19/06/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Sembra proprio che poco a poco l'immagine di Cuba agli occhi del Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani stia cambiando
  
Goccia a goccia si scava la pietra, dicevano i latini. E sembra proprio che poco a poco anche l'immagine di Cuba agli occhi del Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani stia cambiando.
 
In questa giornata di lutto nazionale per i cubani, dovuta alla morte di Vilma Espin, moglie del presidente pro tempore Raul Castro e figura di spicco della rivoluzione cubana, una piccola buona notizia raggiunge l'isola: i ministri degli Esteri dei 27 paesi membri dell'Unione Europea hanno definitivamente deciso di aprire un nuovo periodo di dialogo con l'Havana. C'è dell'altro: Cuba non farà più parte della 'lista nera' stilata dall'Onu, riguardante le nazioni sotto stretto controllo per il rispetto delle libertà fondamentali dell'uomo.
Dunque, nonostante le riserve di alcuni stati, come la repubblica Ceca (che essendo stata nel corso della sua storia parte del blocco sovietico, mantiene in politica estera un comportamento molto attento rispetto ai diritti umani), da oggi l'Unione Europea e Cuba avranno molte più chances di intavolare nuove e proficue relazioni.
 
Una seduta dell'U.eLe precisazioni. Ma, anche se potrebbe sembrare tutto oro quello che luccica, alcune piccole precisazioni bisogna farle. I ministri dei 27 paesi membri dell'Unione Europea hanno energicamente invitato l'amministrazione cubana a rilasciare tutti i detenuti in carcere per reati d'opinione e i detenuti politici. Inoltre, nella dichiarazione dei titolari dei dicasteri si legge a chiare lettere che "il sistema politico, economico e sociale di Cuba", nonostante i cambiamenti avvenuti nel luglio dello scorso anno che hanno visto la sostituzione di Fidel Castro con il fratello Raul, "rimane fondamentalmente lo stesso".

Fidel e raul Castro. Il prima e il dopo di CubaNuove decisioni all'Havana. Se le notizie politico-diplomatiche giunte finora dall'Europa sembrano essere positive, anche da Cuba si nota che un nuovo vento di riforme potrebbe presto spazzare l'isola. E' di questi giorni, infatti, la buona notizia secondo cui il comitato centrale del Partito Comunista Cubano stia prendendo in considerazione un disegno di legge che prevede il riconoscimento dei diritti civili, e anche quelli patrimoniali, agli omosessuali. Inclusa nel progetto dovrebbe essere anche la formalizzazione giuridica dei matrimoni fra gay e il loro diritto all'adozione. La notizia bomba, quella che ha fatto in breve tempo il giro del mondo, però, è un'altra. Secondo quanto si apprende da fonti cubane, pare che il seriosissimo comitato centrale del Pcc stia prendendo in considerazione la possibilità di contemplare nel disegno di legge anche le operazioni gratuite per i transessuali, una vera rivoluzione.
In un paese come Cuba, dove il machismo è sempre stato molto forte, una decisione così 'moderna' è sempre stata difficile da immaginare. Lo stesso Fidel Castro, ormai sempre più lontano dalla politica nazionale e sempre più vicino al giornalismo, ha sempre nutrito dubbi sugli omosessuali tanto che nel corso degli anni sono state molte le storie di arresti e persecuzioni arrivate dall'isola.

Alessandro Grandi

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