05/06/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Il gruppo terroristico terminerà il cessate il fuoco alla mezzanotte di oggi. Zapatero: niente pace con la violenza

Guerriglieri dell'EtaNegoziato interrotto. Con l'affermazione della volontà di 'agire su tutti i fronti in difesa di Heuskal Herria (Paese Basco, ndr)' l'organizzazione terroristica spagnola Eta ha annunciato per la mezzanotte di oggi la fine del cessate il fuoco che aveva proclamato unilateralmente il 22 marzo dell'anno scorso. La ripresa della lotta armata per l'indipendenza è stata resa nota in un messaggio inviato al quotidiano basco 'Berria'. L'Eta precisa che la fine della tregua avverrà perchè "non esistono le condizioni minime per continuare il negoziato con il governo" guidato dal premier Jose Luis Rodriguez Zapatero e accusato di aver risposto al cessate il fuoco dell'organizzazione con "arresti, torture e persecuzioni".

Poliziotto per le strade di BilbaoElezioni 'antidemocratiche'. L'annuncio, anticipato ieri dai servizi segreti spagnoli, potrebbe significare l'imminenza di un altro grosso attacco da parte dei separatisti baschi. Dopo più di un anno dal cessate il fuoco, interrotto però cinque mesi fa dall'attentato all'aeroporto di Madrid-Barajas, del quale l'organizzazione si assumeva piena responsabilità, l'Eta accusa Zapatero di aver trasformato la sua posizione in un atteggiamento "fascista, che lascia i partiti e i cittadini senza diritti". Il riferimento è alle ultime elezioni amministrative, definite "antidemocratiche" perché "la giustizia spagnola ha lasciato migliaia di cittadini e la sinistra Abertzale fuori da consultazioni antidemocratiche che non hanno legittimità alcuna". Centinaia di candidati di due partiti nazionalisti baschi (Abertzale Sozialistak e Accion Nacionalista Vasca) sono stati esclusi dalla Corte costituzionale perchè accusati di infiltrazioni da parte del partito Batasuna, formazione al bando da ben cinque anni.

Jose Luis Gonzales Zapatero"Non cederemo". Scuro in volto, con al fianco la sua vice, Fernandez de la Vega, Zapatero è apparso in televisione poco prima delle 11 di stamani per leggere un messaggio istituzionale nel quale l'organizzazione terroristica viene accusata di aver nuovamente commesso un grosso errore "in quanto - ha detto Zapatero - la decisione va in una direzione diametralmente opposta a quella che intendono percorrere la società basca e quella spagnola, un cammino che può essere cominciato e seguito con la rinuncia completa alla violenza". Il Primo ministro ha inoltre ribadito la necessità e la speranza che l'appoggio al governo di tutti i gruppi politici sia adesso 'unanime'. "Siamo un Paese forte - ha spiegato il capo dell'esecutivo -, la nostra società ha dimostrato che la sua forza non è stata intaccata dal dolore, e lo dimostrerà nuovamente, senza cedere alle minacce o alle sfide di chi intende sottometerla".

Polizia nei Paesi BaschiSperanza infranta. Precedentemente all'annuncio, il gruppo terroristico aveva cominciato una nuova campagna di estorsione, inviando lettere agli impresari dei Paesi Baschi e chiedendo fino a 150 mila euro per "contribuire al processo di liberazione e di costruzione di Heuskal Herria". L'Eta, organizzazione creata negli anni '60 per l'indipendenza dei Paesi Baschi, ha ucciso più di 800 persone dall'inizio della sua attività. Dopo il rifiuto del negoziato da parte del governo Aznar, nel 2006 Zapatero aveva avviato un processo di pace con i nazionalisti, alimentando la speranza che il partito Batasuna - considerato il braccio politico dell'Eta - potesse tornare alla legalità ponendosi come interlocutore ufficiale per il dialogo. Speranza resa vana dopo l'attentato all'aeroporto di Barajas, che ha ucciso due cittadini ecuadoriani e posto il governo socialista sotto il fuoco di fila dell'opposizione.

Luca Galassi

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