16/06/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Un'analisi dell'Oms riporta gli effetti dannosi dell'ambiente sulla salute
Chiusi i battenti sul G8, l’ambiente torna al centro dell’attenzione in particolare per gli effetti sulla salute. L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha dedicato al tema la prima analisi, in cui in un Paese dopo l’altro vengono messi sotto la lente i principali fattori di rischio collegati alle condizioni ambientali e stimati gli effetti sulla salute e la mortalità delle popolazioni.

Raccolta di acqua in un Paese africano. Copyright - Who/P. VirotAcqua e inquinamento. In generale sarebbero 13 milioni ogni anno in tutto il mondo i decessi prevenibili con interventi mirati a rendere l’ambiente in cui si vive maggiormente ‘sano’, miglioramenti che per alcune nazioni significherebbero prevenire oltre un terzo del carico complessivo di malattie. Fra i bambini sotto i cinque anni, i tre quarti dei decessi sono conseguenti a malattie con diarrea e infezioni respiratorie (polmoniti). Le zone messe peggio sono in Angola, Burkina Faso, Mali e Afghanistan. In 23 Paesi, oltre il 10 percento delle morti è conseguente a due sole cause: la mancanza di acqua pulita e condizioni igienico-sanitarie adeguate e l’inquinamento degli ambienti chiusi per l’utilizzo di combustibili solidi.

Industrie Mondo povero e mondo ricco. Inquinamento, rischi collegati al lavoro, radiazioni ultraviolette, rumore, rischi connessi all’agricoltura, cambiamenti climatici e dell’ecosistema. Paesi ricchi e Paesi poveri, le vite salvabili sono ovunque. Certo le cause di malattia e l’impatto sono diversi. Il carico maggiore di sofferenza rimane appannaggio dei Paesi a basso reddito, tanto che considerando gli anni di vita in salute persi ogni anno per il singolo abitante (una unità di misura utilizzata in medicina per avere un’idea degli effetti delle malattie), la perdita per questi Paesi è venti volte superiore rispetto a quelli ad alto reddito. Anche in questi ultimi c’è comunque un margine d’azione e viene calcolato come possibile impedire un sesto delle morti. In Italia, per esempio, sarebbero circa 8.400 i morti ogni anno a causa dell’inquinamento.

Prevenire le malattie. Si tratta di stime, valutazioni preliminari dei rischi rappresentati dall’ambiente rispetto alla salute delle popolazioni nelle diverse regioni del mondo, ma utlizzabili dai singoli Paesi per definire con maggiore precisione la propria situazione locale. “Nonostante l’incertezza presente in queste stime, esse indicano l’opportunità di un’azione mirata di prevenzione della malattia”, si legge sul comunicato dell’Oms. Prevenzioni che, si stima, potrebbero per esempio, riducendo l’inquinamento in base alle indicazioni delle linee guida dell’Oms, salvare ogni anno 865mila persone.

 

Valeria Confalonieri

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