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Sotto il tiro dei separatisti. Un posto ideale per una colonia estiva, se non fosse che cinquecento
metri più in là ci sono i blindati dei caschi blu russi e subito dietro le
postazioni delle milizie indipendentiste abkhaze con i fucili puntati e sempre
carichi. Ganmukhuri, sulla foce del fiume Enguri, è infatti l’ultimo avamposto
georgiano in Abkazia, dopo il quale inizia il territorio controllato dai
separatisti abkhazi che nel 1993, grazie al sostegno delle truppe russe, riuscirono
a battere l’esercito georgiano strappando questa regione al controllo di
Tbilisi.
Le reazioni abkhaze e
russe. “E’ assurdo far campeggiare centinaia di ragazzini così vicino alla
zona di conflitto”, ha detto il presidente della repubblica separatista, Sergei
Bagapsh. “La loro vita corre un grave pericolo, anche se da parte nostra faremo
di tutto per evitare provocazioni. Il governo georgiano dimostra di essere
pronto a sacrificare la sua gioventù pur di perseguire i suoi scopi politici”.
Viva preoccupazione è stata espressa anche dall’ambasciatore russo in Abkazia,
Viacheslav Kovalenko, che ha parato di un “grave errore” da parte delle
autorità georgiane.Enrico Piovesana