25/06/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Il ministero della Cultura vuole riscrivere la controversa storia della battaglia di Okinawa
Le proteste di due anni fa in CinaRivisitazioni. Che la storia si ripeta è un dato incontrovertibile. Ma che a ribellarsi contro un governo che vuole imporre il suo revisionismo non siano nazioni straniere un tempo soggette all'imperialismo giapponese, bensì i propri concittadini, il fatto assume particolare risalto. La storia che si ripete è la volontà dell'esecutivo nipponico di riscrivere i libri di storia. Era successo esattamente due anni fa, in Cina. La decisione di approvare testi scolastici che 'rileggevano' gli eventi del massacro di Nanchino, dove l'esercito del Sol Levante uccise quasi 300 mila cinesi, scatenò violenti tumulti in numerose città cinesi. Una protesta originata dall'aver descritto tali eventi, nei nuovi libri di testo per le scuole superiori, come un mero 'incidente'.
 
Prigionieri di guerra a OkinawaIstigazione al suicidio. La settimana scorsa alcuni parlamentari del partito di centro-destra al potere hanno dichiarato che il numero dei morti di Nanchino è stato 'esagerato'. Oggi il revisionismo colpisce i fatti di Okinawa durante la Seconda Guerra mondiale. Il ministero della Cultura giapponese ha ordinato la riscrittura di eventi occorsi durante l'occupazione statunitense dell'isola, quando migliaia di civili preferirono suicidarsi anziché cadere nelle mani dei soldati Usa. Ammorbidire la versione ufficiale, secondo la quale il ruolo dei militari giapponesi fu fondamentale nell'istigare la popolazione al suicidio con la minaccia che ben peggiore sarebbe stato il loro destino, qualora fossero caduti nelle mani dell'invasore.

Shinzo Abe"La storia non si ripeta". Ma qual è la scomoda verità che il governo conservatore di Shinzo Abe vuole rivedere, se non emendare? La versione fornita da testimoni oculari e da ricercatori storici individua nella propaganda militare uno dei fattori chiave del suicidio collettivo. Ai cittadini di Okinawa venne fatto credere che gli statunitensi li avrebbero condannati a patire atrocità terribili. Secondo le testimonianze di chi è sopravvissuto, le truppe giapponesi avrebbero addirittura fornito alla popolazione ordigni esplosivi, ordinando loro di uccidersi. Il consiglio di Stato di Okinawa (una sorta di parlamento locale) ha approvato all'unanimità una mozione in cui si condanna la decisione di Tokyo. "Il governo - recita la dichiarazione - deve revocare la decisione, così la Battaglia di Okinawa verrà nuovamente posta nella giusta luce, e una guerra così terribile non accadrà mai più".

Luca Galassi

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