Scritto per noi da
Gianluca Ursini
Una folla di studenti circonda un’auto della polizia, prova a ribaltarla e ad
appiccarle fuoco. Alla fine centinaia di ragazzi riusciranno ad aprire un portello
del veicolo per far scappare una loro collega universitaria arrestata e picchiata
da un funzionario.
In un'altra ripresa, un uomo asserragliato sul tetto di una casa circondata da
cantieri, dopo aver minacciato di appiccarsi fuoco, viene circondato da alcun
agenti e prova a sfuggire alla cattura scaraventando loro addosso di tutto.
Sono due dei video sulle recenti rivolte nelle province cinesi disponibili su
YouTube, il sito di immagini pirata che fa parlare molto di sé negli ultimi mesi anche sui media tradizionali.
Paese che vai.. Sul Web si stanno riproponendo gli stereotipi nazionali.
In Italia abbiamo rivisto in tv filmati goliardici di zingarate liceali in stile
‘Amici Miei’, pubblicate su
YouTube.
Nel Paese del Dragone invece, il sito, che sfugge al controllo del governo di
Pechino, sta diventando uno specchio delle proteste spontanee, in aumento nelle
province meridionali meno sviluppate come nella costa orientale dello sviluppo
più sfrenato, dove ci si oppone alle speculazioni edilizie.
… video che trovi. Come successo a ZhengZhou, sullo Stretto di Formosa, lo scorso venerdì: un moto
spontaneo di protesta di duemila studenti, con cinque arresti. Questo dopo che
una ragazza era stata picchiata dai vigili perché pescata a vendere in strada
per arrotondare un magro stipendio. Nel
video girato da alcuni studenti, si vede la volante che sta portando via la studentessa
circondata dai giovani che gridano “Tiratela fuori!”, provando ad appiccare fuoco
alla vettura. I moti sono andati avanti fino a mezzanotte. Il capo della Polizia
il mattino dopo ha detto che la ragazza si trovava in ospedale in buone condizioni,
ma che un’indagine era stata aperta con l’arresto di quattro agenti e un ispettore,
oltre che due detective destituiti dalla carica
Secchi di orina addosso. E’ anche il caso della singolare protesta d’una coppia che non voleva esser
sfrattata di casa vicino la città nordorientale di Qingdao, sul Mar di Corea.
I due, come risulta da
un altro video, si sono asserragliati sul loro tetto e hanno provato a darsi fuoco, per poi
esser trascinati via dai vigili dopo avergli lanciato contro secchi pieni di escrementi.
La coppia protestava contro l’esproprio della loro casa definita “abusiva” dalle
autorità locali, costruita su un terreno dove doveva sorgere il centro commerciale
del villaggio di Hexi. La figlia dei due ha dichiarato ad un sito dissidente che
la baracca di 40 metri quadri era necessaria alla famiglia perché non sapevano
dove andare a vivere con i due nonni gravemente ammalati.
I giudici della provincia di Shandong hanno poi condannato Yuan Xinyu e la moglie
Zheng Fangshi a 18 mesi di carcere per ‘tentato incendio’, scatenando una manifestazione
dei concittadini dei condannati per chiederne la liberazione.
La nuova Legge sulle Proprietà immobiliari varata in Marzo dall’Assemblea del
Popolo ha lasciato in oscuro parecchie parti sugli espropri della proprietà collettiva,
visto che i diritti sui terreni in Cina sono statali. “La coppia di Hexi aveva
portato prove sulla loro titolarità, per questo hanno ritenuto illegittimo l'esproprio”
spiega l’avvocato Teng Biao al sito ‘Radio Free Asia’.
Il contagio si diffonde. Le proteste nelle ultime settimane hanno avuto un risalto senza precedenti,
nonostante il Ministero degli Interni registri un calo dei protestanti del 22
percento nel 2006. Nel 2004 erano stati 3 milioni e 800mila in 74mila diversi
episodi.
Ancor di più sono gli episodi sfuggiti all’occhio implacabile dei videofonini, ma
riportati dalle cronache scritte; dagli abitanti della città costiera di Xiamen,
autoconvocati per impedire la costruzione di un impianto petrolchimico, alla rabbia
delle donne in Bobai, provincia meridionale povera del Guangxi, contro la politica
del figlio unico e gli aborti forzosi imposti dalla polizia; o come riporta il
China Times, la petizione degli abitanti di Shangai contro una nuova linea del Maglev, il
treno a lievitazione magnetica, verso la città di Hangzhou.