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Come
costruirono questo impero? “Il gruppo Macri opera da prima
della dittatura militare ed è stato presente in tutti i governi, fino alla
recente presidenza di Duhalde. Questa famiglia nel 1975 possedeva
sette aziende: alla fine della dittatura militare erano quarantasei”.
Così esordisce la mail che sta facendo il giro dell'Argentina.
“Macri è parte di quella 'patria appaltatrice' che ha
succhiato dallo Stato argentino per i suoi interessi,
che non sono ovviamente quelli di tutti gli argentini. È lui
il padrone, tra le altre cose, delle autostrade che fanno pagare i
pedaggi più alti al mondo ed è sempre lui ad aver
beneficiato della nazionalizzazione dell’indebitamento con l’estero
realizzata da Cavallo al momento dell’assunzione del mandato alla
Banca Centrale. Macri, con le sue aziende, fu partecipe del favoloso
colpo alla Borsa del Commercio nel 1992. Fu processato per
contrabbando e assolto da una Corte Suprema non proprio limpida. Al
giorno d’oggi, e solo attraverso una manciata delle oltre 40
aziende che compongono la holding famigliare, Macri fa affari con il
governo di Buenos Aires per un valore annuale che supera e di molto i
100 milioni di pesos argentini, circa 25 milioni di euro”.
Incompatibilità.
Gli attuali affari di Socma (Societá Macri, della quale
Mauricio è il vicepresidente) con il governo di Buenos Aires
rivelano da una parte l'incompatibilità fra l’esercizio
della funzione pubblica e Mauricio Macri, e dall'altra i motivi che
lo spingono a voler essere il capo del governo della città.
Attraverso Intrón (attualmente il 60 percento è di Siemens ed
il 40 di Socma), la holding ebbe accesso negli anni '90 all’affare
dell’amministrazione delle risorse del comune porteño. E ciò
attraverso Ute-Rentas. L’azienda emette, tra le altre cose, le
fatture di luce, raccolta di rifiuti e pulizia, e la tassa sugli
autoveicoli. Il contratto consta di 10 milioni di pesos argentini
all’anno, circa 2 milioni e 400 mila euro. Attraverso Intron,
controlla una delle due aziende per la gestione degli autovelox.
L’appalto ha una durata di 5 anni. La fatturazione media, al
momento dell'appalto, fu stimata in 5 milioni di pesos argentini
all’anno, 1 milione e 200 mila euro. All’interno di Socma, Intron
costituisce una specie di subholding, alla quale appartengono anche
Sepsa e Sistemas Catastrales. Attraverso quest’ultima controlla le
infrazioni nel settore della costruzione e si occupa di ispezionare
gli edifici e gli ampliamenti abusivi. Si tratta di un contratto per
20 anni. Sepsa, più conosciuta come Pago Fácil, fu
utilizzata, invece, dalla Banca Ciudad per la riscossione dei
tributi. La sua fatturazione media è di 4 milioni di pesos
argentini all’anno, oltre 900 mila euro. La Banca Ciudad paga
all’azienda di Macri un peso argentino per bolletta.
Domande
retoriche. “Chi era il presidente di Sevel quando si scoprì
che evadeva le tasse nel 1993? Chi fu processato nel 2001 per
contrabbando? A chi è venuta in mente la tassa docente (la
famosa ostia docente) e si incaricava della sua distribuzione,
intascando il 10 percento di tutto quello che raccoglieva? Chi era il
vicepresidente dell’azienda proprietaria di Correo Argentino S.A.
alcuni mesi prima del fallimento di questi e della scoperta del suo
debito milionario con lo stato (successivamente rinazionalizzato)?
Chi costruì i palchi nella Bombonera senza indire una gara
d’appalto e li fece attraverso una delle sue aziende? Chi ha un
passivo di 75 milioni di pesos argentini nel Boca e deve inventare
entrate inesistenti affinché il bilancio non si presenti in
deficit? Chi non rispetta i requisiti che stabilisce la
Costituzione della cittá in materia di compatibilità
con la carica pubblica di capo del governo? Indovinato: Mauricio”.Stella Spinelli
Parole chiave: Macri, ballottaggio, Filmus, Kirchner, Boca Juniors, calcio, elezioni, Buenos Aires, Stella Spinelli