18/06/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Gli aiuti via web della diaspora mantengono a galla il Paese
Colpiti da una crisi economica senza precedenti, che ha spinto l'inflazione a numeri a quattro cifre, gli Zimbabwani si stanno ingegnando in tutti i modi per sopravvivere. Così, aiutati da un piccolo gruppo di emigrati, hanno creato una serie di siti internet specializzati nel commercio online, che permettono alle persone della diaspora di comprare generi di prima necessità per i propri cari in patria. Un business che si sta allargando a vista d'occhio, e che promette di estendersi a tutto il continente.
 
Aiuti umanitariCrisi. Dalla benzina al pane, dai generatori di corrente all'olio da cucina, nello Zimbabwe manca tutto. I pochi generi che arrivano nel Paese o sono razionati o costano troppo per una popolazione che ha visto i propri stipendi polverizzati dalla crisi economica. Ed è proprio per questo che i gruppi della diaspora si sono organizzati per assistere i propri compatrioti. Il sito Mukuru.com, creato da otto Zimbabwani che vivono in Gran Bretagna, dà la possibilità di comprare alcuni generi di prima necessità (carburante in primis) e di pagare online. Appena il pagamento viene effettuato, il beneficiario in patria riceve un sms con un codice, con il quale si presenta in un ufficio della capitale Harare per ritirare un voucher che gli permetterà di fare il pieno. Un sistema ben congegnato ma appena agli inizi, e che per questo offre una gamma limitata di prodotti disponibili. Ma che è comunque una boccata d'ossigeno per l'economia del Paese.
 
Limiti. Altri siti, come Zimbuyer.com o Zimland.com, offrono una gamma più vasta di prodotti, tra cui i ricercatissimi generatori elettrici, indispensabili in un Paese dove i tagli all'energia sono all'ordine del giorno. Anche in questo caso, gli acquisti avvengono online e la certificazione viene inviata via cellulare, una delle poche tecnologie funzionanti nel Paese. I limiti del servizio sono soprattutto nella distribuzione, puntuale nelle maggiori città dello Zimbabwe ma ancora inesistente nelle campagne. Ciò significa che sono in pochi a poter beneficiare di un servizio che, nato per dare sollievo ai locali, ora mira a espandersi in tutto il continente, sfruttando le reti di telefonia mobile che, negli ultimi anni, si sono espanse in Africa.
 
BambiniTelefoni. In Africa, il cellulare è uno strumento di fondamentale importanza, perché sopperisce alla mancanza di infrastrutture nel settore della comunicazione. Data la scarsità di reti di telefonia fissa efficienti, sia le linee telefoniche che la penetrazione di internet all'infuori delle grandi città conoscono non pochi ostacoli. Superati in parte grazie all'uso massiccio di cellulari, che vengono utilizzati, tra le altre cose, per pagare bollette, effettuare bonifici bancari e ricevere la pensione. Nello Zimbabwe, secondo le cifre pubblicate dalla United Nation International Telecommunication Union, nel 2005 c'erano 668.000 possessori di telefoni cellulari. Una cifra molto bassa se confrontata con le medie europee, ma che è comunque doppia rispetto agli abbonati della telefonia fissa. Un dato che lascia immaginare come il business online sia destinato a un roseo futuro.

Matteo Fagotto

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