23/06/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Il governo libanese annuncia in tv la fine delle operazioni nel campo di Nahr al-Bared
"L'esercito libanese ha distrutto questa notte le ultime postazioni del Fatah al-Islam e le ha occupate. I soldati hanno neutralizzato questi terroristi. L'operazione si è conclusa, ma i nostri militari resteranno nell'area. Le nostre condizioni sono chiare".

elias al-murr, ministro della difesa libaneseFine delle operazioni. Non ha usato mezzi termini Elias al-Murr, ministro della Difesa libanese, in un’intervista alla rete televisva Lbc. A suo dire, è una schiacciante vittoria contro i miliziani, ritenuti legati ad al-Qaeda, asserragliati nel campo profughi palestinese di Nahr al-Bared, nei pressi di Tripoli, nel Libano settentrionale.
Gli scontri, tra esercito e miliziani di Fatah al-Islam, sono scoppiati circa un mese fa quando, durante una retata per arrestare alcuni leader del gruppo, i militari libanesi hanno ingaggiato un' aspra battaglia con i guerriglieri assediati nel campo. Da quel momento, sono state almeno 170 le vittime tra militari di Beirut e miliziani.
Il campo profughi di Nahr al-Bared, che ospita oltre 40 mila rifugiati palestinesi, sarebbe secondo il ministro circondato e 'bonificato', in attesa che i miliziani accettino le condizioni di resa e consegnino le armi.

militari dell'esercito libaneseUna dura lotta. Considerato quello che è accaduto in questi 33 giorni, forse l'ottimismo del ministro è un po' precoce, ma è un dato di fatto che i violenti bombardamenti dell'artiglieria libanese hanno inflitto un duro colpo a Fatah al-Islam, ritenuta forte di centinaia di militanti prima della battaglia. Il gruppo avrebbe fatto affidamento su mediatori palestinesi per concordare il cessate il fuoco, dopo l'annuncio di Murr, secondo il quale molti dei leader sarebbero stati uccisi e i combattenti rimasti si sarebbero ritirati dalle alture di Nahr al-Bared verso aree civili all'interno del campo. Ma il ministro ha promesso che verrà data loro la caccia, anche all'interno del campo se fosse necessario, contravvenendo all'accordo che da anni impedisce all'esercito libanese di entrare nei campi profughi palestinesi.

la battaglia al coampo profughiSituazione sospesa. Secondo alcuni testimoni locali, dal campo non si odono più colpi e solo spettrali colonne di fumo si levano verso il cielo, a memoria della feroce battaglia durata un mese.
Fatah al-Islam, nata nel 2002 dalla scissione del gruppo Fatah al-Intifada, si era caratterizzata per la linea oltranzista verso Israele, ma anche per una sorta d'internazionalismo jhidaista che alcuni osservatori ritenevano legato alle dottrine di al-Qaeda.
Secondo molti testimoni, anche nella stessa comunità palestinese in Libano, tra i miliziani ci sarebbero molti stranieri, reduci dei conflitti in Cecenia, Bosnia, Afghanistan e Algeria, che avevano poi riparato nel campo (magari sposando una donna palestinese), e che avevano cominciato a diffondere una visione integralista dell'Islam, lontana dallo spirito dei profughi del campo.
Al momento dunque sarebbero sconfitti, ma in Libano, dopo l'omicidio dell'ex premier Hariri nel 2005, non c'è mai stato modo di tirare il fiato.

Christian Elia

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