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La difesa. “L’articolo
de El Tiempo ha dato grossolanamente una versione errata dei
pagamenti fatti da Chiquita in Colombia – ha raccontato a
Peacereporter Luciana Luciani, della Chiquita Italia Spa - La società
è stata costretta a eseguire tali pagamenti a organizzazioni
paramilitari di destra e di sinistra per proteggere le vite dei
dipendenti in un momento in cui erano frequenti sequestri e omicidi e
le autorità governative non erano in grado di dare sicurezza e
protezione”. Parole che contrastano con quanto dichiarato dagli
avvocati dell'accusa e pubblicato sul giornale colombiano: “I
pagamenti fatti alla Auc (Autodifesa unita della Colombia, ndr)
furono autorizzati da alti funzionari dell'impresa e registrati nei
suoi libri contabili come pagamenti per la sicurezza. Questo denaro
ha finanziato le Auc sin dai suoi esordi, e questo fa di Chiquita
uno dei padri finanziatori di questo gruppo”.
Accusa. Quindi
El Tiempo ha fatto riferimento anche a Salvatore Mancuso, il
fondatore del gruppo paramilitare: “In una recente dichiarazione
giurata Mancuso ammette di aver ricevuto questi pagamenti”. Ma
anche su questo punto, Chiquita ribatte: “Nel suo rapporto
su questa materia, il Dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti
ha dichiarato: 'Castaño (leader AUC) ha mandato un messaggio
tacito, ma esplicito, asserendo che la mancata esecuzione di questi
pagamenti avrebbe potuto causare danni fisici al personale e al
patrimonio della Banadex (sussidiaria colombiana di Chiquita).
Certamente, negli anni ’90, era diventato sempre più
difficile proteggere i nostri lavoratori e le loro famiglie. Sono
centinaia gli attacchi documentati da parte dei gruppi di sinistra e
di destra, e tra questi, nel 1995, il massacro di 28 dipendenti di
Chiquita a cui era stata tesa un’imboscata sul pullman mentre
andavano al lavoro, e nel 1998, l’uccisione a sangue freddo di due
dei nostri lavoratori in una piantagione mentre i loro colleghi erano
costretti a guardare”.
L'ultima parola. “Poiché
le condizioni di sicurezza nelle zone agricole erano andate
deteriorandosi, nonostante gli sforzi del governo centrale per
proteggere i cittadini colombiani dagli attacchi di questi gruppi
paramilitari – aggiunge la multinazionale a PeaceReporter - la
nostra società si è vista costretta a eseguire i
pagamenti per salvaguardare i propri dipendenti. E’ assolutamente
falso sostenere che questi pagamenti sono stati fatti per qualsiasi
altro scopo. Chiquita è stata vittima di estorsioni in
Colombia, ma non permetteremo di trasformarci in vittime di
estorsione anche negli Stati Uniti. Ci difenderemo vigorosamente da
qualsiasi accusa priva di senso”.Stella Spinelli
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