29/05/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



La politica degli agrocombustibili nel piano strategico regionale del Brasile di Lula
scritto per noi da
Serena Corsi
 
Il brasiliano Lula ha già annunciato che non si candiderà per un terzo mandato presidenziale, ma intanto è sempre più chiaro su cosa abbia deciso di puntare nell’arco del secondo: la visita del presidente Bush nel marzo scorso e gli accordi relativi alla produzione di etanolo hanno segnato uno spartiacque della geopolitica regionale. Secondo le parole dello stesso Lula in un recente discorso pubblico, gli agro-combustibili sono “il passo fondamentale verso la integrazione delle catene produttive dei membri del Mercosur”. Sono, cioè, la materia che orienterà gli scambi commerciali e, quindi, le reciproche condizioni politiche dei paesi dell’organismo regionale (che comprende Brasile, Argentina, Uruguay, Paraguay, Venezuela e Bolivia come membro osservatore) nei prossimi anni.
 
LulaIl gigante e i due nani. La sensazione - riportata dai principali analisti della regione - è che il Brasile si avvii ad ampliare quel ruolo ricoperto negli ultimi decenni nei confronti dei “nani” della situazione, in particolare Bolivia e Paraguay, geograficamente strategici e ricchi di risorse e terre coltivabili. Il 21 maggio, infatti, Lula ha strappato al presidente paraguayano Duarte Frutos (Partito Colorado, erede della dittatura militare 1954-1989) accordi bilaterali sulla produzione di biocombustibili. Il brasiliano forse vuol accelerare i tempi prima delle elezioni in Paraguay dell’anno prossimo, che potrebbero essere vinte dal “vescovo dei poveri” , Lugo, vicino ai movimenti sociali e per questo forse non così disponibile a trasformare il paese in un anello della catena brasiliana di produzione di etanolo. 
Dopo il tiro giocato dal boliviano Morales alla brasiliana Petrobras nel riscrivere i contratti fra Stato e Imprese sugli idrocarburi, Lula non vuol più rischiare contenziosi energetici  coi partner continentali.
 
Lula, Duarte, KirchnerParaguay, quanto pesa l'energia? Una delle questioni su cui si gioca la campagna elettorale paraguayana ha a che fare proprio coi combustibili: si tratta dell’energia ricavata dall’immensa diga di Itaipù, proprio sul confine col Brasile. I movimenti sociali del paese, da diversi anni vanno denunciando l’iniquità dell’accordo fra i due paesi, che penalizza la distribuzione in Paraguay rispetto a quella in Brasile. La questione sta assumendo proporzioni di tale malcontento popolare che Frutos è stato costretto a inserire l’argomento nei suoi ultimi discorsi pubblici e a prendere posizione in vista della campagna elettorale, ventilando la possibilità di una riscrittura del contratto più favorevole alle condizioni del Paraguay. Ci si aspettava che questo sarebbe stato uno dei temi dell’ordine del giorno della visita di Lula al paese, ma questi ha chiarito ancora prima di partire da Brasilia che nell’agenda politica del suo governo non rientra niente di simile a una nuova contrattazione delle risorse di Itaipù. Ben altro era ed è il suo orizzonte in materia di energia: Lula è arrivato in Paraguay per aggiungere un anello alla catena continentale della produzione di biodiesel che va fantasticando dall’inizio del suo secondo mandato elettorale .E, malgrado le proteste dei movimenti rurali che in Paraguay come in tutto il continente si oppongono agli agrocombustibili, non è tornato a casa a mani vuote. 
Parole chiave: agrocombustibili, lula, mercosur, paraguay, duarte, brasile
Categoria: Ambiente
Luogo: Brasile