10/06/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Chi è Fatah al Islam e come funziona la sicurezza nei campi palestinesi in Libano
Scritto per noi da
Erminia Calabrese
 
Uomini armati che imbracciano un fucile vestendo pantaloni militari, maglietta nera e giubbotto porta proiettili guardano sospettosamente, all’ingresso di un campo profughi, ogni volto non abituale. L’ingresso potrebbe essere quello di un qualsiasi campo di rifugiati palestinesi nel paese dei cedri .
 
Nahr al Bared sotto i bombardamenti dell'esercitoUno stato nello stato. Il nome di questi uomini armati è sconosciuto, così come la loro fazione politica.. Nessuno sa come siano arrivati lì, non ci sono elezioni, né leggi, né regolamenti in un campo profughi. Questi uomini sono addetti alla sicurezza del campo, si dice, perché qui lo stato libanese non entra, in seguito agli accordi del Cairo del 1969, poi annullati ma tacitamente in vigore. Le decisioni nel campo, da allora, sono sempre affidate alle circostanze e ad altri fattori come soldi, armi e affiliazioni politiche che fanno la loro parte, provocando scontri violenti tra gli abitanti del campo e altre forze che costantemente cambiano la loro affiliazione. Sono questi uomini che assicurano la tranquillità e che si fanno carico di ogni problema che possa sorgere nel campo. L’immagine, quella dei soldati, la si vede nella maggior parte dei dodici campi profughi sparsi tra il nord e il sud del paese e che ospitano circa 400 mila palestinesi. “ La sicurezza è affidata alle varie organizzazioni politiche del campo. Ci sono due comitati, uno detto della sicurezza e l’altro chiamato popolare. Ogni partito politico del campo ha un suo membro in questi comitati, ma non ci sono regole fisse, si tratta per lo più di accordi interni tra partiti e chi ha più forza e gode di più sostegno nei campi ha più membri nel comitato”, ripete Kassem Aina, rappresentante di una Ong palestinese che lavora nel campo profughi di Nahr al Bared. “La gente quando ha dei problemi si rivolge all’ufficio del comitato popolare, ma la situazione è complessa, visto che non c’è nessuna legge si vive nel disordine e nell’anarchia, ognuno fa quel che vuole”, dice Marwan Abdulal , membro del partito Fronte Popolare per la liberazione della Palestina nel campo profughi di Mar Elias, alla periferia di Beirut. Nahr al Bared, il campo profughi teatro degli scontri della scorsa settimana tra miliziani di Fatah al Islam e l’esercito libanese, non sfugge alla regola della sicurezza interna. Anche qui, dove il partito politico al Fatah, assieme a quello del Fronte Popolare, godono di larghi consensi, uomini armati controllano ogni ingresso del campo.
 
Soldati libanesiFatah al Islam. Come ha potuto dunque Fatah al Islam sfuggire a questa sicurezza e raggruppare circa 200 uomini e armarsi? “Sono arrivati in questo campo alla fine dell’anno scorso, prima si erano insediati nella Bekaa, poi in alcuni campi di Beirut poi a Baddawi e alla fine sono arrivati qui, a Nahr al Bared e hanno affittato delle case pagando affitti doppi.Dicevano di essere con Fatah al Intifada, un'organizzazione palestinese come tante qui nel campo”, racconta Marwan Abdulal, che è nato e ha vissuto a Nahr al Bared tutta la sua adolescenza. “Dopo alcuni giorni ci siamo resi conto che non erano palestinesi, lo vedevamo dal loro modo di vivere , abbiamo iniziato a chiedere chi erano e da dove venissero, ma molto spesso le nostre domande erano seguite dal silenzio, un lungo silenzio”. “Poi è iniziata a circolare la voce di questo nuovo gruppo salafita sunnita di Fatah al Islam e allora ci sono stati degli scontri nel campo fino ad arrivare poi a quello che è successo in questi ultimi giorni”, ha detto Mohammed, un palestinese di Naher al Bared che si è rifugiato nel campo di Shatila a Beirut. “Questi uomini dicono di non appartenere ad al-Qaeda, dicono di arrivare dall’Iraq, di essere membri dell’esercito islamico iracheno, di essere dei resistenti e di voler combattere contro gli Stati Uniti e Israele, si rifanno all’idea della grande nazione islamica (umma islamiyya) e non hanno niente a che vedere con i palestinesi. Siamo di nuovo delle vittime”, ripete Marwan Abdulal. L’unica relazione tra Fatah al Islam e i palestinesi sembra essere quella della povertà e della miseria.

Profughi palestinesi in fuga dal campoPalestinesi. I palestinesi per legge non possono esercitare più di 70 professioni in Libano, non possono esercitare nessuna professione liberale. Non possono comprare una casa al di fuori del campo, non hanno diritto alla pubblica sanità né ad un passaporto. Dove è la responsabilità dei palestinesi, di chi controlla la sicurezza del campo e dei suoi militanti per quello che è successo a Nahar al Bared? In un paese dove il territorio è strettamente marcato dalla logica delle divisioni, laddove molte aree sfuggono tuttora al controllo dello stato libanese e sono affidate al controllo di “milizie” legate alla comunità, gli uomini di Shaker al Absi hanno trovato una situazione molto incoraggiante La tentazione è stata forte.