Questa è la lettera con cui Cindy Sheehan, da due anni la "faccia" del movimento
pacifista statunitense, ha comunicato la sua decisione di ritirarsi dalla scena
pubblica. L'intervento della "mamma della pace", il cui figlio Casey è morto a
Baghdad nell'aprile 2004, è stato pubblicato lunedì 28 maggio su DailyKos, il
più importante blog liberal negli Usa.

Ho dovuto sopportare tanto odio e ogni sorta di insulti da quando Casey è stato
ucciso, soprattutto da quando sono diventata “la faccia” del movimento americano
contro la guerra. Da quando poi ho sciolto qualsiasi legame con il Partito Democratico,
sono stata ulteriormente infamata su alcuni “blog liberal” come il Democratic
Underground. Tanto per citare i commenti più gentili, sono stata definita “una
che è disposta a tutto pur di stare al centro dell’attenzione”ed è stato detto
che la mia uscita di scena sarebbe salutata come “una liberazione”.
Sono giunta a delle conclusioni molto dolorose in questo Giorno della Memoria.
Conclusioni che non sono estemporanee, ma che sono il risultato di riflessioni
di circa un anno. Conclusioni alle quali sono giunta lentamente e con riluttanza
perché sono per me strazianti.
La prima conclusione alla quale sono giunta è che sono stata gradita alla cosiddetta
sinistra sino a quando ho limitato le mie proteste a George Bush e al Partito
Repubblicano. La destra mi ha calunniata e mi ha etichettata come “uno strumento”
del Partito Democratico per rendere marginali me e il mio messaggio. Come poteva
una donna avere un pensiero originale e agire al di fuori del nostro sistema bipartitico?
Tuttavia, quando ho cominciato a misurare il Partito Democratico con lo stesso
metro che avevo usato per il Partito Repubblicano, il sostegno alla mia causa
è cominciato a diminuire e “la sinistra” mi ha rivolto le stesse offese usate
dalla destra. Immagino che nessuno mi abbia prestato attenzione quando dissi che
parlare di pace e di persone che muoiono senza motivo non vuol dire parlare di
“destra o sinistra”, ma di ciò che è giusto e di ciò che è sbagliato.

Mi ritengo una radicale perché credo che la politica di partito debba essere
messa da parte quando centinaia di migliaia di persone muoiono per una guerra,
basata su menzogne, che è sostenuta dai Democratici e dai Repubblicani allo stesso
modo. Mi stupisce come persone che sono acute sui temi in questione e che riescono
a individuare, con la precisione di un raggio laser, menzogne, mistificazioni
ed espedienti politici in un partito, si rifiutino di riconoscere le stesse cose
all’interno del proprio. La fedeltà cieca a un partito è pericolosa, da qualsiasi
parte essa si collochi. Il mondo ritiene noi Americani dei buffoni perché permettiamo
ai nostri politici tanta libertà omicida e se non troviamo alternative a questo
corrotto sistema bipartitico, la nostra Repubblica Rappresentativa morirà e sarà
rimpiazzata da ciò verso il quale stiamo già rapidamente dirigendoci senza che
nessuna garanzia costituzionale riesca a rallentare la corsa: una terra desolata
dominata dal corporativismo fascista. Vengo demonizzata perché quando guardo una
persona, non guardo all’appartenenza politica o alla nazionalità, guardo al suo
cuore. Se agiscono, parlano, si vestono e votano come dei Repubblicani, dovrebbero
meritare sostegno solo perché si fanno chiamare Democratici?
Sono anche giunta alla conclusione che se faccio quello che faccio perché sono
“disposta a tutto pur di stare al centro dell’attenzione”, vuol dire che l’impegno,
per me, è una necessità. Ho investito tutto quello che ho per cercare di portare
giustizia e pace in un paese che non vuole né l’una né l’altra. Di solito, se
qualcuno le vuole entrambe, è disposto al massimo a partecipare a marce di protesta
o a sedere davanti al computer per criticare gli altri, ma non di più. Io ho speso
ogni centesimo del denaro ricevuto, da un paese “grato”, quando mio figlio è stato
ucciso, così come ogni centesimo dei compensi da allora ottenuti con i miei discorsi
pubblici o con la vendita dei libri. Ho sacrificato un matrimonio di 29 anni e
sono stata a lungo lontana dal fratello e dalle sorelle di Casey. La mia salute
ne ha risentito e ho ancora da saldare il conto dell’ospedale dalla scorsa estate,
quando fui sul punto di morire, perché ho usato tutte le mie energie per cercare
di impedire a questo paese di continuare a massacrare degli innocenti. Sono stata
offesa in tutti i modi che menti piccine sono riuscite a concepire e sono stata
più volte minacciata di morte.
Ma la conclusione più devastante alla quale sono giunta questa mattina è che
Casey è davvero morto per nulla. Il suo sangue prezioso è stato versato lontano
dalla sua famiglia che lo ama, ucciso dal suo stesso paese, riconoscente nei confronti
della macchina da guerra che la governa e che controlla anche i nostri pensieri.
Da quando è morto, ho cercato di dare un senso al suo sacrificio. Casey è morto
per un paese al quale interessa più sapere chi sarà il prossimo vincitore di American
Idol che quante persone saranno uccise mentre i Democratici e i Repubblicani giocano
alla politica con le vite umane. Mi è così doloroso riconoscere che ho accettato
questo sistema per così tanti anni e che è toccato a Casey pagare il prezzo di
questa fedeltà. Ho tradito il mio ragazzo e ed è ciò che mi fa più male.

Ho anche cercato di lavorare all’interno di movimenti pacifisti, dove spesso
si mette il proprio ego al di sopra della pace e della vita umana. Questo gruppo
non lavora con quello; se a un evento c’è lei, lui non ci va; e poi, perché l’attenzione
è sempre e comunque su Cindy Sheehan ? Come si fa a lavorare per la pace quando
all’interno dello stesso movimento che ne porta il nome ci sono tante divisioni?
Uomini e donne coraggiosi del nostro paese sono stati abbandonati in Iraq a tempo
indeterminato da leader codardi che li muovono come pedine su una scacchiera di
distruzione e la popolazione irachena è condannata a un destino a volte anche
peggiore della morte da leader preoccupati più delle elezioni che della gente.
Poi, tra cinque, dieci o quindici anni le nostre truppe torneranno zoppicanti
a casa con un’altra umiliante sconfitta e, dopo dieci o venti anni, i figli dei
nostri figli vedranno i loro cari morire senza motivo, perché i loro nonni avevano
accettato questo sistema corrotto. George Bush non sarà mai messo in stato d’accusa
perché, se i Democratici scavassero un po’ più in profondità, potrebbero portare
alla luce qualche scheletro scomodo dai propri armadi. Così il sistema si perpetuerà
in eterno.
Io prendo le mie cose e torno a casa. Torno a casa per continuare a essere una
madre per gli altri miei figli e per recuperare parte di ciò che ho perso. Cercherò
di conservare e alimentare alcune relazioni molto positive, frutto del viaggio
che mi sono imposta di compiere quando Casey è morto. Tenterò anche di rimettere
in piedi quelle relazioni che sono andate in pezzi da quando ho iniziato questa
crociata solitaria per provare a cambiare un paradigma che è ormai, temo, scolpito
in un marmo immutabile, immodificabile e menzognero.
Camp Casey ha svolto la sua funzione, ora è in vendita. C’è qualcuno interessato
ad acquistare bei cinque acri di terra in Crawford, Texas? Prenderò in considerazione
qualsiasi offerta ragionevole. Ho sentito dire che anche George Bush andrà via
presto … quindi il terreno acquisterà più valore.
Questa è la mia lettera di dimissioni da “faccia” del movimento americano contro
la guerra, ma non è una resa. Non cesserò mai di cercare di aiutare la gente nel
mondo danneggiata dall’impero della cara vecchia America, ma smetto di lavorare
all’interno o all’esterno di questo sistema. Questo sistema resiste tenacemente
a qualsiasi forma di aiuto e divora tutti coloro che gliene offrono. Ne rimango
fuori prima che consumi interamente me, coloro che amo o ciò che rimane delle
mie risorse.
Addio America, non sei il paese che amo e, per quanto possa sacrificarmi, ho
finalmente capito che non posso renderti quel paese senza che tu lo voglia.
Adesso tocca a te.
Cindy Sheehan