scritto per noi da
Amer Doha
È arrivato in
Libano, il 24 maggio scorso,, il primo aereo militare statunitense
proveniente dal Kuwait carico di munizioni, seguito da altri due
aerei provenienti dall’Egitto.
Questi velivoli
fanno parte del 'ponte aereo' allestito tempestivamente dagli Usa per
fornire aiuti militari all’esercito libanese.
Coinvolgimento
Usa. Secondo fonti statunitensi, altri aerei arriveranno nei
prossimi giorni, provenienti da nazioni “amiche”, nelle quali
sono situati dei depositi di armi dell’esercito Usa contenenti
munizioni del tipo richiesto dall’esercito libanese.
La decisione di spedire
questi “aiuti” con degli aeri militari al posto di affittare
velivoli commerciali civili deriva dall’urgenza della richiesta
libanese, un’urgenza che ha spinto i responsabili americani a
cercare le munizioni anche nei depositi di altri eserciti di stati
alleati nel mondo arabo.
Secondo la fonte
Usa, l’esercito libanese avrebbe chiesto munizioni per i carri
armati sostenendo che, in ogni modo, questi non fanno parte della
lista di aiuti militari destinati dall’amministrazione Bush al
Libano. Si ricorda che questi aiuti rientrano nell’ambito del
finanziamento della missione statunitense in Iraq.
L’esercito
libanese avrebbe chiesto, oltre alle munizioni, visori notturni dal
momento che alcuni guerriglieri di Fatah al Islam ne avevano alcuni a
disposizione. L’amministrazione di Washington aveva chiesto al
Congresso l’approvazione di un decreto per fornire aiuti militari
al Libano del valore di 280 milioni di dollari, di cui 220 milioni
per l’esercito e 60 milioni alle forze di sicurezza.
Alla luce degli
ultimi sviluppi sulla piazza libanese, sono stati espressi attestati
di solidarietà da parte di esponenti della politica
statunitense al governo libanese e una richiesta da parte
dell’amministrazione Bush al presidente palestinese Abu Mazen di
chiedere alle fazioni presenti in Libano di non intervenire nel
conflitto armato, e di isolare l’organizzazione Fatah al Islam.
Dalla parte di Siniora.
Negli ultimi giorni si sono levate dal Congresso Usa molti voci che
chiedevano al governo statunitense di fornire un aiuto sostanziale
all'esecutivo guidato da Fouad Siniora, sia dal punto di vista
militare che politico. Il senatore democratico Joseph
Bayden ha chiesto esplicitamente al governo di dare un aiuto al
Libano nella sua battaglia contro il terrorismo, e contro
un’organizzazione che cerca di minare le fondamenta del paese.
Bayden, inoltre, aveva chiesto di organizzare un ponte aereo per
trasportare armi e munizioni all’esercito libanese, aggiungendo che
un gesto del genere reca un messaggio di solidarietà al popolo
libanese in questo periodo difficile. Bayden ha osservato che dopo
due anni dalla “rivoluzione dei cedri”, l’amministrazione Bush
non è riuscita a fornire un supporto militare adeguato al
Libano, “mentre i suoi vicini (Siria ed Iran) continuano a
foraggiare ed armare organizzazioni terroristiche”.
Il
deputato repubblicano Vito Fossella ha inviato una lettera al
segretario di stato Usa Condoleezza Rice, chiedendo di fornire aiuto
al Libano e di non lasciarlo solo nella battaglia, perché la
situazione attuale potrebbe portare alla caduta del governo Siniora.
Da
parte sua, la Rice ha accusato Fatah al Islam di aver violato la
tregua concordata con il governo. In un incontro con il ministro
degli esteri australiano, la Rice ha espresso il suo auspicio che il
governo libanese affronti nel modo appropriato quella che definisce
una banda di terroristi, affermando che “…questa banda di
criminali è un altro esempio di terroristi nel Medio Oriente
che cercano di minare la stabilità dei governi democratici”.
Il Segretario di Stato Usa ha aggiunto inoltre che il governo
libanese sta cercando di fare la cosa più giusta per
proteggere i suoi cittadini dai terroristi che minacciano la
stabilità e la pace nel paese.