11/06/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



I maoisti non hanno smobilitato, ma solo cambiato pelle
I maoisti di Prachanda hanno imbrogliato: hanno aggirato gli impegni previsti dagli accordi di novembre, ingannando la missione Onu in Nepal (Unmin). Una truffa che ora rischia di far saltare tutto il processo di pace.
 
Koirala e PrachandaCosa prevedevano gli accordi. L’accordo che lo scorso novembre ha posto fine a dieci anni di guerra civile – costati oltre 13mila morti – prevedeva il confino di tutti i guerriglieri maoisti dell’Esercito di Liberazione Popolare (Pla) in 28 campi gestiti dall’Unmin e lo smantellamento delle strutture di governo parallele che “i rossi” avevano creato nelle zone sotto il loro controllo. In cambio, i maoisti sono entrati nel governo transitorio di coalizione, il quale ha fissato al prossimo 26 novembre la data per l’elezione dell’Assemblea Costituente che disegnerà il nuovo Nepal.
 
Giovani maoistiL’escamotage dei maoisti. Peccato che nei campi siano entrati solo 30 mila guerriglieri del Pla: i più giovani, quelli arruolatisi nell’ultimo periodo. Il grosso dei ribelli – tutti gli ufficiali e i combattenti con maggiore esperienza – è stato “riciclato” in una nuova organizzazione maoista, la Lega dei Giovani Comunisti (Ycl): un movimento giovanile, teoricamente civile e disarmato, creato da Prachanda alla fine dell’anno scorso allo scopo di aggirare gli obblighi dell’accordo di pace che aveva appena firmato. Nella Ycl sono infatti stati travasati tutti i quadri militari e le forze meglio addestrate del Pla, in modo da metterli al riparo dal confino nei campi Onu.
 
Villaggio maoistaAltro che smobilitazione. Con questo semplice stratagemma, la smobilitazione del Pla non ha intaccato l’effettivo potere dei maoisti, che – seppur in borghese e armati solo di armi bianche – hanno mantenuto il pieno controllo delle “zone rosse” in modo da poter condizionare a proprio vantaggio lo storico voto del prossimo novembre. Negli ultimi mesi, i “giovani maoisti” hanno iniziato ad attaccare le forze di polizia che cercavano di penetrare nelle loro zone e hanno iniziato a compiere azioni di cosiddetta “giustizia popolare” contro i “nemici del popolo”: sequestro e uccisione di poliziotti, militari e “collaborazionisti”, confische dei loro terreni e dei loro beni, sequestri di merci di contrabbando e attacchi contro strutture governative.
 
Giovani maoisteTensione crescente. Azioni culminate con il rapimento di Sitaram Prasai, famoso banchiere accusato dal governo di frode: il 3 giugno le guardie rosse lo hanno sequestrato e poi consegnato alla polizia. Un’azione “criminale”, ha tuonato il primo ministro Koirala, suscitando durissime reazioni tra i maoisti che, nelle piazze e nel parlamento di Kathmandu, hanno chiesto al premier di porgere le sue scuse alla Lega dei Giovani Comunisti. “Le parole di Koirala dimostrano che è lui quello che sta dalla parte dei criminali, non noi che li combattiamo”, ha ribattuto Prachanda, respingendo le richieste di fermare “le atrocità” della Ycl e annunciando anzi la sua intenzione di raddoppiarne gli effettivi, portandoli a 250 mila entro pochi mesi.  
 

Enrico Piovesana

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