07/06/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Disastro sfiorato all'alba, quando l'ennesimo aereo militare Usa ha avuto un'avaria al motore
Aerei Usa sulla pista di lancio di SigonellaMinimizzare. L'atterraggio di emergenza che si è verificato questa mattina poco dopo l'alba nella base aerea di Sigonella non ha ricevuto che l'attenzione di poche righe di agenzia. Un lancio secco, essenziale, che riferiva l'episodio come un' "avaria ad uno dei motori segnalata dalla strumentazione di bordo". Il pilota del velivolo militare ha spento il motore per precauzione, e l'atterraggio sulla pista, che per sicurezza già pullulava di mezzi di soccorso, si è svolto senza alcun problema. Anche in ambienti militari - recitano le agenzie stampa - il fatto è stato considerato come "uno dei tanti episodi che si verificano per problemi tecnici, che rientrano di norma nel settore dell'aviazione". Minimizzare è l'atteggiamento più comodo e opportuno da parte dei militari, in circostanze di questo tipo. Ma, quando il riserbo cede il passo alla segretezza, minimizzare è la condotta più irresponsabile. Il segreto militare impedisce di fornire informazioni sul tipo di aereo, sulle caratteristiche del carico a bordo, sulle cause che hanno provocato l'avaria.

Sorvolo pericoloso. Non tranquillizzano le dichiarazioni dei vertici militari italiani e statunitensi. Non rassicurano perché non rassicura sapere che Sigonella è la più grande base aeronavale del Mediterraneo. Che ospita sistemi d'arma pesanti e truppe, munizioni convenzionali e nucleari, equipaggiamento logistico, carburante. Che da qui partono quotidianamente aerei diretti alla baia di Augusta, sede privilegiata della Quarta flotta Usa. Un mese fa, nella baia ha attraccato il sottomarino della classe Los Angeles USS Augusta SSN710 (un reattore nucleare e numerosissimi missili Cruise Tomahawk che possono montare testate atomiche). Non confortano, gli stringati comunicati sulla 'regolarità' con la quale si verificano problemi tecnici ad aerei dei quali non si sa nulla, se non che sorvolano aree densamente popolate, una piana di fertili frutteti, nonché il polo chimico di Melilli-Priolo, la 'petrolandia' siracusana, trasportando chissà quali carichi.

Il polo chimico di PrioloProblemi tecnici. Ne sono occorsi, di problemi tecnici, agli apparecchi che negli ultimi 20 anni si sono levati in volo da Sigonella, o lì sono atterrati. Andando a ritroso, il 12 settembre 2005, a un Orion della Marina Usa andò in avaria un motore mentre stava raggiungendo la pista d'atterraggio. Nessun incidente, per fortuna, ma gli abitanti della piana di Lentini non vogliono nemmeno sapere cosa sarebbe potuto succedere se un velivolo in grado di trasportare bombe nucleari di profondità fosse caduto sulle loro case. All'interno della base precipitò invece, il 27 agosto 2004, un elicottero Chinhook, di quelli visti in azione nei Balcani, in Iraq, in Afghanistan, con il loro carico di uomini o armi. In quell'occasione, quattro militari Usa rimasero feriti. Un altro elicottero per il trasporto truppe piombava il 15 luglio 2003 su un distributore di benzina vicino al centro di Ramacca, in provincia di Catania. Tutti morti i quattro membri dell'equipaggio.

Caccia Usa a SigonellaImpatto misterioso. Tra le decine di incidenti che hanno visto coinvolti mezzi aerei statunitensi, il più misterioso - e forse il più grave - accadde il 12 luglio 1984, quando un quadrigetto 'Starlifter' precipitò nei pressi di Lentini. La vicenda è raccontata da Antonio Mazzeo, attivista pacifista e autore di innumerevoli articoli su Sigonella, sul sito www.terrelibere.org., dal quale citiamo. "Gli statunitensi ostacolarono il soccorso ai mezzi locali e l’indagine fu sottratta alle autorità italiane. Massimo fu il riserbo sul carico trasportato dal velivolo militare (...) la Flight Safety Foundation di Washington ha pubblicato sul proprio data base una scheda descrittiva sull’incidente di Lentini. La fondazione segnala che la destinazione del volo era la base aeronavale di Diego Garcia, Oceano indiano (...) 'Immediatamente dopo il decollo da Sigonella – si legge nella scheda – il motore n. 3 del velivolo accusava una grave avaria, iniziando a emettere dei rottami che causavano il danneggiamento del motore n. 4. I rottami entravano pure all’interno del compartimento di cargo, incendiando un bancale contenente vernici. L’incendio alle merci trasportate produceva uno spesso fumo velenoso che rendeva il controllo visivo dell’aereo estremamente difficoltoso. L’aereo finiva su un ripido terrapieno ed esplodeva ad appena 198 secondi dal decollo. Gli esami tossicologici effettuati dopo l’incidente indicavano che i membri dell’equipaggio avevano ricevuto potenzialmente livelli fatali di cianuro dal fumo assorbito prima dell’impatto'. A seguito di questo incidente l’Us Air Force iniziò a fornire ai piloti dei C141B maschere di ossigeno dotate di occhiali speciali antifumo".

Sulla vicenda sta ancora cercando di far luce la Procura di Siracusa, che dovrà anche scoprire se esiste correlazione tra l'incidente e l'elevato tasso di malformazioni congenite e l’anomalo aumento di patologie leucemiche, tumori al cervello e alla tiroide, registrati tra il 1992 e il 1995 nel comprensorio dei comuni di Lentini, Carlentini e Francofonte.

Luca Galassi

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