stampa
invia
L'aereo. Dal 2001 a oggi, ogni anno l'Fbi ha chiesto al Congresso di finanziare la manutenzione
del Gulfstream V, un modernissimo velivolo dotato dei più sofisticati sistema
di sicurezza, costato 40 milioni di dollari e mantenuto solo quest'anno con 3,6
milioni. Ma se nella richiesta di copertura finanziaria l'aereo era da destinare
a “missioni cruciali” e “situazioni di crisi” in Iraq e in Afghanistan, per trasferire
dei presunti terroristi e raccogliere velocemente informazioni su di loro, in
realtà il jet viene usato per un quarto del tempo – 180 ore di volo l'anno – da
Mueller. Che ci sale per spedizioni mordi e fuggi sicuramente importanti, ma anche
per recarsi ad apparizioni in pubblico, discorsi e visite ufficiali per cui i
suoi predecessori viaggiavano di regola su aerei di linea.
Le reazioni. Secondo alcuni funzionari federali contattati dal Post, i collaboratori di Mueller si premurano di accertarsi che l'aereo non sia occupato
per missioni sul campo, prima che il capo lo prenoti per sé. Il vicedirettore
John Miller difende il suo superiore: “E' il responsabile del ruolo dell'Fbi nella
guerra al terrorismo. Ogni viaggio che fa amplifica la missione operativa del
bureau”, ha detto. Charles Grassley, un repubblicano membro della Commissione finanziaria
del Senato, non la pensa così. “Usare il jet dell'Fbi per andare a tenere discorsi,
quando l'aereo sarebbe destinato a combattere il terrorismo, è un buon modo per
perdere l'approvazione del Congresso. Se l'Fbi vuole un jet per far volare il
suo direttore, non dovrebbe cercare di definire il velivolo un'arma nella guerra
al terrorismo”, ha dichiarato. Alessandro Ursic
Parole chiave: Mueller, Fbi, Gulfstream, antiterrorismo, Congresso