13/06/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Le proteste contro il governo, dalle province Cinesi si diffondono sul Web
Scritto per noi da
Gianluca Ursini
 

Una folla di studenti circonda un’auto della polizia, prova a ribaltarla e ad appiccarle fuoco. Alla fine centinaia di ragazzi riusciranno ad aprire un portello del veicolo per far scappare una loro collega universitaria arrestata e picchiata da un funzionario.
In un'altra ripresa, un uomo asserragliato sul tetto di una casa circondata da cantieri, dopo aver minacciato di appiccarsi fuoco, viene circondato da alcun agenti e prova a sfuggire alla cattura scaraventando loro addosso di tutto.
Sono due dei video sulle recenti rivolte nelle province cinesi disponibili su YouTube, il sito di immagini pirata che fa parlare molto di sé negli ultimi mesi anche sui media tradizionali.
 
La protesta degli studenti a ZheghZhou, nello HenanPaese che vai.. Sul Web si stanno riproponendo gli stereotipi nazionali. In Italia abbiamo rivisto in tv filmati goliardici di zingarate liceali in stile ‘Amici Miei’, pubblicate su YouTube.
Nel  Paese del Dragone invece, il sito, che sfugge al controllo del governo di Pechino, sta diventando uno specchio delle proteste spontanee, in aumento nelle province meridionali meno sviluppate come nella costa orientale dello sviluppo più sfrenato, dove ci si oppone alle speculazioni edilizie. 
 
Poliziotti picchiano un protestante venerdì scorso… video che trovi. Come successo a ZhengZhou, sullo Stretto di Formosa, lo scorso venerdì: un moto spontaneo di protesta di duemila studenti, con cinque arresti. Questo dopo che una ragazza era stata picchiata dai vigili perché pescata a vendere in strada per arrotondare un magro stipendio. Nel video girato da alcuni studenti, si vede la volante che sta portando via la studentessa circondata dai giovani che gridano “Tiratela fuori!”, provando ad appiccare fuoco alla vettura. I moti sono andati avanti fino a mezzanotte. Il capo della Polizia il mattino dopo ha detto che la ragazza si trovava in ospedale in buone condizioni, ma che un’indagine era stata aperta con l’arresto di quattro agenti e un ispettore, oltre che due detective destituiti dalla carica
 
La protesta contro gli aborti forzosi nel villaggio di Shapi nel GuangxiSecchi di orina addosso. E’ anche il caso della singolare protesta d’una coppia che non voleva esser sfrattata di casa vicino la città nordorientale di Qingdao, sul Mar di Corea.
I due, come risulta da un altro video, si sono asserragliati sul loro tetto e hanno provato a darsi fuoco, per poi esser trascinati via dai vigili dopo avergli lanciato contro secchi pieni di escrementi. La coppia protestava contro l’esproprio della loro casa definita “abusiva” dalle autorità locali, costruita su un terreno dove doveva sorgere il centro commerciale del villaggio di Hexi. La figlia dei due ha dichiarato ad un sito dissidente che la baracca di 40 metri quadri era necessaria alla famiglia perché non sapevano dove andare a vivere con i due nonni gravemente ammalati.
I giudici della provincia di Shandong hanno poi condannato Yuan Xinyu e la moglie Zheng Fangshi a 18 mesi di carcere per ‘tentato incendio’, scatenando una manifestazione dei concittadini dei condannati per chiederne la liberazione. 
La nuova Legge sulle Proprietà immobiliari varata in Marzo dall’Assemblea del Popolo ha lasciato in oscuro parecchie parti sugli espropri della proprietà collettiva, visto che i diritti sui terreni in Cina sono statali. “La coppia di Hexi aveva portato prove sulla loro titolarità, per questo hanno ritenuto illegittimo l'esproprio” spiega l’avvocato Teng Biao al sito ‘Radio Free Asia’.
 
Il contagio si diffonde. Le proteste nelle ultime settimane hanno avuto un risalto senza precedenti, nonostante il Ministero degli Interni registri un calo dei protestanti del 22 percento nel 2006. Nel 2004 erano stati 3 milioni e 800mila in 74mila diversi episodi.
Ancor di più sono gli episodi sfuggiti all’occhio implacabile dei videofonini, ma riportati dalle cronache scritte; dagli abitanti della città costiera di Xiamen, autoconvocati per impedire la costruzione di un impianto petrolchimico, alla rabbia delle donne in Bobai, provincia meridionale povera del Guangxi, contro la politica del figlio unico e gli aborti forzosi imposti dalla polizia; o come riporta il China Times, la petizione degli abitanti di Shangai contro una nuova linea del Maglev, il treno a lievitazione magnetica, verso la città di Hangzhou.