Un ciclone terrorizza l'Oman. E il mercato del petrolio
L'hanno chiamato Gonu, e la popolazione
dell'Oman lo teme come l'uomo nero delle favole.
Gonu è il ciclone tropicale che
incombe sul Sud-Est della penisola araba, sulle coste dell'Oman, con
raffiche di vento che hanno raggiunto i 200 chilometri orari e onde
alte 12 metri. Classificato in un primo momento in classe 5, che
indica il massimo grado di pericolo per fenomeni naturali di questo
tipo, è stato poi retrocesso in classe 4, ma non per questo
preoccupa di meno.
Paura a Muscat. Oggi
arriverà, secondo gli esperti, sulla capitale del sultanato
Muscat per le 19 ora locale (le 17 in Italia), e dovrebbe poi
proseguire verso Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita e Iran, dove
sono state evacuate le popolazioni residenti lungo le coste sul Golfo
di Oman e sullo Stretto di Hormuz. A differenza di altre zone del
mondo, nella regione non c'è una grande tradizione nello
gestire queste emergenze climatiche. L'ultima perturbazione di questa
potenza risale al 1977, ma il ciclone più devastante
registrato nella storia moderna dell'Oman risale al 1890, quando 700
persone morirono nella catastrofe che seguì il passaggio di un
ciclone simile a Gonu. Le precauzioni del caso, da parte del governo
di Muscat, sono state prese e sono 7mila i soccorritori già
mobilitati, ma il panico si è diffuso tra la popolazione e
sono già migliaia le famiglie in fuga dai villaggi costieri
verso l'interno. In particolare è l'isola di Masira a essere
interessata dalla perturbazione, la stessa devastata nel 1977.
Il barometro dell'oro nero. Una
perturbazione del genere, in una regione del genere, non poteva non
interessare il mercato del petrolio. Alla sola notizia
dell'approssimarsi della perturbazione, il prezzo di un barile di
greggio è schizzato a 70 dollari. L'Oman è un terminale
importante del commercio di gas e petrolio, ma il cattivo tempo ha
costretto a chiudere i battenti a tutti i punti di stoccaggio del
paese. Alcuni esempi: il terminal per
l'esportazione del petrolio Mina al-Fahal, dove passano i 650.000
barili che ogni giorno il Paese esporta, è stato chiuso fino a
data da destinarsi e anche il Sur, altro terminal di esportazione, da
cui partono ogni anno 10 milioni di tonnellate di gas naturale
liquido, è stato chiuso insieme con il porto Sultan Qaboos.
Ch.E.