In Sri Lanka le Tigri Tamil annunciano il rilascio di 135 bambini soldato e promettono di non sequestrarne altri
scritto per noi da
G. l. Ursini
Sono ancora circa duemila i bambini soldato che combattono con i separatisti
Tamil nel nord-Sri Lanka. La scorsa settimana i guerrieri indipendentisti ‘Tigri
Tamil’ hanno fatto sapere di aver rilasciato negli ultimi sei mesi 135 minorenni
arruolati nelle proprie fila. Secondo Consiglio di Sicurezza Onu e Unicef ne rimangono
però ancora 1.591 inquadrati tra le Tigri e altri 198 con il gruppo dissidente
‘Karuna’.
L’Onu alza la voce. “L’ultimo rapporto del Segretario Generale Onu sul Sri Lanka, del dicembre passato,
ha parlato di costante aumento della pratiche di sequestro e arruolamento forzato
da parte delle Ltte (Liberation Tamil Tigers Eelam, in inglese), nonostante le
promesse precedenti”; così il responsabile del ‘Gruppo di lavoro sui bambini soldato’
del Consiglio di Sicurezza, J. M. de la Sabliére, aveva denunciato in maggio all’agenzia
Ap l’atteggiamento del gruppo separatista in conflitto col governo di Colombo da
30 anni. Il 10 maggio (prima delle ultime liberazioni) un rapporto Unicef contava
ancora 1.634 minorenni coscritti forzosi per le Tigri, e altri 198 arruolati con
la forza dal gruppo avversario ‘Karuna’, nato nel 2004 da una scissione dei primi.
Questo fino all’annuncio degli ultimi rilasci, seguiti dalla promessa di far posare
le armi a ogni minorenne entro fine 2007.
Definizione di ‘minorenne’. Rimane poi da capire cosa sia un soldato-bambino, visto che per le Tigri l’età
arruolabile scatta dai 17 anni. Ma con l’ultima consegna hanno rimandato a casa
anche ragazzi tra i 17 e i 18, accettando in teoria quest’ultima età come limite
per diventare maggiorenni. “Salutiamo i grandi progressi realizzati nel dialogo
con le Ltte – ha detto Gordon Weiss, portavoce Unicef – per esempio quando accettano
gli standard internazionali sulla maggiore età. Rimane però molto da fare, fino
all’ultimo bambino soldato arruolato. E’ molto importante che le Tigri abbiano
finalmente ammesso di avere bambini soldati, e che abbiano preso l’impegno a lasciarli
andare. Ma finché anche l’ultimo combattente minorenne non sarà tornato a casa,
non potremo dire che le Tigri stiano accettando le convenzioni internazionali”.
Qualcuno fa lo gnorri. Il disaccordo più assoluto però, regna sull’entità dei bambini-soldato. Anzitutto
va registrata la totale indisponibilità del gruppo scissionista Karuna ad accettare
un controllo delle Nazioni Unite sui propri combattenti-soldato, per “motivi di
sicurezza e per la sicurezza dei funzionari Onu ”, afferma il portavoce Azad Mulina.
Le Tigri invece, danno cifre completamente diverse da quelle fornite dall’Onu:
“Abbiamo ricevuto solo 20 proteste da parte di genitori che reclamavano indietro
i loro figli; stiamo cercando di capire come nasce questa discrepanza”. La dichiarazione
è del portavoce militare delle Tigri Rasiah Illanthariyan, secondo il quale nel
calcolo Onu non vanno contati i soldati senza compiti di prima linea, e nemmeno
quelli sequestrati da minorenni e rimasti nei ranghi militari. Per l’Onu sarebbero
1.085 le giovani Tigri arruolate a forza e rimaste in divisa una volta compiuta
la maggiore età. E andrebbero tutti lasciati liberi. Secondo l’Unicef, anche i
numeri sui rilasci non sarebbero così attendibili; “A volte facciamo un controllo
sui nomi consegnatici dai ribelli e risulta che a settimane di distanza le Tigri
tornano a riprendersi i ragazzi rimandati a casa” commenta amaro Weiss.