Donne straniere sposate con sauditi preoccupate per la nuova legge sulla cittadinanza
Con
i recenti cambiamenti alla legge sulle naturalizzazioni in Arabia
Saudita, le donne straniere sposate con dei sauditi si chiedono se, in
caso il loro matrimonio finisca in un divorzio, saranno lasciate
senza un paese da chiamare proprio.
Paure e speranze. Tra
le nuove regole introdotte quest’anno, c’è un cambiamento che dichiara come la
cittadinanza saudita per le
donne straniere può essere revocata se divorziano dai loro
mariti sauditi. Dato che la legge saudita impone a queste donne di
rinunciare alla cittadinanza dei loro paese d’origine, per essere
naturalizzate, si sentono come se, divorziando, potessero finire in una situazione
imbarazzante.
“Il
Regno, negli anni scorsi, ha costituito delle organizzazioni per i
diritti umani per sfatare lo stereotipo dell’oppressione delle
donne in Arabia Saudita – e lo applaudo per averlo fatto – ma
penso che il ministro dell’Interno dovrebbe dare un’altra
occhiata alle conseguenze che la nuova legge potrebbe avere su donne
e bambini innocenti, appena divenuti sauditi o costretti a ritornare
ad essere stranieri”, ha detto Mary, una donna di origine statunitense sposata
con un uomo saudita, che ha vissuto a Riyah per gli ultimi 18
anni. “Il punto della questione è che i bambini non
conoscono i sistemi di nazionalità... solo la mamma”. ha
aggiunto.
Debbie,
una donna statunitense che ha sposato un saudita a 18 anni e vive a
Jeddah da 26 anni, è d’accordo. Sta
intraprendendo ora il processo di naturalizzazione saudita e trova la
nuova regola bizzarra.
“Veramente
non mi sembra giusto, perché, per esempio, io ho vissuto in
Arabia Saudita più a lungo di quanto abbia vissuto nel mio
paese di origine”, ha dichiarato. “Una volta ottenuta la
cittadinanza potrei perderla solo a causa del divorzio. Sembra
veramente assurdo”.
Silenzio istituzionale. Arab
News ha provato diverse volte a contattare l’Ufficio affari civili
del ministero dell’Interno per verificare il nuovo cambiamento
nella legge per le mogli straniere, ma le nostre chiamate e visite
non hanno ottenuto risposta. “Dove
ci colloca questa legge nei confronti dei nostri figli?”, si è
chiesta Mary. "Come madri di bambini sauditi non ci dovrebbe essere
concesso di mantenere la nazionalità saudita, non foss’altro
che per crescere i nostri figli ed essere parte della loro vita
adulta?”.
Mary
ha aggiunto che la moglie straniera divorziata non può tornare indietro, perché
ha già rinunciato alla sua cittadinanza originale. Oltre alla
legge saudita, che può revocare la cittadinanza a queste donne,
molti paesi hanno leggi contro la doppia cittadinanza. Alcuni,
compresi molti sauditi, nascondono la loro seconda nazionalità
ai governi coinvolti. Mentre
alcuni paesi, come il Messico, la permettono, l’Arabia Saudita non
consente la doppia cittadinanza e mantiene il diritto di revocare la
cittadinanza saudita a chi nasconde la sua seconda nazionalità. Altre
regole introdotte in precedenza quest’anno comprendono la revoca
della cittadinanza ai sauditi naturalizzati che commettono crimini o
per qualsiasi altro motivo che li renda agli occhi delle autorità
inadatti ad essere sauditi. Inoltre, chiunque consapevolmente
fornisca false informazioni per ottenere la cittadinanza può
ricevere una multa fino a 30.000 SR.
D’altra
parte, professionisti espatriati stanno lodando il Custode delle due
sacre moschee Re Abdullah per aver mantenuto l’offerta da parte
dell’Arabia Saudita di ottenere la cittadinanza sulla base di
traguardi educativi. Il
Dr. Sobhia Mahmoud, un pediatra di origine egiziana, impiegato alla
New Jeddah Clinic negli ultimi sette anni, ha dichiarato ad
Arab
News: “Penso sia un buon passo sia per il regno, che offre questa
chance, che per gli espatriati, che hanno lealmente lavorato in
Arabia Saudita per avere un’opportunità per una buona vita
che potrebbero non riuscire ad avere nei loro paesi d’origine”.
Sara Abdullah*