22/06/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Il governo di Abu Mazen chiude il valico di Rafah, e i lavoratori palestinesi restano bloccati
La schermaglia tra Hamas e Fatah, che almeno adesso hanno smesso di spararsi, continua ogni giorno, in un batti e ribatti che coinvolge tutti i palestinesi. E' il caso dei lavoratori che, ogni giorno, attraverso il valico di Rafah, andavano in Egitto per lavorare e mantenere le proprie famiglie.

un bimbo palestinese passa sotto una recinzioneSempre più soli. Centinaia di persone che, ieri mattina, hanno trovato però sbarrato il passaggio. Non per i soliti problemi di sicurezza, motivazione con la quale il valico resta spesso chiuso, ma per un preciso ordine dell'esecutivo guidato da Salman Fayyad, nominato dal presidente dell'Autorità Nazionale palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) domenica scorsa al posto di Ismail Hanyieh, leader di Hamas e primo ministro del governo emerso dalle elezioni del gennaio 2006. Secondo quanto riportato dalla tv satellitare in lingua araba, al-Jazeera, il governo del Cairo ha bloccato l'accesso
in conseguenza di una decisione presa ieri dall'esecutivo guidato da Fayyad, che ha annullato la validità di tutti i vecchi passaporti stampati dal governo precedente, e ha chiesto alla comunità internazionale di riconoscere solo i titoli di viaggio emessi dal nuovo governo.
La mossa del governo di Fatah, appoggiata dall'Egitto, è piuttosto chiara: far salire la tensione nella Striscia di Gaza, in mano ad Hamas, esasperando sempre più la popolazione.

abu mazenColpi bassi. Una ripicca contro l'altra, senza esclusione di colpi, e infatti la risposta di Hamas non si è fatta attendere. “Tra i documenti che abbiamo trovato nella sede dei servizi segreti di Fatah”, ha dichiarato ieri Mushir al-Masri, portavoce di Hamas, “ci sono i nomi delle alte cariche dell'Autorità Nazionale palestinese che lavorano per il Mossad (i servizi segreti d'Israele). Sono persone che hanno collaborato all'omicidio di dirigenti palestinesi, e sono elementi di spicco di Fatah, vicini ad Abu Mazen”. Alto tradimento, insomma, un'accusa gravissima, anche se ancora tutta da dimostrare. Hamas si difende con il coltello tra i denti, e risponde anche alle accuse lanciate ieri da Abu Mazen, il quale ha denunciato che il colpo di stato di Hamas è avvenuto in base a ordini provenienti da Teheran.

ismail hanyiehGiochi di potere. Le esternazioni di Abu Mazen, secondo molti osservatori, non sono altro che il 'prezzo politico' che il presidente palestinese ha dovuto pagare all'asse Tel Aviv – Washington. Il presidente Usa Bush e il premier israeliano Olmert avevano subito fatto presente il loro appoggio a Mazen, promettendo di sbloccare i fondi umanitari congelati ormai da un anno e mezzo, cioè dalla vittoria elettorale di Hamas. Usa e Israele, insomma, prendono posizione, continuando a lanciare lo stesso messaggio di sempre: Hamas non è un partner per noi. Se la popolazione civile palestinese ha fame, sostenga Fatah. Una politica che, considerata la situazione di Gaza, sta dando pessimi risultati. Almeno per le condizioni di vita dei residenti della Striscia, che adesso non possono neanche più lavorare in Egitto, restando sempre più soli.

Christian Elia

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