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“I trentaquattro contadini uccisi martedì a Gabarra non sono poveri indifesi,
bensì paramilitari narcotrafficanti”. Ad affermarlo, smentendo i media colombiani,
è Max Lioce dell’Associazione Nuova Colombia, che da quasi dieci anni appoggia
il paese latinoamericano con campagne e iniziative, cercando anche di diffondere
un’informazione altra, senza filtri e censure. “Siamo in contatto quotidiano con
molte associazioni, gruppi, partiti, organizzazioni, gente comune, e riusciamo
sempre ad avere notizie dirette e non distorte dai mass media nazionali, che sono
controllati da due delle più grandi e potenti famiglie colombiane – spiega -.
E’ con cognizione di causa, quindi, che affermo che il massacro di martedì ad
opera delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc) è molto di più di
quello che appare. Quella gente erano paramilitari, non semplici e inermi campesinos, e quell'episodio rientra dunque nell’ambito dei combattimenti tra i guerriglieri
di sinistra e il regime fascista colombiano”.
appartiene Gabarra, è il luogo dove negli ultimi mesi si sono più concentrati
i paramilitari. E’ infatti una zona ricca di petrolio e di coltivazioni di hoja de coca e quindi molto appetibile e importante da controllare. Per queste ricchezze
e per la presenza di molte multinazionali del petrolio, le Forze militari ufficiali
l’hanno trasformata in una vera e propria zona di guerra e hanno costretto i contadini
– questi sì che erano campesinos - a sgomberarla forzatamente. “Invece di ricostruire la vicenda in modo veritiero e approfondito – è specificato nell’agenzia Nuova Colombia – i mezzi di comunicazione hanno celebrato la morte dei trentaquattro narco-trafficanti spacciandoli per campesinos e cercando così di confondere l’opinione pubblica. Si tratta dell’ennesima azione di lotta tra i guerriglieri e i paramilitari, non di una strage di innocenti. E le prese di posizione di Uribe, che grida al crimine di guerra, sono lacrime di coccodrillo. In realtà il presidente è totalmente colluso con i paramilitari, che da quando è al governo si sono moltiplicati. Un’ennesima dimostrazione questa del suo profondo disprezzo per la vita dei colombiani”.
dell’imposizione di megaprogetti e del latifondismo Stella Spinelli