stampa
invia
Pulizia etnica. All’alba
di giovedì scorso la polizia ha fatto irruzione nei quartieri poveri di Colombo
dove vivono in miseria i profughi interni tamil fuggiti dalla guerra nel nord.
Sotto
la minaccia delle armi, centinaia di uomini, donne e bambini tamil hanno avuto
mezz’ora per raccogliere le proprie cose e salire sugli autobus governativi che
li aspettavano per trasportarli al nord, oltre le linee del fronte, in zona di
guerra. “Un’operazione di pulizia etnica che ricorda l’Olocausto”, ha tuonato
l’Asian Centre for Human Rights (Achr) di
Hong Kong.
Critiche occidentali.
Una retromarcia che non è piaciuta ai falchi del governo di Colombo, né è
bastata a una comunità internazionale già preoccupata per il deterioramento
della situazione dei diritti umani e per l’escalation del conflitto nel Paese:
Stati Uniti, Gran Bretagna e Nazioni Unite hanno ridotto da mesi gli aiuti
finanziari al governo singalese per costringerlo a far luce sulle violazioni dei
diritti umani della popolazione tamil con un’inchiesta – che alla fine è stata
avviata ma che il primo giugno è stata giudicata “non trasparente” da una
commissione di saggi stranieri.
La risposta di
Colombo. Durissima la reazione del falco Gotabaya Rajapaksa, ministro della
Difesa e fratello del presidente dello Sri Lanka. “Howells è disinformato e
fazioso: non ha detto una parola contro i terroristi tamil! Gran Bretagna, Unione
europea, Stati Uniti e Onu adottano due pesi e due misure, come se noi non
stessimo combattendo il terrorismo come loro. Noi ci dobbiamo difendere! E
quando si parla di terrorismo, ogni mezzo è lecito. Perché per le azioni
antiterrorismo fatte dagli Usa si parla di ‘operazioni segrete’ mentre per le
nostre si parla di rapimenti? Questo vuol dire giocare con le parole! Per
combattere le infiltrazioni terroristiche a Colombo non potevano mica arrestare
centinaia di sospetti! L’unica alternativa che avevamo era farli tornare a casa
loro. L’Occidente ci discrimina, ma può fare quel che vuole perché noi non
abbiamo bisogno di loro! Per non parlare dell’Onu, che ha una visione distorta
perché
da trent’anni i ribelli tamil ne hanno si sono infiltrati nelle sue strutture”. Enrico Piovesana