13/06/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



A rischio negli Usa il memoriale per le vittime del volo United 93: il proprietario del terreno vuole troppi soldi
Il memoriale non c'è ancora, ma le polemiche continuano ad aleggiare sopra il punto dove si schiantò il volo United 93, il “quarto aereo” precipitato negli attentati dell'11 settembre 2001, con 40 persone a bordo più i dirottatori. Le famiglie delle vittime sono impegnate in una battaglia legale con il proprietario del terreno dove dovrebbe sorgere il monumento, accusandolo di aver sparato un prezzo venti volte più alto del valore di mercato per vendere il suo appezzamento, speculando così sul sacrificio dei loro cari.

Il memoriale temporaneo per il volo United 93Memoriale temporaneo. Nel bosco della Pennsylvania dove cadde l'aereo è già presente un memoriale temporaneo, dove migliaia di visitatori vengono a onorare le tombe delle vittime. Ma la costruzione del definitivo Flight 93 National Memorial, sulla carta da anni, non è ancora partita perché non sono ancora stati rilevati i 525 ettari riservati al monumento. Dopo gli attentati, il Congresso autorizzò la costruzione ma la legge non prevede l'esproprio dei terreni, che devono quindi essere volontariamente ceduti dai proprietari. Le trattative con la decina di possidenti coinvolti sono in fase avanzata. Ma una di esse, quella con un imprenditore minerario di nome Michael Svonavec, si è incagliata e promette di andare per le lunghe.

Lo stallo della compravendita. Svonavec possiede i 110 ettari dove già oggi sorge il memoriale improvvisato. Le prime frizioni con le famiglie delle vittime sono iniziate l'anno scorso: l'associazione, che ha ricevuto un milione di dollari dai produttori del film United 93 proprio per comprare i terreni necessari, ha offerto circa mezzo milione a Svonavec, valutando l'appezzamento tra i 4mila e i 5mila dollari l'ettaro. Ma l'imprenditore, secondo il vicepresidente delle famiglie delle vittime Patrick White, ha detto dieci milioni. Da allora, la faccenda è in mano agli avvocati. “Svonavec dice di essere ancora in attesa della stima di un'agenzia a cui ha affidato il compito di calcolare il valore della sua proprietà. Quel che non dice è che l'agenzia è quella di Randall Bell, autodefinitosi 'il perito delle stimmate', specializzato in stime di terreni teatro di disastri e delitti, come le case di O.J. Simpson e JonBenet Ramsey”, dice a PeaceReporter Bill Haworth, un portavoce delle famiglie delle vittime. Svonavec nega di aver mai sparato la cifra di dieci milioni e di voler speculare sul dolore, sostenendo di essere pronto a cooperare con il gruppo dei familiari delle vittime.

La cassetta delle donazioni ''incriminata''La cassetta delle donazioni. Ma due settimane fa l'uomo ha rincarato la dose, installando una cassetta per le donazioni molto “ufficiale” vicino al monumento temporaneo. Contrariamente a quanto pensato da molti turisti, in realtà quei soldi vanno in mano a lui. La mossa ha infastidito le famiglie delle vittime e i dirigenti del Parco nazionale dove sorge il memoriale, che hanno intimato a Svonavec di rimuovere la cassetta. L'imprenditore ha rifiutato l'ultimatum, sostenendo che quei soldi servono per pagare le spese per la sorveglianza – 10mila dollari al mese – che deve sostenere da marzo, quando lo sceriffo della contea ha smesso di farlo. Secondo la dirigenza del parco c'è ben poco da sorvegliare, visto che in sei anni si sono verificati solo due episodi minori di vandalismo. Per sbloccare lo stallo, alla fine è intervenuto lo stato della Pennsylvania, promettendo 120mila dollari in due anni per la sorveglianza del sito. Ma se il braccio di ferro sulla compravendita andrà avanti a lungo, la prevista inaugurazione del memoriale l'11 settembre 2011, a esattamente dieci anni di distanza dalla tragedia, rischierà di saltare.

Alessandro Ursic

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