20/06/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



La punta di freccia che squarcia. Nuova offensiva Usa contro al Qaeda in Iraq
Dopo alcuni giorni di relativa calma, dovuti probabilmente al coprifuoco imposto sulla capitale dopo la seconda distruzione del mausoleo di Samarra, martedì 19 giugno almeno settantacinque persone sono morte nell'esplosione di un'autobomba esplosa nei pressi della moschea sciita di Khillani, nel quartiere commerciale di Sinak, a Baghdad. La minaccia della guerra civile non è affatto scongiurata e gli omicidi settari causano ancora la morte quotidiana di decine di persone.
 



soldati Usa perquisiscono un'abitazioneArrowhead Ripper. Martedì mattina le forze Usa hanno lanciato una nuova offensiva che, nelle speranze dei generali, dovrebbe dare il colpo di grazia alle milizie sunnite legate ad al Qaeda. Operation Arrowhead Ripper l'hanno chiamata, scegliendo come al solito un soprannome inquietante e, in questo caso, difficilmente traducibile. Letteramente sarebbe “la punta di freccia che squarcia”, ma in concreto si tratta di diecimila militari con veicoli pesanti e il sostegno dell'aviazione, che hanno iniziato a posizionarsi nella parte nord orientale della capitale, il nuovo terreno di scontro con le milizie dell'esercito islamico in Iraq. Stando ai rapporti dell'intelligence Usa, infatti, i guerriglieri sunniti che nei mesi scorsi operavano a Ramadi e in altri centri abitati della provincia di Al Anbar sarebbero stati messi in fuga dalle operazioni militari per la sicurezza condotte nei mesi scorsi dagli eserciti Usa e iracheno, con l'indispensabile appoggio delle milizie tribali coalizzate contro al Qaeda. I miliziani in fuga avrebbero trovato rifugio nella provincia di Dyala e nella capitale provinciale Baquba, proprio le zone dove si dovrebbe concentrare la nuova operazione militare. La provincia è abitata sia da sunniti che sciiti, e i miliziani di al Qaeda hanno infiammato le tensioni settarie con rapimenti e uccisioni di sciiti, ma anche imponendo un regime radicale islamico alla popolazione locale. Nelle ultime settimane sono giunti rapporti da quelle zone, che parlavano di esecuzioni sommarie in pubblico e di minacce di morte contro le donne e le minoranze religiose.
 
Militari iracheni compiono arrestiCaos settario. L'offensiva è iniziata questa notte con “un veloce assalto aereo notturno”, riferiscono dal comando Usa, ma i bombardamenti degli elicotteri da combattimento sono continuati anche alla luce del sole. “Con un attacco diurno gli elicotteri e la fanteria hanno ucciso 22 miliziani delle forze anti-irachene a Baquba e nei dintorni” si legge in un altro comunicato, in cui i miliziani sunniti vengono definiti anti-iracheni perché, qualunque sia il loro obiettivo finale, la loro strategia passa sempre più spesso per i massacri di civili, che spingono il paese sempre più giù, nell'abisso della guerra civile. L'operazione Arrowhead Ripper è stata lanciata ora, perchè l'esercito Usa ha appena concluso lo schieramento di 30 mila soldati, annunciato nei mesi scorsi, il cui compito sarà continuare i rastrellamenti nelle zone sciite attorno alla capitale. Domenica e lunedì a Nassiriya, nella provincia sciita meridionale di Dhi Qar, le forze dell'esercito iracheno si sono scontrate duramente contro i miliziani dell'esercito del Mahdi, guidato dal religioso sciita Moqtada al Sadr. Il bilancio è stato di 23 morti. Ancora lunedì, nella provincia di Maysan, nel sud del paese, le forze britanniche si sono scontrate con miliziani sciiti che hanno attaccato le loro pattuglie. I militari hanno risposto con l'appoggio degli elicotteri e hanno ucciso 20 di loro. Anche se questo dato è contestato da fonti mediche, secondo cui le vittime sarebbero state 34, tra cui alcuni civili, donne e bambini.
 

Naoki Tomasini

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