Chi è Fatah al Islam e come funziona la sicurezza nei campi palestinesi in Libano
Scritto per noi da
Erminia Calabrese
Uomini armati che imbracciano un fucile vestendo pantaloni militari,
maglietta nera e giubbotto porta proiettili guardano sospettosamente,
all’ingresso di un campo profughi, ogni volto non
abituale. L’ingresso potrebbe essere quello di un qualsiasi campo
di rifugiati palestinesi nel paese dei cedri .
Uno stato nello stato. Il
nome di questi uomini armati è sconosciuto, così come
la loro fazione politica.. Nessuno sa come siano arrivati lì,
non ci sono elezioni, né leggi, né regolamenti in un
campo profughi. Questi uomini sono addetti alla sicurezza del campo,
si dice, perché qui lo stato libanese non entra, in seguito
agli accordi del Cairo del 1969, poi annullati ma tacitamente in
vigore. Le decisioni nel campo, da allora, sono sempre affidate alle
circostanze e ad altri fattori come soldi, armi e affiliazioni
politiche che fanno la loro parte, provocando scontri violenti tra
gli abitanti del campo e altre forze che costantemente cambiano la
loro affiliazione. Sono
questi uomini che assicurano la tranquillità e che si fanno
carico di ogni problema che possa sorgere nel campo. L’immagine,
quella dei soldati, la si vede nella maggior parte dei dodici campi
profughi sparsi tra il nord e il sud del paese e che ospitano circa
400 mila palestinesi. “ La
sicurezza è affidata alle varie organizzazioni politiche del
campo. Ci sono due comitati, uno detto della sicurezza e l’altro
chiamato popolare. Ogni partito politico del campo ha un suo membro
in questi comitati, ma non ci sono regole fisse, si tratta per lo più
di accordi interni tra partiti e chi ha più forza e gode di
più sostegno nei campi ha più membri nel comitato”,
ripete Kassem Aina, rappresentante di una Ong palestinese che lavora
nel campo profughi di Nahr al Bared. “La
gente quando ha dei problemi si rivolge all’ufficio del comitato
popolare, ma la situazione è complessa, visto che non c’è
nessuna legge si vive nel disordine e nell’anarchia, ognuno fa quel
che vuole”, dice Marwan Abdulal , membro del partito Fronte
Popolare per la liberazione della Palestina nel campo profughi di Mar
Elias, alla periferia di Beirut. Nahr
al Bared, il campo profughi teatro degli scontri della scorsa
settimana tra miliziani di Fatah al Islam e l’esercito libanese,
non sfugge alla regola della sicurezza interna. Anche qui, dove il
partito politico al Fatah, assieme a quello del Fronte Popolare, godono
di larghi consensi, uomini armati controllano ogni ingresso del
campo.
Fatah al Islam. Come
ha potuto dunque Fatah al Islam sfuggire a questa sicurezza e
raggruppare circa 200 uomini e armarsi? “Sono
arrivati in questo campo alla fine dell’anno scorso, prima si erano
insediati nella Bekaa, poi in alcuni campi di Beirut poi a Baddawi e
alla fine sono arrivati qui, a Nahr al Bared e hanno affittato delle
case pagando affitti doppi.Dicevano di essere con Fatah al Intifada,
un'organizzazione palestinese come tante qui nel campo”, racconta
Marwan Abdulal, che è nato e ha vissuto a Nahr al Bared tutta
la sua adolescenza. “Dopo alcuni giorni ci siamo resi conto che non
erano palestinesi, lo vedevamo dal loro modo di vivere , abbiamo
iniziato a chiedere chi erano e da dove venissero, ma molto spesso le
nostre domande erano seguite dal silenzio, un lungo silenzio”. “Poi
è iniziata a circolare la voce di questo nuovo gruppo salafita
sunnita di Fatah al Islam e allora ci sono stati degli scontri nel
campo fino ad arrivare poi a quello che è successo in questi
ultimi giorni”, ha detto Mohammed, un palestinese di Naher al Bared
che si è rifugiato nel campo di Shatila a Beirut. “Questi
uomini dicono di non appartenere ad al-Qaeda, dicono di arrivare
dall’Iraq, di essere membri dell’esercito islamico iracheno, di
essere dei resistenti e di voler combattere contro gli Stati Uniti e
Israele, si rifanno all’idea della grande nazione islamica (umma
islamiyya) e non hanno niente a che vedere con i palestinesi. Siamo
di nuovo delle vittime”, ripete Marwan Abdulal. L’unica
relazione tra Fatah al Islam e i palestinesi sembra essere quella
della povertà e della miseria.
Palestinesi. I
palestinesi per legge non possono esercitare più di 70
professioni in Libano, non possono esercitare nessuna professione
liberale. Non possono comprare una casa al di fuori del campo, non
hanno diritto alla pubblica sanità né ad un passaporto. Dove
è la responsabilità dei palestinesi, di chi controlla
la sicurezza del campo e dei suoi militanti per quello che è
successo a Nahar al Bared? In
un paese dove il territorio è strettamente marcato dalla
logica delle divisioni, laddove molte aree sfuggono
tuttora al controllo dello stato libanese e sono affidate al
controllo di “milizie” legate alla comunità, gli uomini di
Shaker al Absi hanno trovato una situazione molto incoraggiante La
tentazione è stata forte.