La dura vita dei migranti Oromo, che fuggono dall'Etiopia per recarsi nello Yemen
La
popolazione Oromo nello Yemen ha fatto appello alle organizzazioni
internazionali e ai gruppi per i diritti civili per difendere i loro
diritti e per garantire la propria sicurezza nel paese. Il loro
portavoce ha spiegato a Irin che conducono un’esistenza
infelice nello Yemen e vivono nel terrore della deportazione.

Mohammed
Mousa, 27 anni, un Oromo che possiede una carta d’identità
della comunità somala, lavora in uno stabilimento per il
trattamento dei liquami a Sanaa. Ha raccontato a Irin che in aprile un
gruppo di giovani yemeniti lo ha aggredito dopo che aveva ritirato lo
stipendio. "Mi hanno picchiato duramente, la mia testa
sanguinava. Mi hanno rubato tutto lo stipendio (circa 50 dollari) e
poi sono scappati. Se fossi fuggito o se mi fossi rifiutato di dar
loro i soldi, sarei stato accusato di furto. Se poi fossi andato alla
polizia, mi avrebbero arrestato perché sprovvisto dei
documenti di identità. É una vita di umiliazioni” ha
aggiunto. Mona Tareq, una donna di 35 anni appartenente alla comunità
Oromo di Sana ha perso il marito pochi giorni fa per via di un
problema ai reni. Non avevano abbastanza soldi per pagare
l’operazione necessaria a salvare la vita del marito. Mona ora vive
da sola ed afferma di non avere notizie dei cinque figli in Etiopia.
"Sono stata isolata dalla mia famiglia. Se ritorno a casa verrò
giustiziata (dal governo etiope) perché sostengo
l’opposizione.
Persecuzione.
Gli Oromo affermano di essersi spostati nello Yemen a causa delle
persecuzioni del governo etiope. "Siamo venuti nello Yemen per
sfuggire alle persecuzioni, torture e uccisioni del governo etiope”
ha spiegato a Irin Jamal Abdowaday, un capo Oromo di Sanaa. Le
autorità etiopi negano e affermano che gli Oromo nello Yemen
sono solo degli emigranti per motivi economici.
Deportazione.
Ameen Mohammed, un impiegato dell’ufficio immigrazione nello
Yemen ha dichiarato ad Irin che il governo yemenita non tratta gli
Oromo come i somali in cerca di asilo.
"Loro
(gli Oromo) sono degli emigranti economici. Le autorità
deportano coloro che entrano nello Yemen illegalmente” ha aggiunto.
Pochissimi Oromo sono in possesso dei documenti per i rifugiati. La
maggior parte possiede dei documenti emessi dalla comunità
somala nello Yemen ha detto Abdowaday, aggiungendo: "gli Oromo
vivono nel terrore di essere deportati in Etiopia dalle autorità
yemenite dato che non sono ritenuti dei rifugiati." Ha spiegato
che quando gli Oromo arrivano nel paese le autorità li
arrestano e poi li deportano. Ecco perché preferiscono evitare
i campi profughi. Secondo lui, gli Oromo - come i somali - arrivano
nello Yemen dal mare. "Vengono introdotti illegalmente. Alcuni
sono arrestati dalla guardia costiera dello Yemen mentre altri
riescono a sbarcare senza essere visti.”
Asserzione
di discriminazione. Gli Oromo denunciano di essere maltrattati
dai locali. "Siamo vessati, arrestati e discriminati” racconta
Abdowaday. "I nostri figli non possono andare a scuola. Sono
privati dell’educazione… Sono ormai come animali confinati in
spazi ristretti. Non possono giocare in strada per paura di essere
picchiati o infastiditi dai bambini locali” continua Abdowaday.
Quando
vengono maltrattati, hanno paura di sporgere denuncia alla polizia
per paura della deportazione dato che non hanno i documenti ufficiali
per i rifugiati. Anche quando devono affittare una casa, i
proprietari richiedono la carta d’identità o i documenti
profughi, che per la maggior parte non hanno. Ameen Mohammed nega che
ci siano delle discriminazioni nei confronti degli Oromo: "Non
c’è alcuna discriminazione nei loro confronti. Ci rifacciamo
alla legge se la violano. Se si trovano nei guai, applichiamo la
legge e ricevono giustizia se vengono infastiditi. Anche quando sono
in stato di fermo per essere arrivati illegalmente, verifichiamo se
hanno le caratteristiche per ottenere lo stato di rifugiati. In caso
di esito positivo, garantiamo per loro."
Traduzione di Silvia Carlini