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Gli otto partiti della coalizione di governo nepalese hanno fissato la data per eleggere l'assemblea costituente. I membri dell'organo che dovrebbe decidere il futuro dell'attuale monarchia e gettare le basi per un nuovo sistema politico verranno sottoposti al vaglio degli elettori il 26 novembre prossimo.
Svolta storica. La commissione elettorale nepalese incaricata di organizzare le elezioni ha
deciso di posticiparne la data, inizialmente fissata a giugno, per poter apportare,
entro le prossime due settimane, alcune modifiche alla Costituzione ad interim
finalizzate a delineare un quadro per la nuova legge elettorale. Le consultazioni
rappresenteranno una svolta storica, in un Paese che solo un anno fa ha visto
cessare un sanguinoso conflitto tra i ribelli maoisti e le forze governative che
ha provocato 13 mila morti in poco più di dieci anni. Re Gyanendra, dominus assoluto
della piccola monarchia himalayana fino all'aprile dello scorso anno, fu costretto
a rinunciare al potere in seguito a violente manifestazioni di protesta e di fatto
esautorato dall'incarico. Adesso i maoisti chiedono che il re venga definitivamente
rimosso e il Nepal diventi una repubblica prima delle elezioni.
Azioni maoiste. "Riteniamo che non sia possibile tenere elezioni senza che il Parlamento abbia dichiarato il Paese una repubblica, pertanto abbiamo inviato una nota di dissenso agli altri partiti della coalizione che hanno fissato la data delle votazioni". Intanto, nonostante l'arsenale dell'esercito e dei ribelli sia sotto la supervisione di osservatori dell'Onu, nel sud del Paese continuano le azioni dei miliziani maoisti. Decine di ettari di terra appartenenti a un medico in pensione dell'esercito nepalese sono state confiscate nel distretto di Bardiya. Nell'azione sono rimaste ferite 14 persone. Un attentato all'impianto energetico di Donkarai, nel distretto orientale di Godavari, è stato attribuito ad alcuni giovani appartenenti al Partito comunista maoista.
Luca Galassi