Dieci dicembre. Dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo. C’è un paese,
anzi, un continente, date le dimensioni, che forse è poco aggiornato in materia.
E c’è un libro appena stampato, "Il Libro nero della Cina" che raccoglie documenti e testimonianze presentate da "Reporter senza frontiere",
un'associazione che difende i giornalisti prigionieri e la libertà di stampa nel
mondo.
Se Mao, dice Ostellino nella sua introduzione a questo volume edito da Guerini
e Associati, non aveva capito che per evitare la sclerotizzazione di qualsiasi
apparato, lo strumento più efficace resta il mercato, la libera competizione,
l’ intuizione di Deng Xiaoping è stata quella di mettere il sistema comunista
al servizio dello sviluppo capitalistico, arrivando a un "miracolo economico"
accompagnato da un rigido controllo sociale e politico.
Talmente rigido che quando un gruppo di intellettuali e reduci del 1989 (Tienanmen) si illude di creare un Partito Democratico di Opposizione, i metodi di repressione
sono i soliti, copiati da altre antiche dittature.
Il nuovo gruppo politico, che prima si riunisce clandestinamente, chiede un sistema
elettorale diretto, basato sui principi di Pace, Ragione, Legalità. Quando, nel
1997, arriva Clinton in visita, i componenti di questa nuova realtà politica escono
allo scoperto e chiedono di registrarsi. Mettendo, forse ingenuamente, cinque
di loro su Internet con nome e cognome, autoproclamandosi "Comitato preparatorio".
Vengono subito presi e interrogati per tre ore, la casa di uno di loro devastata,
l’unico partito guida è quello nazionale comunista, tutte le altre associazioni
sono illegali, nasce un regolamento di Gestione delle Organizzazioni sociali.
Wang Youkai, uno dei capi del nuovo partito mai nato, viene condannato a 11 anni
di carcere ed espulso negli Stati Uniti nel 2004.
A pagare, come costo sociale, il miracolo economico sono, nel paese marxista
più grande del mondo, i lavoratori. Incidenti sul lavoro (1200 persone morte nel
primo semestre 2001), miniere che esplodono e crollano per incuria, scarsa manutenzione.
Repressione poliziesca agli operai che cercano di formare sindacati liberi o che
protestano, bambini che lavorano a milioni per pagarsi gli studi o per aiutare
le famiglie.
Fiorente è comunque il settore privato. Alla fine del 97 si contano 960.000 imprese,
che danno lavoro a tredici milioni e mezzo di persone. Nel 1996 l'incremento del
Pil era arrivato al 24,2 per cento, contro lo 0.9 del 1978.
La sequenza del volume è impressionante perché annovera con ordine tutti i mezzi
che il partito unico usa per il controllo. Abbiamo quindi la descrizione, per
chi ha lo stomaco robusto, dei "Laogai", i campi di rieducazione e di lavoro, gli "Abusi politici della psichiatria legale", la grande censura e sorveglianza dei forum di discussione in Internet. Nel
Tibet la Cina ha distrutto conventi e cambiato la storia e la cultura di un popolo
antichissimo, sempre reprimendo e processando.
La seconda parte del volume raccoglie documenti e testimonianze.
Ci troviamo le madri di Tienanmen, come quelle argentine di Piazza di maggio, che piangono ancora la ferita mai chiusa dei figli ammazzati o dei fratelli
spariti. I lavoratori migranti, quelli che arrivano dalle campagne e cercano di
inurbarsi, esclusi dall’istruzione, perché più poveri e svantaggiati a danno di
altri lavoratori poveri ma stabili.
I fuggiaschi del regime Nordcoreano, che scappano dalla fame e dalla mancanza
di libertà, e vengono presi e rispediti al loro paese rischiando morte e campi
di concentramento. Le porte chiuse ai malati di Aids.
Naturalmente la Cina sarà l’organizzatrice dei prossimi Giochi Olimpici, la cui
tradizione è, attraverso lo sport, la fratellanza e il rispetto delle libertà
e delle diversità.
Una cultura molto lontana dal pianeta Cina, ricercato e avvicinato perché è un
vastissimo mercato economico, dove investire e scambiare diventerà prassi normale.
Anche camminando con scarponi chiodati, usando come sistema la totale violazione
dei diritti umani.
Paolo Lezziero