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Routine. La cosiddetta routine è
l'ennesima re-invasione del territorio, la cui sovranità è
stata affidata all'Autorità Nazionale Palestinese nell'estate
del 2005. I militari, riferisce l'agenzia palestinese Maan, hanno
compiuto perquisizioni nelle abitazioni, arresti e interrogatori,
mentre i bulldozer spianavano alcune aree a ridosso del confine,
probabilmente in cerca dei cunicoli usati dalle milizie per il
contrabbando di armi. L'ennesima invasione segue un fine settimana
che ha visto un netto calo dei lanci di razzi Qassam contro la
cittadina di Sderot, nel Negev israeliano. Nella notte tra ieri e
oggi non ne è stato sparato nemmeno uno, e questo ha spinto
diversi organi di stampa a ipotizzare che fosse in corso un qualche
genere di trattativa tra le parti. Ma un ufficiale della sicurezza
palestinese ha smentito l'ipotesi sostenendo che la tregua nel lancio
di razzi è dovuta all'opera del presidente palestinese Abu
Mazen e del mediatore egiziano Omar Suleiman.
Tregua. Sempre in questo fine
settimana, il vice capo politico di Hamas, Moussa Abu Marzouk, aveva
ventilato sul quotidiano egiziano Al Ahram, l'ipotesi di una nuova
tregua con Israele, della durata di un anno. Hamas aveva già
rinunciato agli attentati dal gennaio 2005 fino all'estate 2006, ma
in quel periodo il governo di Israele ha continuato i bombardamenti,
le invasioni, l'embargo economico e gli arresti dei leader del
movimento islamico, democraticamente eletto nel gennaio 2006. Anche
questa volta il premier israeliano Olmert ha rifiutato l'ipotesi
della tregua: “Alla luce del calo dei lanci di razzi Qassam -ha
dichiarato- voglio chiarire che non stiamo facendo alcun negoziato e
non cambieremo le modalità delle nostre operazioni. Le forze
di sicurezza continueranno a operare contro i terroristi sia nella
Striscia di Gaza che in Cisgiordania. Nessuno è immune. Le
operazioni stanno portando i risultati sperati e continueranno finché
ciò contribuirà ai nostri interessi di sicurezza”.Naoki Tomasini