13/06/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Hamas vicina a controllare l'intera Striscia di Gaza, evacuati 4 dei 5 italiani
Ancora una giornata di scontri a Gaza, dopo che ieri erano rimasti uccisi 16 palestinesi. Nonostante sulla carta le milizie leali ad Al Fatah siano superiori in numero e meglio equipaggiate, Hamas sta avendo la meglio e ora controlla la quasi totalità della Striscia. Meri Calvelli, una dei cinque italiani ancora presenti nella striscia, racconta di fitte sparatorie anche davanti alla sua abitazione a Gaza City. Gli altri quattro italiani sono già stati evacuati dal valico di Eretz verso Israele, ma lei, che non può uscire se non da Rafah, ancora attende le autorizzazioni necessarie e cerca di continuare a lavorare, nonostante sia costretta a ripararsi in casa.

Miliziano di HamasBandiere verdi. I miliziani legati al gruppo islamico hanno preso il controllo dei campi profughi nella parte centrale della Striscia di Gaza e della via che collega il nord al sud. Ancora Hamas ha attaccato l'abitazione di un alto esponente di Fatah, uccidendo otto uomini e, poco dopo, ha fatto esplodere un tunnel sotto il quartier generale della Sicurezza Preventiva della Striscia di Gaza, uccidendo 13 agenti. Altri due uomini di Fatah sono stati uccisi da miliziani di Hamas nel centro della Striscia, insieme a due civili, tra cui una ragazza di 15 anni. Ora dalla maggior parte delle sedi della Sicurezza Nazionale, legate al partito del presidente Abu Mazen, sventolano le bandiere verdi di Hamas. Sventolano persino dall'abitazione abbandonata di Mohamed Dahlan, il noto capo della sicurezza di Fatah a Gaza. Hamas ha quasi conquistato l'intera Striscia di Gaza è la notizia che rimbalza tra le agenzie stampa del mondo. Manca solo il palazzo del presidente a Gaza, il Muntada, per “Cacciare gli infedeli da Gaza”. Così dicono gli uomini di Hamas, definendo infedeli i palestinesi di Fatah. A questo livello è arrivato il confronto fratricida. Hamas ha dato due giorni di tempo agli ufficiali di sicurezza legati a Fatah per deporre le armi: al termine dell'ultimatum, dicono, prenderanno con la forza le strutture rimaste a Fatah. che intanto ha ribadito l'intenzione di uscire dal governo di unità nazionale, creato tre mesi fa.

Miliziano di Hams sul tetto a GazaReazioni. Il ministro degli Esteri palestinese Ziad Abu Amr dice di essere molto preoccupato che gli scontri si allarghino anche alla Cisgiordania, dove la frustrazione della gente per la povertà e la disoccupazione, che tocca il 70 percento, è molto alta. Anche il governo israeliano segue con ansia gli eventi. Il ministro degli Esteri, Tzipi Livni, ha dichiarato che “se Hamas prende il controllo di Gaza, ciò potrebbe condizionare non solo il futuro della Striscia, ma anche la possibilità di raggiungere accordi con Abu Mazen, che non avrebbe più il potere di farli rispettare a Gaza”. La Striscia sembra avviata a diventare il tanto temuto Hamastan, abbandonato dalla comunità internazionale e isolato dalla Cisgiordania. Questa mattina sono stati uccisi anche due impiegati palestinesi dell'Unrwa, e l'organizzazione delle Nazioni Unite per i profughi palestinesi ha deciso di sospendere il lavoro nella Striscia. Sempre questa mattina l'organizzazione per i diritti umani Human rights Watch ha accusato le due fazioni palestinesi di crimini di guerra, per le uccisioni di civili e gli assassinii sommari dei prigionieri compiuti dai miliziani. Hrw accusa intoltre le due parti di avere innescato sparatorie in aree abitate e negli ospedali.

Miliziano di Hamas in un edificio dell'AnpLa rabbia della gente. Questa mattina alcune migliaia di civili palestinesi sono scesi in strada a Gaza per protestare contro le violenze e chiedere un cessate il fuoco, e si sono diretti verso il parlamento di Gaza. Secondo l'emittente al Jazeera, presente sul posto, nel momento in cui il corteo dei pacifisti ha raggiunto una via nella quale si scontravano i miliziani di Hamas e quelli di al-Fatah, alcuni miliziani hanno aperto il fuoco contro ferendo diverse persone. Nelle immagini trasmesse in video, si vedono i miliziani armati a volto coperto aggrediti dalla folla disarmata, con in mano le sole bandiere palestinesi. Diverse donne infuriate hanno preso a calci i miliziani, che sono stati costretti a ritirarsi nelle loro postazioni. È possibile che la reazione della gente, visibilmente esasperata dai combattimenti strada per strada di questi giorni, abbia innescato gli spari dei miliziani sulla manifestazione.
 

Naoki Tomasini

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