta amaro Weiss.