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Bandiere
verdi. I miliziani legati al gruppo islamico hanno preso il
controllo dei campi profughi nella parte centrale della Striscia di
Gaza e della via che collega il nord al sud. Ancora Hamas ha
attaccato l'abitazione di un alto esponente di Fatah, uccidendo otto
uomini e, poco dopo, ha fatto esplodere un tunnel sotto il quartier
generale della Sicurezza Preventiva della Striscia di Gaza, uccidendo
13 agenti. Altri due uomini di Fatah sono stati uccisi da miliziani
di Hamas nel centro della Striscia, insieme a due civili, tra cui una
ragazza di 15 anni. Ora dalla maggior parte delle sedi della
Sicurezza Nazionale, legate al partito del presidente Abu Mazen,
sventolano le bandiere verdi di Hamas. Sventolano persino
dall'abitazione abbandonata di Mohamed Dahlan, il noto capo della
sicurezza di Fatah a Gaza. Hamas ha quasi conquistato l'intera
Striscia di Gaza è la notizia che rimbalza tra le agenzie
stampa del mondo. Manca solo il palazzo del presidente a Gaza, il
Muntada, per “Cacciare gli infedeli da Gaza”. Così dicono
gli uomini di Hamas, definendo infedeli i palestinesi di Fatah. A
questo livello è arrivato il confronto fratricida. Hamas ha
dato due giorni di tempo agli ufficiali di sicurezza legati a Fatah
per deporre le armi: al termine dell'ultimatum, dicono, prenderanno
con la forza le strutture rimaste a Fatah. che intanto ha ribadito
l'intenzione di uscire dal governo di unità nazionale, creato
tre mesi fa.
Reazioni. Il
ministro degli Esteri palestinese Ziad Abu Amr dice di essere molto
preoccupato che gli scontri si allarghino anche alla Cisgiordania,
dove la frustrazione della gente per la povertà e la
disoccupazione, che tocca il 70 percento, è molto alta. Anche
il governo israeliano segue con ansia gli eventi. Il ministro degli
Esteri, Tzipi Livni, ha dichiarato che “se Hamas prende il
controllo di Gaza, ciò potrebbe condizionare non solo il
futuro della Striscia, ma anche la possibilità di raggiungere
accordi con Abu Mazen, che non avrebbe più il potere di farli
rispettare a Gaza”. La Striscia sembra avviata a diventare il tanto
temuto Hamastan, abbandonato dalla comunità internazionale e
isolato dalla Cisgiordania. Questa mattina sono stati uccisi anche
due impiegati palestinesi dell'Unrwa, e l'organizzazione delle
Nazioni Unite per i profughi palestinesi ha deciso di sospendere il
lavoro nella Striscia. Sempre questa mattina l'organizzazione per i
diritti umani Human rights Watch ha accusato le due fazioni
palestinesi di crimini di guerra, per le uccisioni di civili e gli
assassinii sommari dei prigionieri compiuti dai miliziani. Hrw accusa
intoltre le due parti di avere innescato sparatorie in aree abitate e
negli ospedali.
La rabbia
della gente. Questa mattina alcune migliaia di civili palestinesi
sono scesi in strada a Gaza per protestare contro le violenze e
chiedere un cessate il fuoco, e si sono diretti verso il parlamento
di Gaza. Secondo l'emittente al Jazeera, presente sul posto, nel
momento in cui il corteo dei pacifisti ha raggiunto una via nella
quale si scontravano i miliziani di Hamas e quelli di al-Fatah,
alcuni miliziani hanno aperto il fuoco contro ferendo diverse
persone. Nelle immagini trasmesse in video, si vedono i miliziani
armati a volto coperto aggrediti dalla folla disarmata, con in mano
le sole bandiere palestinesi. Diverse donne infuriate hanno preso a
calci i miliziani, che sono stati costretti a ritirarsi nelle loro
postazioni. È possibile che la reazione della gente,
visibilmente esasperata dai combattimenti strada per strada di questi
giorni, abbia innescato gli spari dei miliziani sulla manifestazione.
Naoki Tomasini