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I differenti gruppi politici presenti nel paese, infatti, stanno da qualche tempo
discutendo animatamente delle nuove prospettive di lotta per quella che è considerata
l'ultima frontiera della guerra: la lotta senza sosta al terrorismo. Ne è uscita
una specie di modifica alla legge 1160/97, già approvata dalla camera bassa del
parlamento, in attesa di approvazione al Senato.
I commenti. “L'approvazione di queste modifiche alla legge già esistente – raccontano dalla
sede di Allianza Patriotica Socialista (Aps) – permetterà che la repressione possa abbattersi
indiscriminatamente su tutte quelle persone che lottano contro le politiche imperialiste”.
In questo modo, sostengono sempre dalla sede del partito “potranno essere considerati
terroristi tutti quelli che all'interno del Paese stanno da anni lottando per
una migliore situazione sociale e altre rivendicazioni per il nostro popolo”.
Ma il dibattito è aperto e non si concluderà certamente con le manifestazioni,
già previste per questi giorni, che stanno invadendo le strade di Asuncion.
Nel frattempo. Dalle sedi delle organizzazioni sociali si leva alto il grido di protesta e
sono in vista anche altre forme di mobilitazione. “Le nostre iniziative di rifiuto
categorico del progetto di modifica della legge – dicono in un comunicato congiunto
l'Aps, la Federacion nacional campesina e il fronte unito “Por un pais para ma
mayorias” - rispondono all'urgente necessità di unire tutte le forze popolari
del nostro paese. In questo modo potremo affrontare e rifiutare il progetto di
legge antiterrorista che a nostro avviso ha il solo obiettivo di difendere gli
interessi imperialisti statunitensi e rafforzare la criminalizzazione della lotta
popolare in Paraguay”.Alessandro Grandi
Parole chiave: pace, guerra, peacereporter, alessandro grandi, paraguai, leggi antiterrorismo, Allianza Patriotica Socialista,