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Arrowhead Ripper. Martedì mattina le forze Usa hanno
lanciato una nuova offensiva che, nelle speranze dei generali,
dovrebbe dare il colpo di grazia alle milizie sunnite legate ad al
Qaeda. Operation Arrowhead Ripper l'hanno chiamata, scegliendo come
al solito un soprannome inquietante e, in questo caso, difficilmente
traducibile. Letteramente sarebbe “la punta di freccia che
squarcia”, ma in concreto si tratta di diecimila militari con
veicoli pesanti e il sostegno dell'aviazione, che hanno iniziato a
posizionarsi nella parte nord orientale della capitale, il nuovo
terreno di scontro con le milizie dell'esercito islamico in Iraq.
Stando ai rapporti dell'intelligence Usa, infatti, i guerriglieri
sunniti che nei mesi scorsi operavano a Ramadi e in altri centri
abitati della provincia di Al Anbar sarebbero stati messi in fuga
dalle operazioni militari per la sicurezza condotte nei mesi scorsi
dagli eserciti Usa e iracheno, con l'indispensabile appoggio delle
milizie tribali coalizzate contro al Qaeda. I miliziani in fuga
avrebbero trovato rifugio nella provincia di Dyala e nella capitale
provinciale Baquba, proprio le zone dove si dovrebbe concentrare la
nuova operazione militare. La provincia è abitata sia da
sunniti che sciiti, e i miliziani di al Qaeda hanno infiammato le
tensioni settarie con rapimenti e uccisioni di sciiti, ma anche
imponendo un regime radicale islamico alla popolazione locale. Nelle
ultime settimane sono giunti rapporti da quelle zone, che parlavano
di esecuzioni sommarie in pubblico e di minacce di morte contro le
donne e le minoranze religiose.
Caos
settario. L'offensiva è iniziata questa notte con “un
veloce assalto aereo notturno”, riferiscono dal comando Usa, ma i
bombardamenti degli elicotteri da combattimento sono continuati anche
alla luce del sole. “Con un attacco diurno gli elicotteri e la
fanteria hanno ucciso 22 miliziani delle forze anti-irachene a Baquba
e nei dintorni” si legge in un altro comunicato, in cui i miliziani
sunniti vengono definiti anti-iracheni perché, qualunque sia
il loro obiettivo finale, la loro strategia passa sempre più
spesso per i massacri di civili, che spingono il paese sempre più
giù, nell'abisso della guerra civile. L'operazione Arrowhead
Ripper è stata lanciata ora, perchè l'esercito Usa ha
appena concluso lo schieramento di 30 mila soldati, annunciato nei
mesi scorsi, il cui compito sarà continuare i rastrellamenti
nelle zone sciite attorno alla capitale. Domenica e lunedì a
Nassiriya, nella provincia sciita meridionale di Dhi Qar, le forze
dell'esercito iracheno si sono scontrate duramente contro i miliziani
dell'esercito del Mahdi, guidato dal religioso sciita Moqtada al
Sadr. Il bilancio è stato di 23 morti. Ancora lunedì,
nella provincia di Maysan, nel sud del paese, le forze britanniche si
sono scontrate con miliziani sciiti che hanno attaccato le loro
pattuglie. I militari hanno risposto con l'appoggio degli elicotteri
e hanno ucciso 20 di loro. Anche se questo dato è contestato
da fonti mediche, secondo cui le vittime sarebbero state 34, tra cui
alcuni civili, donne e bambini. Naoki Tomasini
Parole chiave: Khillani, baquba, dyala, Operation Arrowhead Ripper, stato islamico in iraq