Un'amichevole fra Italia e Slovenia prepara la strada ai mondiali di calcio degli homeless
scritto da
Alessandro Baretti

“Sono
arrivato in Italia con la speranza di migliorare la condizione di
vita rispetto a dove sono cresciuto. Sono nato a Katowice, città
mineraria della Polonia dove immaginare un futuro migliore è
già un lusso”. Parole di Bogdan Kwappik, fondatore della
Multietnica, poi evoluta in Nuova MultiEtnica. Associazione sorta a
Milano per dare una mano a chi arriva in Italia, in particolare
aiutando a districarsi nei corridoi della burocrazia quando si tratta
di ottenere il permesso di soggiorno. L’idea viene nel 2001, quando
per evitare lo sgombero di via Barzaghi, Kwappik propone alla giunta
comunale di Milano una sfida a calcio. Se la sua squadra vince
l’amministrazione deve riconsiderare il piano di sgombero del campo
Rom. Si gioca al campo Vigorelli. La squadra di Kwappik vince ma di
lì a poco le ruspe procederanno con lo sgombero. Il calcio è
comunque il veicolo giusto, intuisce Kwappik, il quale dopo aver
iscritto la Multietnica a tornei locali, viene a sapere che a
qualcuno è venuta l’idea di organizzare il primo campionato
del mondo dei senzatetto, la “Homeless world cup”. La prima
edizione è organizzata dall’Austria, sede Graz, nell’estate
del 2003. Kwappik carica un gruppo di sudamericani, polacchi e romeni
sulla Nissan rossa che nei primi tempi in Italia gli serviva per
spostarsi, dormire e ripararsi dal freddo e si presenta in Austria
per rappresentare il nostro paese alla Homeless world cup. I
requisiti per l’iscrizione ci sono tutti. Le squadre devono essere
formate da esiliati politici, persone senza fissa dimora o che vivono
una condizione disagiata. Tra gli azzurri in pochi hanno una casa, un
lavoro fisso manco a parlarne. Il torneo prevede che si giochino
partite da 7’ per tempo; ci si affronta quattro contro quattro
senza limiti di età o sesso, valgono le sponde e le dimensioni
del campo assomigliano a quelle di un parquet per il basket.
I
successi. Dopo l’esperienza in Austria, chiusa al quinto posto, la
Homeless world cup si sposta l’anno seguente in Svezia, a Goteborg.
La squadra è forte, nelle qualificazioni cede solo alla
fortissima Austria, avversaria che gli azzurri ritrovano in finale e
rappresentativa costituita per intero da rifugiati politici afgani
fuggiti dal regime talebano. L’Italia vince 4-0 e si laurea
campione del mondo. “Qualcosa cambierà”, pensa Kwappik, ma
non appena ritornato in Italia perde il lavoro così come il
brasiliano Rodrigues, capocannoniere azzurro che al posto di
giornalisti pronti ad intervistarlo, torna e si ritrova senza casa e
lavoro… Cambia nulla, insomma, o quasi. La selezione italiana viene
invitata e premiata da Gianni Mura a Bagno di Romagna in occasione di
“Sporterme”. Il comune di Milano promette, e qualcosa mantiene.
Trovando
come da consuetudine i soldi per i biglietti aerei al limite
consentito, la NuovaMultietnica riesce a rappresentarci anche a
Edimburgo 2005, sede scelta per il IV campionato mondiale dei senza
tetto. Destino vuole che in finale si ritrovino Italia e Polonia. Il
polacco Kwappik ha un groppo in gola ma non può dirlo, allena
l’Italia e vuole confermarla campione del mondo. Ci riuscirà,
dalla Scozia si torna a casa con la seconda coppa. Mentre in Scozia
qualche rappresentativa manco arriverà. Le selezioni africane
saranno infatti respinte. Motivo? “Troppo povere per sostentarsi
una settimana in Scozia”. Sarebbero arrivate per disputare il
campionato del mondo di calcio dei poveri… Nel 2006 si esce per la
prima volta dai confini europei. Il campionato è ospitato dal
Sud Africa. L’Italia vorrebbe vincere per la terza volta e così
portare definitivamente il trofeo in Italia come disciplina il
regolamento, invece a vincere è la Russia.
Il
presente. L’edizione 2007 si disputerà dal 29 luglio al 4
agosto a Copenaghen, in Danimarca, dove sono attese 48 selezioni da
ogni continente. L’Italia dovrebbe esserci anche quest’anno.
Intanto sabato 26 maggio l’Italia è stata invitata in
Slovenia, a Lubiana, per una partita amichevole in vista della
rassegna danese. Il calcio d’inizio è stato dato dal premier
sloveno Janez Jansa, mentre ad accompagnare gli azzurri non c’era
lo straccio di una figura istituzionale. Gli azzurri hanno vinto 6-1
e nel tabellino marcatori è entrata Veronica Riscato, tocco
femminile della nostra selezione che si appresta a volare in
Danimarca con la sua varietà di accenti sudamericani, est
europei e lombardi. Immaginare un futuro migliore, forse, non è
più un lusso.