04/06/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Uribe intende sbloccare la paralisi politica liberando tutti: guerriglieri, paras e politici corrotti
Scritto per noi da
Simone Bruno
 
Quando il poliziotto John Frank Pinchao è emerso dalla selva affamato e con le mani e i vestiti tagliati dalla fitta vegetazione, dieci giorni prima era scappato dai suoi sequestratori, i guerriglieri delle Farc (Forze armate rivoluzionarie colombiane). La sua cattività è durata 9 anni e una volta soccorso ha raccontato delle terribili condizioni in cui vivono i numerosi sequestrati, confermando anche che Ingrid Betancourt, sequestrata da 5 anni, è viva e sta bene e che Clara Rojas, sequestrata con lei, ha un bambino di tre anni, che ha quindi il non invidiabile record di essere l’ostaggio più giovane al mondo.
Pinchao sarà probabilmente molto confuso, e non solo per il lungo periodo di detenzione e dal terribile viaggio verso la libertà, ma anche per quello che ha trovato nel suo paese.

Paramilitari della AucSorge spontaneo. Prima di tutto si sarà chiesto come mai sia dovuto scappare da solo e come sia possibile che in 9 anni nessun governo sia riuscito a fare un accordo con le Farc per uno scambio di prigionieri. E poi si sarà sorpreso quando avrà saputo che un processo di pace con i paramilitari delle Auc ha portato in carcere la cupola della organizzazione e lo smantellamento della stessa, salvo poi scoprire che tutto è rimasto come prima e che dalla prigione i capi continuano a controllare tutto.
Si chiederà come sia possibile che una quarantina di parlamentari della cordata Uribista siano in carcere per le loro relazioni con i paramilitari, nell’ambito di una inchiesta denominata para-politica e che è ben lungi dall’esaurirsi e che, anzi, comincia a riguardare familiari del presidente come suo cugino Mario Uribe.

Paramilitare delle AucStranezze colombiane. Ovviamente l’agenda legislativa è semi paralizzata da mesi, ma non se ne parla molto. Avrà ascoltato con attenzione, come tutti nel paese, l’italo-colombiano Salvatore Mancuso, capo delle Auc, che nelle sue dichiarazione nell’ambito del processo di pace di cui sopra, ha affermato che “Pacho” Santos e Juan Manuel Santos, rispettivamente vicepresidente e ministro della difesa dell’attuale governo, nonché esponenti di spicco di una delle famiglie più importanti del paese, sarebbero coinvolti nella formazione del gruppo delle Auc che operava nella capitale colombiana. Mancuso ha anche affermato che alcune delle più importanti industrie nazionali finanziavano le Auc, tra queste i colossi Postobon (soft drinks) e Bavaria (unico produttore nazionale di birra, ora di proprietà di Sab-Miller, così come la nostra Peroni) che si aggiungono a Chiquita, la banana col bollino blu, condannata da un tribunale Usa per finanziamenti ai gruppi paramilitari Colombiani. Insomma settori politici ed economici di primaria importanza sono responsabili della creazione e dal finanziamento di uno dei gruppi paramilitari più sanguinari della storia dell’America Latina che secondo il governo non esistono più invece secondo le intercettazioni dei loro cellulari sono ancora attivissimi.

Militare colombiano, Foto di Matt ShonfeldCaos. Ma la confusione mentale di Pinchao deve essere aumentata ancora di più davanti alla reazione del Presidente Uribe a tutto ciò. Il presidente Uribe ha proposto una legge che dovrebbe dare, a suo dire, coerenza a tutte le leggi che si riferiscono ai gruppi insorgenti. La proposta in tre punti prevede che ai paramilitari detenuti si offra la possibilità di scontare la pena in haciendas agricole (un regalo affinchè cessino le dichiarazioni come quelle di Mancuso?), per quanto riguarda la guerriglia saranno liberati in modo arbitrale e unilaterale alcuni guerriglieri in cambio di nulla e in fine i politici coinvolti nello scandalo potranno ricevere i benefici della legge di “justicia y paz”, ossia saranno scarcerati dopo una breve detenzione e non potranno tornare a far politica.
Il presidente ha anche affermato che si deve cercare una soluzione che preveda la scarcerazione dei politici coinvolti nello scandalo della para-politica. Libertà in cambio della verità.
 
militari colombianiConti senza l'oste. Le razioni sono state piuttosto dure.Gina Parody, senatrice del partito della U (Uribista) ha fatto presente che l’ordinamento giudiziale Colombiano è fondato sulla ricerca della verità, la confessione porta alla riduzione della pena a vari altri vantaggi. Per la Senatrice la proposta presidenziale diffonderebbe nel paese il messaggio che il delitto paga. Il Senatore Petro ha dichiarato: “E' uno strumento che serve a liberare gli amici del presidente.” Mentre per Fernando Cristo, portavoce del partito Liberale: “E' una proposta indecente, sospetta e poco seria”.
Pinchao avrà proprio difficoltà a capire come un presidente della Repubblica, ormai così compromesso e la cui presidenza, largamente delegittimata, si fonda solo sui sondaggi di opinione, possa proporre che il congresso guidato dalla sua maggioranza voti, senza un accordo con l’opposizione, una legge che rimetta in libertà gli altri congressisti della sua cordata implicati nella para-politica. E ancora di più che questo sia camuffato da una legge generale che prevede la liberazione di guerriglieri senza che altri sequestrati come lui abbiano la certezza di essere liberati dalle Farc. Forse la sua vita sulle montagne colombiane era più semplice da comprendere.
Parole chiave: Auc, Farc, betancourt, simone bruno, colombia
Categoria: Diritti, Politica
Luogo: Colombia
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