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Cari amici,
lancio un appello in sostegno della lotta dei pescatori di Teulada che, dal mese
di novembre 2003 stanno uscendo con le loro barche per opporsi alle forze armate
che si esercitano sul loro mare - ogni volta che il tempo lo permette, i pescatori
si mettono coraggiosamente fra chi spara e i bersagli. A volte sono anche stati
oggetto di alcuni colpi che gli eroici militari che giocano alla guerra hanno
indirizzato verso di loro.
Questa giusta lotta è colpevolmente trascurata dai media. Se ne sa poco. E poco
se ne vuol sapere. Non esagero se affermo che la situazione in Sardegna è davvero
drammatica ed acquista risvolti ancora più toccanti nella lotta di pochi pescatori
teuladini contro il colosso NATO/USA. Stiamo assistendo infatti ad un abusivo
ed arrogante ampliamento della base nucleare statunitense di La Maddalena, ad
un estendersi preoccupante di casi di leucemia e tumori nell'area del Salto di
Quirra.
Nell'isola il demanio militare permanentemente impegnato ammonta a 24mila ettari;
in tutta la penisola italiana raggiunge i 16mila ettari. A questa cifra vanno
sommati i 12mila ettari gravati da servitù militare. Gli spazi aerei e marittimi
sottoposti a schiavitù militare sono di fatto incommensurabili, solo uno degli
immensi tratti di mare annessi al poligono Salto di Quirra con i suoi 2.840.000
ettari supera la superficie dell'intera isola (kmq 23.821).
Pochi e sporadici sono i pronunciamenti da parte degli artisti e intellettuali
(sardi e non) a confermare la disinformazione o, peggio, che la sfera del pensiero
e dell'arte debba e voglia agire ad una tranquillizzante distanza dai drammi del
quotidiano. Vi chiedo calorosamente di smentire questa affermazione sottoscrivendo
questo primo appello. La fiducia nella vostra sensibilità e intelligenza mi spinge
a sperare ancora.
Lunedì 27 riprendono le esercitazioni nel poligono di Capo Teulada. I pescatori
di Teulada e Sant'Anna Arresi hanno annunciato pubblicamente che bloccheranno
le manovre di guerra entrando con le loro barche nelle acque interdette come riporta
la Nuova Sardegna di oggi, la richiesta è: 'Diritto al lavoro in sicurezza'. Il
grosso della mbobilitazione è previsto dal 4 al 22 ottobre, in concomitanza con
un'imponente esercitazione Nato della 6° Flotta Usa.
I pescatori esigono di svolgere la loro attività nell'immensa zona a mare interdetta,
l'unica accessibile alle loro piccole imbarcazioni, e 'pretendono' che l'area,
come impongono leggi e regolamenti delle FFAA, sia bonificata, ripulita dall'accumulo
di ordigni bellici esplosi e inesplosi.
Per poter ripulire il tratto di mare sottoposto da 50 anni a schiavitù militare
e mai bonificato, a detta di alcuni militari, bisognerebbe sospendere tutte le
attività del poligono per circa 15 anni. Un ammiraglio ha valutato 'a occhio'
i costi dell'operazione e ha affermato (..rifiutando che fosse messo a verbale)
che per la Difesa sarebbe economicamente più conveniente regalare una villetta
in Tunisia a tutti i teuladini accollandosi anche le spese di trasferimento.
La lotta per riappropriarsi delle aree off limits 'minaccia' di estendersi agli
altri poligoni: le marinerie di Arbatax (poligono Salto di Quirra) sono in stato
di agitazione. L'Unione sarda di oggi riporta in buona evidenza in pagine di Oristano:
'I pescatori: occupiamo Capo Frasca. Fronte comune per rilanciare la vertenza
servitù militari' .
Vi chiedo di far circolare questo messaggio e di inviare la vostra solidarietà
ai seguenti indirizzi:
Cooperativa Pescatori San Giuseppe
Comitato Sardo “Gettiamo Le Basi”
e per conoscenza anche a me, Alberto Masala
Administrator SlampDesk