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Facilitare il trattamento. Uno degli ostacoli al trattamento dei bimbi
malnutriti è rappresentato dal doversi sottoporre a nutrizione speciale
in ospedale o centri specializzati. Non è sempre facile, infatti, per
le famiglie affrontare e far affrontare ai bimbi il viaggio per
portarli presso i centri, lasciando anche per settimane le loro case.
Inoltre, il ricovero in reparti affollati aumenta il rischio di
infezioni quando alla malnutrizione si associa una riduzione delle
difese immunitarie del bambino. Il nuovo approccio prevederebbe dunque
una combinazione del trattamento ospedaliero con una gestione dei casi
di malnutrizione direttamente nelle comunità, opzione che ha già
portato a un miglioramento nella sopravvivenza dei piccoli in Etiopia,
Malawi, Niger e Sudan. “I 20 milioni di bambini con meno di 5 anni nel
mondo che oggi stanno soffrendo di malnutrizione grave acuta hanno
bisogno urgente di trattamento. Questo approccio integrato dovrebbe
dare un nuovo impulso” ha detto il Direttore generale dell’Oms Margaret
Chan, e ha sottolineato come sia urgente aggiungerlo agli altri
interventi da utilizzare per migliorare la nutrizione e ridurre la
mortalità infantile.
Cibo scarso. Intanto si avvicina la scadenza degli otto Obiettivi di
sviluppo del millennio, stabiliti dalle Nazioni Unite nel 1990. Il
primo mira proprio, oltre alla riduzione della povertà, a dimezzare il
numero di persone che soffrono la fame fra il 1990 e il 2015; ma se la
proporzione dei piccoli gravemente sottopeso appare in diminuzione,
meno del 40 per cento dei 77 Paesi di cui si hanno dati sembra essere
sulla strada giusta verso la meta del 2015. Qualche giorno fa
l’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura delle Nazioni
Unite (Food and Agricolture Organization, Fao) ha segnalato come, per
il raccolto scarso unito a un peggioramento della crisi economica,
oltre due milioni di abitanti dello Zimbabwe hanno di fronte a loro
mesi con scarsità di cibo; inoltre, le persone a rischio potrebbero
diventare il doppio nei primi mesi del 2008, rappresentando quasi un
terzo della popolazione del paese. Passando dall’Africa all’America
Latina, in Bolivia, secondo quanto riportato a fine maggio dalle
Nazioni Unite, un bambino su quattro presenta una malnutrizione
cronica; nel Paese il 60 per cento degli abitanti vive in condizioni di
povertà, circa il 40 è povero al punto da non poter provvedere
all’alimentazione delle famiglie, e il governo ha in programma
progetti mirati nei confronti del quadro di malnutrizione.
Valeria Confalonieri