12/06/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Una fatwa impone ai palestinesi di non emigrare, mentre la violenza imperversa
Non c'è tregua che tenga a Gaza. Dopo un fine settimana contrassegnato dalle violenze, l'accordo per un ennesimo cessate il fuoco, raggiunto lunedì mattina con la mediazione egiziana, è stato annunciato tra i proiettili. La morsa delle violenze e la povertà crescente stanno spingendo sempre più palestinesi a fuggire dai territori ma, per contenere il fenomeno, il muftì dell'Autorità Palestinese ha emesso una fatwa che vieta l'emigrazione.
 
Miliziani per le strade di GazaBotta e risposta. Domenica, miliziani di Hamas hanno gettato un alto esponente di Forza 17, la guardia presidenziale legata ad al Fatah, dal 15mo piano di un palazzo. Poco dopo un imam, fratello di un miliziano di Hamas, è stato ucciso nella sua moschea e un altro membro di Hamas è stato gettato da un edificio di 12 piani. Questa mattina è stato ritrovato il corpo di un altro miliziano di Fatah, giustiziato da uomini di Hamas (anche se fonti del partito islamico sostengono sia stato ucciso per errore da esponenti di Fatah). Nella notte tra domenica e lunedì è stata attaccata anche l'abitazione del premier Haniyeh, che non era in casa. La tregua di lunerdì è stata concordata, tra le altre cose, per consentire a 70 mila giovani studenti palestinesi di recarsi a scuola per sostenere gli esami di maturità, ma -riferisce un testimone locale- "i miliziani che dovevano ritirarsi dalle strade non si sono mossi, così come i cecchini, che rimangono appostati sui tetti di Gaza City. La popolazione civile è bloccata in casa, e i proiettili giungono da tutte le parti. Sparano dal palazzo del presidente Mazen verso il campo di Shati, dove risiede Haniyeh, e viceversa. Miliziani mascherati presidiano le strade mentre altri camminano lungo i muri per non essere colpiti. Nel quartiere di Rimal, a Gaza City, le strade sono presidiate da uomini di Fatah, mentre in altre zone da uomini di Hamas, una divisione che riflette i rapporti di forza nelle diverse parti della Striscia. Da sabato inoltre, si combatte anche a Rafah, nel sud della Striscia, dove l'uccisione di un alto esponente di Fatah ha fatto scoppiare il conflitto con le milizie locali legate a Hamas".
 
Palestinesi in attesa al valico di RafahFatwa. La ripresa degli scontri ha portato all'ennesima chiusura del valico di Rafah, che per i palestinesi è l'unico punto di accesso e di uscita dalla Striscia di Gaza, senza passare per Israele. Negli ultimi mesi migliaia di persone sono rimaste bloccate, in entrata o in uscita, dalle chiusure della frontiera, controllata dai doganieri palestinesi con la supervisione di Israele e dell'Unione Europea. Fonti del ministero degli Esteri palestinese rivelano che dall'inizio dell'anno oltre 10 mila persone hanno chiesto di emigrare dai territori palestinesi, per sfuggire alle violenze e alla povertà, mentre altre 45 mila domande di asilo da parte di palestinesi sono in fase di valutazione negli Stati Uniti e in Europa. Allarmato da questa fuga di massa, il muftì dell'Autorità Palestinese ha emesso una fatwa, un decreto religioso, che condanna l'emigrazione dei palestinesi. “Dichiariamo che l'emigrazione dalla Terra Santa non è consentita dalla legge religiosa -si legge nel testo della fatwa-. Le persone che vivono in quelle zone devono rimanere nelle proprie abitazioni per non abbandonarle nelle mani dei conquistatori. Coloro che obbediranno a questa legge faranno un'azione onorevole e saranno di sostegno per la moschea di Al Aqsa”. La fatwa, che sembra riesumata dal 1948, riguarda soprattutto i giovani che vogliono emigrare per cercare lavoro, un numero che cresce di pari passo con la crisi economica dell'Anp. “Qui nemmeno i laureati trovano lavoro, e chi ce l'ha non riceve un salario dignitoso” spiega un docente universitario di Gaza. Recenti sondaggi rivelano che l'82 percento dei palestinesi si aspetta un peggioramento delle proprie condizioni di vita e il 92 percento non si sente al sicuro a casa propria.
 
Blindati israeliani nella Striscia di GazaRaid. Mentre la guerra civile si fa strada tra la polvere della Striscia di Gaza, non si fermano i raid israeliani che, dal 16 maggio scorso, hanno ucciso 16 civili e 39 miliziani. Il ministro dell'Istruzione palestinese, Mustafa Barghouti, ha duramente criticato Israele per aver respinto le proposte di tregua venute dai palestinesi. “La decisione di continuare a bombardare ignorando ogni possibilità di dialogo” ha dichiarato, “dimostra che non esiste un partner per colloqui di pace sul fronte israeliano”. La stessa accusa che Israele ha mosso per anni nei confronti del defunto Yasser Arafat, e che ancora oggi ripete riferendosi a Hamas. In questo fine settimana l'esercito israeliano è penetrato nel sud della Striscia dove ha spianato campi coltivati e abitazioni, tra cui quella di un noto giornalista palestinese. I soldati israeliani hanno arrestato decine di persone, tra cui un chirurgo dell'ospedale dell'Unione Europea a Gaza, che era intento a curare i numerosi feriti. Nel corso dell'invasione due soldati israeliani sono rimasti uccisi, mentre e un terzo è morto nel corso di un attacco palestinese contro il valico di Kissufim, un'azione dietro le linee israeliane che secondo l'esercito israeliano puntava a replicare quella che portò al rapimento del caporale Shalit, nel giugno 2006.
 

Naoki Tomasini

Articoli correlati:
08/06/2007 Il peccato originale: 40 anni dopo la guerra dei Sei Giorni, i semi d'odio gettati allora non sono ancora stati estirpati
07/06/2007 Verso le spiagge di Tripoli: Da Tripoli a Gerusalemme, i profughi palestinesi continuano a essere tali
06/06/2007 Il Labour e Israele: Dopo il primo turno delle primarie in vantaggio Barak
01/06/2007 Cartolina dall'inferno di Gaza: Video di Alan Johnston: è in buona salute e parla della crisi umanitaria nella Striscia
29/05/2007 Lo sberleffo come arma: Il poeta palestinese Mahmoud Darwish a Torino, tra occupazione e ironia
24/05/2007 Contro Hamas a ogni costo: Continua la pressione di Israele contro Hamas, dopo i bombardamenti gli arresti
21/05/2007 Sei motivi per gli scontri di Gaza: Come si è arrivati all'anarchia violenta di questi giorni a Gaza? Sei ragioni per una crisi
21/05/2007 Gaza, una spirale senza fine?: Ancora scontri e bombardamenti a Gaza, nessuno ascolta gli appelli alla calma
18/05/2007 Questa assurda guerra civile: Fragile tregua a Gaza, un teatro di anarchia sempre più simile alla Somalia
16/05/2007 Gaza, sempre più guerra civile: Ancora una volta la tregua tra milizie palestinesi non ha resistito una notte
12/05/2007 Grilletto facile: Inizia male l'operazione congiunta per la sicurezza a Gaza: 10 feriti negli scontri
09/05/2007 Topolino e al Qaeda in Palestina: La Striscia di Gaza è davvero un feudo dell'islam radicale?
24/04/2007 Di nuovo Qassam: Riprendono i lanci di razzi su Israele. Hamas annuncia la fine della tregua
22/04/2007 Cercasi moderati disperatamente: Lo scrittore palestinese Muin Masri racconta la rabbia di un popolo
Conflitto in quest'area: La scheda paese: Gli argomenti più discussi: Le parole chiave più ricorrenti:
creditschi siamoscrivicicollaborasostienicipubblicità