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La dinamica. É una
domenica di gran festa al Guillermo Ríos Mejía: musica
a tutto volume e passi di danza animano quello che durante la
settimana è un serio collegio per i giovani della zona,
situata nel cuore di quella che fu la famigerata area smilitarizzata
teatro delle trattative di pace del 2001-2002, fra le Forze armate
rivoluzionarie colombiane e il governo di Pastrana, miseramente
franate dopo mesi.
Precedenti. Si tratta
dell'ennesimo atto di sangue per mano militare in un paese devastato
da eccidi e sparizioni, in quanto teatro di una lunga guerra fra guerriglieri
rivoluzionari ed esercito, coadiuvato da paramilitari. Da qualche anno, però,
i familiari
delle vittime hanno trovato il coraggio di unirsi in associazioni
che tentano di ottenere almeno un sostegno economico. Al loro fianco, Ong
internazionali in difesa dei diritti umani, che lavorano con azioni
di pressione sulle istituzioni sovranazionali. È di questi
giorni la notizia che la Corte interamericana di diritti umani ha
ordinato al governo di Bogotá di pagare 5,3 milioni di dollari
entro un anno ai familiari delle 12 vittime del Masacre de la
Rochela, dipartimento di Santender, nordest, uno dei più
cruenti episodi degli ultimi anni, perpetrato da paramilitari e
militari della XIV Brigata, mai condannati.
Accadde nel 1989.
Un gruppo di funzionari giudiziari vennero uccisi perché
investigavano su un altro episodio di sangue avvenuto nell'ottobre
1997, sempre nella regione del Magdalena Medio, e sempre per mano
militare. Diciannove persone, la maggior parte dedita a vendere merce
di contrabbando, venne torturata e fatta sparire da militari del
Battaglione Bárbula e da paramilitari del gruppo del
comandante Henry de Jesus Perez Duran, per ordine del brigadiere
generale Farouk Yanine Diarz. A giustificazione del crimine, il
comandante dichiarò che si trattava di uomini che
trasportavano armi per la guerriglia. Accusa che poi si rivelò
infondata e che innescò, appunto, la strage de La Rochela.
Entrambi i fatti, chiaramente collegati, restano tuttora da chiarire,
dato che gli autori materiali e intellettuali, civili e militari, non
sono stati né indagati né sanzionati penalmente. Stella Spinelli