06/06/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Un ciclone terrorizza l'Oman. E il mercato del petrolio
L'hanno chiamato Gonu, e la popolazione dell'Oman lo teme come l'uomo nero delle favole.
Gonu è il ciclone tropicale che incombe sul Sud-Est della penisola araba, sulle coste dell'Oman, con raffiche di vento che hanno raggiunto i 200 chilometri orari e onde alte 12 metri. Classificato in un primo momento in classe 5, che indica il massimo grado di pericolo per fenomeni naturali di questo tipo, è stato poi retrocesso in classe 4, ma non per questo preoccupa di meno.

il ciclone gonu fotografato dai satellitiPaura a Muscat. Oggi arriverà, secondo gli esperti, sulla capitale del sultanato Muscat per le 19 ora locale (le 17 in Italia), e dovrebbe poi proseguire verso Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita e Iran, dove sono state evacuate le popolazioni residenti lungo le coste sul Golfo di Oman e sullo Stretto di Hormuz. A differenza di altre zone del mondo, nella regione non c'è una grande tradizione nello gestire queste emergenze climatiche. L'ultima perturbazione di questa potenza risale al 1977, ma il ciclone più devastante registrato nella storia moderna dell'Oman risale al 1890, quando 700 persone morirono nella catastrofe che seguì il passaggio di un ciclone simile a Gonu. Le precauzioni del caso, da parte del governo di Muscat, sono state prese e sono 7mila i soccorritori già mobilitati, ma il panico si è diffuso tra la popolazione e sono già migliaia le famiglie in fuga dai villaggi costieri verso l'interno. In particolare è l'isola di Masira a essere interessata dalla perturbazione, la stessa devastata nel 1977.

il lungomare della città di muscatIl barometro dell'oro nero. Una perturbazione del genere, in una regione del genere, non poteva non interessare il mercato del petrolio. Alla sola notizia dell'approssimarsi della perturbazione, il prezzo di un barile di greggio è schizzato a 70 dollari. L'Oman è un terminale importante del commercio di gas e petrolio, ma il cattivo tempo ha costretto a chiudere i battenti a tutti i punti di stoccaggio del paese. Alcuni esempi: il terminal per l'esportazione del petrolio Mina al-Fahal, dove passano i 650.000 barili che ogni giorno il Paese esporta, è stato chiuso fino a data da destinarsi e anche il Sur, altro terminal di esportazione, da cui partono ogni anno 10 milioni di tonnellate di gas naturale liquido, è stato chiuso insieme con il porto Sultan Qaboos.
 
Ch.E. 
Parole chiave: christian elia, oman, muscat, ciclone gonu
Categoria: Ambiente, Economia
Luogo: Oman