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Sempre più soli.
Centinaia di persone che, ieri mattina, hanno trovato però
sbarrato il passaggio. Non per i soliti problemi di sicurezza,
motivazione con la quale il valico resta spesso chiuso, ma per un
preciso ordine dell'esecutivo guidato da Salman Fayyad, nominato dal
presidente dell'Autorità Nazionale palestinese Mahmoud Abbas
(Abu Mazen) domenica scorsa al posto di Ismail Hanyieh, leader di
Hamas e primo ministro del governo emerso dalle elezioni del gennaio
2006. Secondo quanto riportato dalla tv satellitare in lingua araba,
al-Jazeera,
il governo del Cairo ha bloccato l'accesso
Colpi bassi. Una ripicca contro
l'altra, senza esclusione di colpi, e infatti la risposta di Hamas
non si è fatta attendere. “Tra i documenti che abbiamo
trovato nella sede dei servizi segreti di Fatah”, ha dichiarato
ieri Mushir al-Masri, portavoce di Hamas, “ci sono i nomi delle
alte cariche dell'Autorità Nazionale palestinese che lavorano
per il Mossad (i servizi segreti d'Israele). Sono persone che hanno
collaborato all'omicidio di dirigenti palestinesi, e sono elementi di
spicco di Fatah, vicini ad Abu Mazen”. Alto tradimento, insomma,
un'accusa gravissima, anche se ancora tutta da dimostrare. Hamas si difende con
il coltello tra i
denti, e risponde anche alle accuse lanciate ieri da Abu Mazen, il
quale ha denunciato che il colpo di stato di Hamas è avvenuto
in base a ordini provenienti da Teheran.
Giochi di potere. Le
esternazioni di Abu Mazen, secondo molti osservatori, non sono altro
che il 'prezzo politico' che il presidente palestinese ha dovuto
pagare all'asse Tel Aviv – Washington. Il presidente Usa Bush e il
premier israeliano Olmert avevano subito fatto presente il loro
appoggio a Mazen, promettendo di sbloccare i fondi umanitari
congelati ormai da un anno e mezzo, cioè dalla vittoria
elettorale di Hamas. Usa e Israele, insomma, prendono posizione,
continuando a lanciare lo stesso messaggio di sempre: Hamas non è
un partner per noi. Se la popolazione civile palestinese ha fame,
sostenga Fatah. Una politica che, considerata la situazione di Gaza,
sta dando pessimi risultati. Almeno per le condizioni di vita dei
residenti della Striscia, che adesso non possono neanche più
lavorare in Egitto, restando sempre più soli.Christian Elia
Parole chiave: christian elia, israele, palestina, striscia di gaza, rafah, hamas, fatah, ismail hanyieh, abu mazen, mahmoud abbas