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Per una manciata di euro. È quello che
sta accadendo a trecento uomini e donne salvadoregni, entrati in un
programma di riabilitazione e rieducazione, che come primo
passo vede proprio la rimozione dei tatoo. Una macchina laser ad aria
fredda, di fabbricazione italiana e donata dall'Unione Europea, cancella per sempre
quei segni
d'appartenenza, senza lasciare cicatrici, indipendentemente dagli anni del
tatuaggio e dal colore della pelle. “E' un'operazione che non
lascia nessuna traccia e cambia le loro esistenze”, ha dichiarato
il medico Carla Sara de Parr, uno dei dottori che lavorano al
Programma integrale di rimozione dei tatuaggi, lanciato dal Consiglio
nazionale di pubblica sicurezza del Salvador.
Chi sono. Secondo
le statistiche del Programma governativo, la maggioranza dei pazienti
sono ex membri della Mara Salvatrucha (Salva da El Salvador e
trucha, trota, per la capacità di sgusciare via come
un pesce dalle mani delle forze dell’ordine) che conta oltre
180mila affiliati distribuiti fra il Salvador, l’Honduras e il
Guatemala, più qualche cellula in Nicaragua. La mara controlla il 70
per cento delle vie migratorie verso il Messico, sfruttando il
narcotraffico e spillando soldi alla povera gente che tenta di
migrare. Assieme alla Mara 18, (dal numero del quartiere salvadoregno
in cui prese origine), si occupa principalmente di ammazzare,
rubare, fare soldi e infrangere la legge di uno stato che non
riconoscono. Secondo le autorità statali, le due bande sono
responsabili del 60 percento di tutti gli omicidi del Paese. Stella Spinelli