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Negli ultimi giorni i talebani hanno lanciato la più grande
offensiva dell’anno sulle montagne del Kafar Jar Ghar Range, che separano le
province di Uruzgan e Kandahar. I distretti di Chora e Miya Nishin,
rispettivamente sul versante settentrionale e meridionale della catena
montuosa, sono da giorni teatro di violentissime battaglie e di massicci bombardamenti
aerei della Nato che, secondo fonti locali, hanno causato almeno una settantina
di morti tra i civili, un centinaio tra i guerriglieri e una quarantina tra i
soldati afgani. Questi ultimi, ieri sera, sono stati costretti a ritirarsi dal
distretto di Miya Nishin, ora in mano ai talebani.
I racconti dei
sopravvissuti. Janu Akha, 62 anni, è stato ferito in uno di questi
bombardamenti sul distretto di Chora e ora è ricoverato nell’ospedale di
Tarin-Kot. “Il mio villaggio, Qala-i-Ragh, è stato bombardato sabato notte”, ha
raccontato per telefono a un giornalista dell’Associated Press. “Sono cadute almeno otto bombe. Domenica mattina
abbiamo seppellito 18 membri della nostra famiglia, tra cui diverse donne e
bambini”.
Feriti in trappola. Secondo
uno stretto collaboratore del presidente Khan, che però non ha voluto rendere
noto il proprio nome, il bilancio morti sarebbe ancor più pesante: circa 75
civili, più di cento talebani e oltre 35 militari afgani.Enrico Piovesana