scritto per noi da
Dan Rabà
Anni fa, le dinamiche interne del
partito Laburista influenzavano molto da vicino l'andamento della
politica nazionale israeliana, come quando Rabin e Shimon Peres erano
i due leader del partito che si contendevano la direzione. Il
Partito Laburista era un partito centrale per la composizione del
governo e influenzava molte istituzioni e centri di potere.
Rabin e la sua era. Nel novembre 1995 il primo ministro
Rabin morì assassinato da un ebreo fanatico religioso di
destra, che riuscì a ferire a morte insieme all'uomo anche il
sogno di una pacificazione imminente coi palestinesi. Rabin grande
generale e politico metodico, aveva aperto il confronto con i
palestinesi e riconosciuto al-Fatah, il partito di Arafat, come
legittimo rappresentante del popolo palestinese.
Peres, che aveva accettato di essere
suo secondo, continuò da solo la politica degli accordi di
Oslo, ma l'egemonia politica del partito Laburista cominciò a
tramontare. Il grande Timoniere, l'uomo che dava la sicurezza
militare, era caduto. Il grande problema del partito Laburista degli
anni recenti è di non essere riuscito a crescere una nuova
generazione di politici, e dare loro lo spazio per proporre e
lavorare. Si può dire che Peres abbia soffocato una o più
generazioni con la sua eccessiva superiorità politica, la sua
esperienza e le molte conoscenze. Questo logoramento ha portato alla
fine Peres a scontrarsi coi suoi giovani rampanti. Dopo aver perso la
direzione, dopo più di 40 anni di attività, nel partito
Laburista, Shimon Peres preferì lasciare il Partito del Lavoro
ed entrare in un partito di centro, il Kadima (Avanti), influenzato
dal simbolo della destra guerriera di Ariel Sharon fondatore del
medesimo partito.
L'effetto Kadima. Ma il destino ha voluto che Sharon sia
in coma da più di un anno, e il suo nuovo partito non è
decollato, trascinando nel suo insuccesso anche Peres. In queste
primarie tutti i politici rampanti del Partito Havoda' (Lavoro in
ebraico) si scontrano per il comando della nave che sembra affondare.
Il Partito Laburista, che aderisce
dell'internazionale socialista, fino a oggi ha sempre avuto un
rapporto "eccessivo" con l'esercito.
Dal periodo storico della fondazione
dello stato israeliano, quando esercito e movimento politico si
intrecciavano al comando, come successe pure in Italia ai tempi della
caduta del Fascismo, coi partigiani e i gruppi politici che fondarono
la repubblica. Lungo tutta la storia israeliana divenne tradizione
che le massime personalità militari, dopo il congedo, tra i 40
e i 45 anni, entrassero in politica, e la maggior parte di loro lo
faceva nel partito Laburista. Si può dire che è molto
forte l'identificazione del Partito Laburista con l'esercito.
Primarie del Labour. Esaminiamo i candidati di oggi alla
direzione del partito: Ehud Barak - capo di stato Maggiore,
già primo Ministro, con risultati molto negativi. Partecipò
al vertice con Arafat e Clinton, che sembrava potesse portare alla
firma di un accordo, e che finì con una rottura che provocò
la Seconda Intifada (2000). Le virtù del generale, audace
temerario, non sempre si addicono al politico e al diplomatico. Amy Ayalon - comandante
della
Marina, poi comandante dei servizi segreti, promotore di una
iniziativa di pace insieme ad un professore universitario
palestinese. Amir Peretz - ministro della Difesa,
capitano ferito nella guerra del 1967, parte della sinistra pacifista
del Partito, per dieci anni primo segretario del Sindacato, ex
sindaco e cittadino della cittadina di Sderot, vittima da 6 anni di
missili qassam, considerato uno dei colpevoli della gestione
fallimentare dell'ultima guerra in Libano. Ofir Pines-Paz - giovane e brillante
parlamentare, votato tra i primi nelle primarie precedenti, era
ministro, si è dimesso dopo la guerra, dopo i primi risultati
della commissione di inchiesta. Non vuole stare al governo con il
primo ministro Olmert, il primo responsabile della gestione della
guerra. Non ha un passato militare. Dani Iatom - consigliere militare di
Rabin, ex vice comandante dei Servizi Segreti, personaggio di grosso
calibro militare e poco politico.
Il futuro complesso. I risultati delle Primarie portano
Barak al primo posto con 36 percento, Ayalon al secondo posto con 30
percento, Peretz al terzo posto con 16 percento, Pines-Paz al quarto
posto con 8 percento, Iatom al quinto posto con il 2 percento.
Nessuno ha raggiunto il 40 percento, e perciò ci sarà
un ballottaggio. Le affermazioni dei candidate non sono state chiare
e anche sono risultate poco brillanti, l'atmosfera ha diviso il
partito e non ha trovato il leader.
Ora ci sarà, tra circa una
settimana, il ballottaggio tra Barak e Ayalon. Si dovranno contendere i voti dei
candidati eliminati, si prevede una leggera possibilitàdi
vittoria per Ayalon, tutto dipende se gli iscritti andranno
nuovamente alle urne.
Il vincitore sostituirà Amir
Peretz come ministro della Difesa e il suo ruolo sarà centrale
nella decisione di fare cadere questo governo o meno: salvare Olmert con la percentuale
di
supporto popolare minore di quella di Bush, o farlo cadere. In Parlamento il governo
Olmert ha la
maggioranza (di destra). La caduta del governo rischia di
riportare al potere Netanyahu, che e' ancora piùdi destra
(politica militare più decisa, con privatizzazioni e taglio
degli aiuti alle classi deboli). La crisi del Partito Laburista è
la crisi della sinistra israeliana, e della politica della
trattativa. Dopo la morte di Rabin e quella di Arafat, i due popoli
non hanno un governo forte, non hanno credibilità, non hanno
la capacità nemmeno di trattare. Lo scontro militare si
inasprisce e si fa più violento.
Un progetto di Pace sembra poco
proponibile. E a chi proporlo?